Tribunale Pavia boccia terapia Stamina
Il metodo Stamina continua a far discutere anche nelle aule di giustizia. Il tribunale di Pavia ha bocciato la terapia, respingendo il ricorso della famiglia di un giovane di 20 anni, affetto da una grave malattia neurovegetativa, che chiedevano l'accesso al discusso trattamento con le staminali mesenchimiali di Vannoni e Andolina della Fondazione Stamina. Lo riferisce il quotidiano locale on line la "Provincia pavese", spiegando che in sintesi per i giudici il diritto alla cura esiste ma solo se questa funziona: "Il paziente ha diritto a essere curato, ma lo Stato ha il dovere di tutelare i malati da sperimentazioni che non hanno certezze scientifiche". La patologia - spiega il quotidiano locale - è stata diagnosticata al giovane un anno fa e i medici non avrebbero dato nessuna speranza di vita. I genitori hanno così fatto ricorso per ottenere la somministrazione della terapia agli Spedali civili di Brescia. Un percorso che ha dato ragione a molti malati, i giudici di Pavia, invece, hanno detto no, in nome del principio di cautela. "La famiglia è rimasta profondamente delusa dal provvedimento del Tribunale di Pavia - ha riferito alla Provincia pavese l`avvocato Roberta Nicoli, che ha seguito il caso - anche in considerazione del fatto che in questi giorni altri Tribunali, tra cui quello di Parma e di Genova, hanno assunto provvedimenti opposti. Non avendo nessuna alternativa, la famiglia seguirà con attenzione l'evolversi della situazione e del dibattito sul metodo Stamina, nella speranza che emergano elementi di novità tali da consentire di riproporre il ricorso".
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