Domenica 7 giugno 2026
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Tribunale di Modena: il rifiuto delle cure e' un diritto assoluto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non curarsi e' un diritto assoluto, riconosciuto recentemente dalla cassazione e 'improntato alla sovrana esigenza di rispetto dell'individuo': il decreto pronunciato ieri dal giudice tutelare del tribunale di Modena, Guido Stanzani, accoglie cosi' le volonta' di fine vita che, per la prima volta in Italia, un uomo in buona salute ha affidato alla moglie nominandola fiduciaria.
- RIFIUTO TERAPIE SALVIFICHE: il decreto accoglie la volonta' dell'uomo a non essere sottoposto a tecniche di ventilazione, idratazione e alimentazione forzate e artificiali e a beneficiare della terapia del dolore che preveda l'uso di farmaci oppiacei.
- L'EUTANASIA E' UN'ALTRA COSA: il decreto rileva la differenza tra rifiuto delle terapie salvifiche ed eutanasia. Il rifiuto delle terapia si caratterizza 'per il rispetto del normale percorso biologico sotto il profilo di non interferenza con il suo corso ovvero di suo ripristino, se forzatamente rallentato; nulla a che vedere, dunque, con l'eutanasia, la cui essenza consiste nell'indotta accelerazione del processo di morte'.
- AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO: e' il fiduciario e garante che le volonta' di fine vita espresse dall'uomo siano rispettate. Nel caso specifico si tratta della moglie dell'uomo e, nel caso in cui per la donna fosse impossibile svolgere questo ruolo, il compito spetterebbe alla figlia della coppia.
- TRE RUOLI CHIAVE: gli attori del testamento biologico previsti dal decreto sono quindi il soggetto che esprime le proprie volonta', l'amministratore di sostegno da lui nominato e il giudice tutelare.
- AL DI LA' DEI PROGRESSI MEDICI: il decreto risponde all' obiezione, sollevata nel dibattito politico sul testamento biologico, secondo cui nuove possibilita' di cura dovute a progressi scientifici e tecnologici potrebbero aprire nuove possibilita' di cura e indurre quindi il soggetto a modificare le sue volonta' di fine vita. L'obiezione sarebbe nulla, considerando che il 'presupposto oggettivo' del rifiuto delle terapie salvifiche e' lo stato di 'malattia irreversibile allo stato terminale', una condizione che 'renderebbe irrilevante qualsiasi evoluzione di scienza e tecnica intervenuta nel frattempo nell'affinamento di terapie volte a prolungare la sopravvivenza del corpo'.

COMMENTI


Il medico 'e' tenuto a rispettare le dichiarazioni di fine vita' espresse da un paziente, quando era ancora capace di intendere e volere, e poi riportate dal suo amministratore di sostegno, nominato con decreto dal giudice. A precisarlo e' Amedeo Santosuosso, consigliere di Corte d'Appello a Milano e docente di Diritto e scienze della vita all'universita' di Pavia. 'Il decreto pronunciato oggi dal giudice tutelare del tribunale di Modena - spiega il giurista - con cui viene nominata come amministratore di sostegno la moglie di un uomo, ora in piena salute, per garantire le sue volonta' di fine vita, in caso lui non sia piu' capace di intendere e volere, non fa altro che certificare come nel nostro ordinamento non vi sia alcun vuoto legislativo su tale argomento'. Del resto i progetti di legge presentati nella scorsa legislatura sul testamento biologico, continua Santosuosso, 'non erano altro che una ricognizione dei diritti gia' riconosciuti dalle nostre leggi. In tal senso l'intervento del Parlamento andrebbe quindi non a colmare un vuoto, ma a stabilire dettagli uniformi in modo sistematico'. Nel caso quindi il medico si trovi dinanzi un amministratore di sostegno, nominato con decreto del giudice, che gli dica di non procedere ad alcun trattamento terapeutico per il suo assistito, in caso di malattia allo stato terminale, o in stato irreversibile e invalidante, cosa succede? 'Il medico non puo' rifiutarsi di rispettare queste volonta' - risponde - e se avra' dei dubbi potra' rivolgersi al giudice tutelare. Ma quella di Modena e' una procedura prevista dalla legge e che con la pronuncia del giudice garantisce un'attivita' di controllo. Senza contare che cosi' anche il medico e' garantito da eventuali accuse di omissioni di soccorso'. Diverso sarebbe se si trattasse di una semplice scrittura privata, priva dunque della garanzia del controllo dello Stato, rappresentato dal magistrato. 'Qui le volonta' - conclude Santosuosso - dovrebbero essere provate e ricostruite'.    

Dare vita finalmente a una legge sul testamento biologico, che dovrebbe vedere la luce entro pochi mesi, 'e' molto piu' facile oggi rispetto a quando c'era il governo Prodi, perche' ci sono molte meno lacerazioni, e sara' piu' facile arrivare a una legge condivisa almeno con una parte dell'opposizione'. Lo ha detto il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che e' intervenuta oggi al primo congresso nazionale della Federazione italiana di ostetricia e ginecologia a Roma. Una norma che regoli il fine vita, ha aggiunto la Roccella, e' quantomai necessaria, anche 'per evitare che la magistratura cerchi vie surrettizie per regolare la materia. Per i cittadini dobbiamo assicurare garanzie, certezze e regole. Per questo e' importante che una legge si faccia in tempi brevi'.    

Sul testamento biologico serve una legge e in questa materia il Parlamento e' in ritardo: cosi' la senatrice Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari opportunita' del Pd, commenta il decreto sulle volonta' di fine vita pubblicato oggi dal giudice tutelare del tribunale di Modena. 'Cio' che e' accaduto oggi - rileva Franco in una nota - dimostra che in regime di vuoto legislativo, in molte materie eticamente sensibili, i tribunali fanno le leggi, per lo piu' rispettando la volonta' di ciascun cittadino. E' chiaro che e' urgente che il Parlamento vari una legge giusta ed equa sul testamento biologico, che tenga conto della volonta' delle persone'. Sul testamento biologico, rileva la senatrice, 'il Parlamento e' in forte ritardo per l'intransigenza di alcuni. Sentenze e decreti prodotti dai tribunali non possono essere considerati strumenti surrettizi fino a quando si impedira' ad una legge di vedere concretamente la luce'.

Ancora una volta 'la magistratura colma il vuoto legislativo lasciato dalla politica in merito alle tematiche di fine vita e al testamento biologico'. Lo afferma in una nota Chiara Moroni, deputata del Pdl in riferimento al decreto pronunciato oggi dal giudice tutelare del Tribunale di Modena. 'Il Parlamento - aggiunge Moroni - deve intervenire al piu' presto con una legge sul testamento biologico, che valorizzi l'autodeterminazione della persona e vieti l'accanimento terapeutico, dando a tutti il diritto a poter esercitare la liberta' di scelta'.   

Un decreto che 'coglie nel giusto': e' positivo il commento del segretario socialista Riccardo Nencini, al decreto sulle volonta' di fine vita pubblicato oggi a Modena. 'Il giudice tutelare del tribunale di Modena Guido Stanzani ha colto nel giusto', afferma Nencini in una nota, riferendosi in particolare alla decisione di non paragonare il rifiuto delle cure all'eutanasia. 'Il fatto - rileva - che sia sempre piu' la magistratura ad occuparsi di questi argomenti deve impegnare il Parlamento a dotare gli italiani di una legge che deve fondarsi sulla libera scelta dell'individuo e non sull'approccio confessionale al problema'.   

"E' evidente che una parte significativa della popolazione rivendica apertamente il diritto di poter decidere di non accettare una vita artificiale, ridotta a quella di un vegetale, e che la societa' non puo' piu' fingere di ignorare la sua voce". Lo afferma l'oncologo Umberto Veronesi sulla pagine del Corriere della Sera. Secondo l'ex ministro "bene ha fatto il magistrato di Modena a confermare la legittimita' della richiesta del suo concittadino pronunciando un decreto", accettando quindi il rifiuto alla tracheotomia di una signora riceverata. Secondo Veronesi, il caso di Modena dimostra con i fatti che "una legge sulle volonta' anticipate e' auspicabile, ma non necessaria, perche' abbiamo in Italia strumenti sufficienti per ritenere valide le disposizioni del cittadino circa i trattamenti che intende o non intende ricevere, nel caso in cui, per sopravvenuta incapacita', non possa esprimersi di persona".    

"Il decreto emesso dal giudice tutelare di Modena fa chiaramente emergere che, sui temi del fine vita, a fare i peggiori danni non e' una 'giurisprudenza creativa', ma una 'politica elusiva'. I progressi della scienza biomedica hanno reso necessario aggiornare la normativa di attuazione del principio deontologico e costituzionale, che lega i trattamenti sanitari al consenso dei pazienti. Se pero' la legge sul testamento biologico, come sembra sempre piu' probabile, servira' non a chiarire i termini di esercizio di un diritto (quello alla liberta' di cura), ma a metterlo pesantemente in discussione, non si rendera' un buon servizio ne' al paese ne' alla chiarezza normativa. E si incentivera' ulteriormente nei cittadini la scelta di ricorrere ai tribunali e di costringere i giudici a complicate esercitazioni interpretative". Lo dichiara il deputato del Pdl, Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori liberali.    

"Le proteste che si sollevano sulla sentenza del Tribunale di Modena, che ha riconosciuto e garantito le volonta' di un cittadino in merito al fine vita, appaiono come uno stanco rituale sempre piu' privo di senso". Lo dichiara Silvana Mura deputata di Idv. "Come ha riconosciuto la Corte costituzionale, dando torto al conflitto di attribuzioni sollevato dal Parlamento, la magistratura non commette alcuna invasione di campo, ma garantisce con le proprie sentenze i diritti dei cittadini a far valere la propria volonta'. Una volonta' che, a causa di un vuoto normativo che perdura da troppo tempo, puo' essere tutelata solo con le sentenze. Invece di abbandonarsi in sterili polemiche, si riconosca una via privilegiata che consenta in tempi brevi di approvare finalmente una legge sul testamento biologico. Una legge che finalmente riconosca il diritto di una persona a far valere la propria volonta', purche' espressa in maniera chiara e inconfutabile, anche in stato di incoscienza".    

'Rispettare il lavoro parlamentare in attesa di arrivare ad una soluziona condivisa': e' questo l'auspicio di mons. Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, sulla legge sul 'testamento biologico' in discussione in Parlamento. Intervistato alla Radio Vaticana in occasione di un congresso internazionale sui trapianti, mons. Fisichella ha ricordato che 'in Italia e' aperto un dibattito politico su questa legge e quindi credo che sia importante in questo momento rispettare il lavoro parlamentare che e' fatto di un dialogo tra le diverse forze politiche sempre in attesa di poter arrivare ad una soluzione condivisa e partecipata di una estensione, la piu' ampia possibile, del Parlamento'. 'La cosa piu' importante in questo momento - ha aggiunto - e' far lavorare con tranquillita' e serenita' il Parlamento, senza interferire con tante altre iniziative che possono solo ed esclusivamente creare confusione e conflitto'. Mons. Fisichella ha anche preso posizione sulla questione dei trapianti, dopo le polemiche di qualche settimana fa, dopo che un articolo dell'Osservatore Romano sembrava aver messo in discussione la validita' del criterio della morte cerebrale, premessa necessaria per poter l'espianto degli organi per trapianto. Per il prelato, 'la Chiesa accetta e accoglie' la donazione d'organi. 'La Chiesa - ha aggiunto -vede il trapianto degli organi come una dimensione profonda di una testimonianza di carita', una testimonianza di amore. Dopotutto, si puo' parlare di donazione di organi come un dono per la vita, nella misura in cui rimane realmente un dono, e quindi in cui c'e' un atto di liberta' alla base e in cui non c'e' assolutamente la volonta' di guadagno come invece il traffico di organi manifesta'.    

Il caso di Modena "dimostra l'ineluttabilità che il Parlamento vari al piú presto una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento" (Dat): lo dichiara il relatore in commissione Igiene e Sanità del Senato, Raffaele Calabró (Pdl).  "E' l'unico modo - prosegue l'esponente di maggioranza in un comunicato - per impedire nuovi interventi a gamba tesa della magistratura nel campo legislativo; è l'unica possibilità per fermare questo clima di anarchia, dove ognuno, dal cittadino al magistrato, si sente in diritto di fare e decidere quello che vuole. La Costituzione, la legislazione italiana vigente che sanciscono il principio dell'indisponibilità della vita - prosegue Calabró - non possono diventare carta straccia. Ormai siamo al punto che è lecito rifiutare tutto, persino una terapia antibiotica in ossequio a una filosofia nichilista. Senza contare che in questo modo si svilisce il ruolo del medico ridotto a un compito meramente notarile, a dispetto del principio dell'alleanza terapeutica necessario nel rapporto tra paziente e medico".  "L'intervento normativo - conclude Calabró - è l'unico strumento per impedire che il rispetto della libertà individuale diventi libero arbitrio, per evitare che la tutela della vita soccomba davanti all'affermazione di un suicidio assistito".    

'La maggioranza di governo insieme ad alcuni esponenti del Partito Democratico (tra cui Paola Binetti ed Emauela Baio Dossi), sia alla Camera che al Senato, stanno lavorando ad una legge sul testamento biologico che si puo' definire disgraziata'. A dirlo e' Ignazio Marino, membro della commissione Sanita' del Senato, nel corso di un dibattito sulle dichiarazioni di fine vita organizzato da Mina Welby nel X municipio di Roma. 'Sostanzialmente vogliono fermare i magistrati - continua Marino - inserendo nella legge un articolo per cui la nutrizione e l'idratazione artificiale sono sempre obbligatorie'. Tutto cio' pero' porterebbe ad una situazione definita da Marino 'devastante. Da una parte, infatti, ci sarebbe la norma del codice deontologico medico che prescrive ai dottori di attenersi alle indicazioni dei pazienti, dall'altra una legge che va in senso contrario - ha concluso -. Quindi il medico o infrange la legge o rompe l'alleanza terapeutica con il paziente. Se verra' approvata una legge cosi' fatta, ci sara' un aumento spropositato di cause e di processi. Dobbiamo pensare ad altri strumenti di lotta'. A tale scopo, Mina Welby ha lanciato l'idea di istituire un registro per le dichiarazioni anticipate di fine vita presso il X municipio.    

"Verra' presentato domani al Senato il DDL sottoscritto da 30 senatori volto a garantire l'autodeterminazione del paziente, ma all'interno di un preciso rapporto di alleanza terapeutica con il proprio medico. Il DDL si pone in forte contrasto con ogni forma di eutanasia, testamento biologico e Dat". Lo annuncia la senatrice del Pdl, Laura Bianconi.   

Il 'caso Modena' e' la dimostrazione della necessita' di una legge sul testamento biologico o le dichiarazioni anticipate di fine vita. Questo il pensiero di Barbara Saltamartini (Pdl), responsabile delle Pari opportunita' di An.  "L'episodio di Modena, che ha visto un uomo in perfetta salute rivolgersi alla magistratura per ottenere garanzie sulle sue volonta' di fine vita, deve indurci a una profonda riflessione: una legge seria ed equilibrata sull'argomento non e' piu' rimandabile, pena il moltiplicarsi di casi come questo che rischiano di scardinare in modo pericoloso il nostro ordinamento e i suoi valori fondanti".  Secondo la parlamentare della maggioranza, infatti, "non e' ammissibile che la magistratura continui a sostituirsi al Parlamento, forzando per di piu' gli strumenti giuridici disponibili. Per quanto riguarda il caso specifico, credo che la soluzione dell'amministratore di sostegno non muti la sostanza del problema. Al contrario - conclude in una nota - appare un modo per aggirare la questione dell'eutanasia. Puo' essere concesso, infatti, a un amministratore di sostegno il potere di decidere della vita o della morte di una persona?".    

"C'e' un giudice a Modena. Non possiamo che salutare cosi' il coraggio del giudice Stanzani nel rispettare lo spirito e la lettera della Costituzione italiana, ammettendo cosi' che una persona possa sottrarsi preventivamente ai presenti e futuri sciacalli delle "bottigliette-d'acqua-per-Eluana", o ai parassiti del dolore altrui. Ringraziamo anche l'avvocato Maria Grazia Scacchetti, iscritta all'associazione Luca Coscioni e militante della vita del diritto e del diritto a vivere senza che altri decidano per noi". Lo dichiara Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni. "Una legge sul testamento biologico - ha spiegato - certo, potrebbe teoricamente servire affinche' il diritto all'autodeterminazione sia rispettato senza necessita' che intervenga un giudice. Ma il Parlamento italiano sta lavorando a una legge contro il testamento biologico, per la quale opera la Pdl di Berlusconi con il favore o la compiacenza - nel Partito democratico di Veltroni - delle Paola Binetti e delle Livia Turco. Non a caso il tema e' rimasto fuori dal tentativo di 'salvataggio dell'Italia' del circo massimo. Radicali dell'associazione Luca Coscioni si battono e si batteranno per la legge che piu' servirebbe, quella alla quale sono pronti la maggioranza degli italiani e che i soli Radicali propongono: la legalizzazione dell'eutanasia, contro il flagello dell'eutanasia clandestina e la violenza dell'accanimento e della tortura contro i piu' deboli".   

"L'amministratore di sostegno e' stato previsto dalla legge 6/2004 per dare assistenza ed aiuto, come recita testualmente la legge, alle 'persone che, per effetto di una infermita' ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nella impossibilita', anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi'. La legge consente dunque al giudice di nominare l'amministratore di sostegno solo dopo aver verificato che il 'tutelando' gia' si trova in una condizione di disagio, e non per coloro che sono sani e capaci, sol perche' potrebbero in futuro subire una menomazione". Lo dichiara il sottosegretario di stato dell'Interno Alfredo Mantovano. "Ne' la legge - prosegue -permette che il decreto di nomina recepisca indicazioni volte a cagionare la morte della persona di cui l'amministratore deve invece tutelare la salute. Il decreto emesso dal giudice tutelare di Modena costituisce un'ulteriore manifestazione della volonta' di una parte della Magistratura di sostituirsi al Parlamento ed allo stesso popolo sovrano, introducendo in via surrettizia istituti estranei alla nostra legge ed alla nostra tradizione, quali l'eutanasia ed il testamento suicida. Certamente - conclude Mantovano - e' necessaria una legge che recepisca, senza se e senza ma, il principio secondo cui la vita umana ha per tutta la sua durata un unico altissimo valore, che non puo' essere incrinato od appannato da alcun evento, benche' drammatico e doloroso".    

'Prevedere indicazioni sulla morte, invece di tutelare la salute e' assurdo. La legge consente al giudice di nominare l'amministratore di sostegno solo in caso d'infermita' fisica o psichica, parziale o temporanea, non quando e' sano'. E' quanto ha dichiarato in una nota l'onorevole Luca Volonte' dell'Udc riguardo al caso dell'uomo di Modena che ha ottenuto dal giudice il riconoscimento della moglie come garante delle sue volonta' di fine vita. 'A Modena c'e' un altro giudice che vuole sostituirsi al Parlamento introducendo in via surrettizia istituti estranei al nostro ordinamento e alla nostra tradizione, come eutanasia e testamento suicida - ha concluso Volonte' - Il Ministro della Giustizia e il Csm intervengano e sanzionino questi giudici 'impazziti' d'ideologia'.    


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