Venerdì 5 giugno 2026
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Tribunale respinge la richiesta di Chantal Sebire, che annuncia: forse andro' a morire all'estero

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Il no pronunciato oggi dalla giustizia non e' stata una sorpresa per Chantal Sebire: lei si aspettava che la sua richiesta di aiuto a morire, per mettere fine al calvario di un tumore che la sfigura e la fa soffrire, sarebbe stata respinta.
L'eutanasia e' un delitto in Francia, ha concluso il presidente del tribunale di Digione. Chantal Sebire ha fatto sapere che non fara' appello e che potrebbe andare all'estero per ottenere quello che desidera. Lo aveva annunciato gia' qualche giorno fa: 'ora so come procurarmi quello di cui ho bisogno' aveva detto. 'Se non potro' procurarmelo in Francia, lo faro' all'estero'.
Il suo avvocato oggi non lo ha ne' confermato, ma neanche smentito e ha sottolineato: 'e' triste che nel 2008 si sia obbligati a partire come ladri per andare a morire all'estero'.
La settimana scorsa, l'ex insegnante di 52 anni aveva commosso la Francia intera chiedendo alla giustizia di autorizzare un medico a somministrarle una dose letale. Da otto anni Chantal soffre infatti di un tumore raro del setto nasale, che le ha sfigurato il viso e le ha tolto vista, gusto e udito.
'Non e' il mio viso deforme che mi da' fastidio' aveva precisato, rispondendo alle reazioni sollevate dal suo caso.
'Il dolore e' tale che mi spinge a chiedere aiuto'. La sua guerra vuole portarla avanti in modo legale.
Diversamente sarebbe impossibile per lei 'andarsene in pace'. Nella sua richiesta aveva parlato di 'sofferenze atroci e permanenti' e del 'carattere incurabile' del suo male.
La sua situazione 'e' degna di compassione' ha risposto il tribunale, ma la sua domanda e' 'contraria al codice penale' ed al 'codice di deontologia medica'. Ed e' stata quindi respinta. Con questa decisione e' come se la giustizia avesse inflitto a Chantal 'una pena di sofferenza a vita', ha commentato l'Admd, l'associazione per morire con dignita', che sta seguendo il suo caso.
Nessun medico in Francia -ed uno si era fatto avanti- potra' dunque somministrarle il farmaco letale che aveva chiesto. La legge Leonetti del 2005 non lo consente non autorizzando ne' il suicidio assistito, come esiste in Svizzera, ne' l'eutanasia, come in Belgio. Vieta solo l'accanimento terapeutico.
E' una legge 'disumana' secondo l'avvocato della Sebire che ha denunciato 'l'ipocrisia' della giustizia e lanciato un appello al presidente Nicolas Sarkozy perche' la legge venga modificata: 'bisogna cambiare una legge che lascia la gente per strada'. Ma gia' nei giorni scorsi il governo aveva fatto capire che di mettere mano ai testi non se ne parla.
La medicina francese offre a Chantal l'alternativa del coma indotto in ospedale. Lei lo rifiuta preferendo morire a casa sua, accanto ai suoi tre figli e in piena coscienza. La donna non ha rifiutato pero' la proposta del presidente Sarkozy di consultare un altro professore, Arnold Munnich, ma e' 'stanca', ha fatto sapere tramite il suo avvocato, Gilles Antonowicz. All'appuntamento di mercoledi' prossimo con il professore, il medico di Chantal ci andra' da solo.
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