Mercoledì 10 giugno 2026
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Troppi vincoli di legge sulla fecondazione assistita? I tedeschi vanno in Polonia

U.E. - GERMANIA
Notizia ·
Scoraggiate da una legge molto severa, e dagli alti costi, molte coppie tedesche hanno scoperto la Polonia come paradiso dell'inseminazione artificiale. Una delle cliniche specializzate prese d'assalto e' la 'Vitrolive' a Stettino, nella Polonia del nord non lontano dal confine con la Germania, la cui clientela e' in buona parte tedesca. Qui, come indicato all'Ansa dal suo fondatore, il dottor Rafal Kurzawa, dei circa 225 interventi in vitro realizzati lo scorso anno, il 30% e' stato su donne arrivate dalla Germania. 'Si tratta di un numero in costante aumento', ha detto il ginecoloco Kurzawa, che si occupa di inseminiazione artificiale dall'inizio degli anni '90 e si e' perfezionato in cliniche ad Anversa e Bruxelles. Del fenomeno del 'babytourismo' tedesco in Polonia si e' occupato questi giorni anche il quotidiano austriaco Der Standard, che lo motiva con i costi molto piu' bassi e col fatto che in Germania la legge sugli embrioni e' molto rigida (l'embrione capace di vivere deve essere impiantato subito nell'utero della donna). In Polonia invece la materia non e' di fatto regolata per legge e i ginecologi possono osservare gli ovuli inseminati artificialmente fino a cinque giorni e scegliere quindi l'embrione che ha piu' chance di svilupparsi. Per questo, spiega Kurzawa, l'indice dei successi e' superiore che quello dei colleghi tedeschi: 35-50% delle sue pazienti riescono a portare avanti una gravidanza contro il 26% in Germania. Inoltre il fattore risparmio: qui un trattamento costa 2.000-2.500 euro, la meta' di quello che costerebbe in Germania. Il turismo medico verso, e dalla Polonia, e' aumentato soprattutto dopo l'ingresso nell'area Schengen all'inizio di quest'anno. Sia polacchi che tedeschi sfruttano le possibilita' della libera circolazione garantita dall'Ue e cercano i servizi che costano di meno. Le polacche ad esempio cercano di andare in Germania a partorire adducendo parti di emergenza. La 'Vitrolive' lavora da un anno grazie ai sussidi del Fondo per lo sviluppo regionale dell'Ue e in parte dello stato polacco. Secondo Kurzawa, il costo totale di un intervento in vitro arriva fino a 10.000 zloty, circa 3.000 euro, e in Polonia non viene minimamente rimborsato dallo stato. Secondo uno studio pubblicato tempo fa dal settimanale 'Politika', in Polonia i problemi di sterilita' riguardano il 20% delle coppie e la percentuale e' in aumento. Per sottoporsi a cure di fertilita' le donne polacche devono spesso sperare in una raccolta di fondi dell'intera famiglia. Il dibattito sul problema e' iniziato solo alcuni mesi fa, dopo la dichiarazione del ministro alla sanita' Ewa Kopacz sull'eventualita' di finanziamento parziale delle cure di fertilita' dal bilancio dello stato. La Kopacz e' stata fortemente criticata dai vescovi polacchi, contrari al metodo in vitro, che in una lettera ai parlamentari lo hanno stigmatizzato come in fondo una forma di 'aborto raffinato'. Cio' nonostante le cliniche di cura della sterilita' nel Paese sono numerose e operano finora senza alcun vincolo legislativo. 'Aspettiamo con ansia una legge che, in sintonia con le norme europee, stabilisca le condizioni per la nostra attivita'', ha sottolineato Kurzawa. Il governo di Donald Tusk solo di recente ha nominato una commissione di bioetica, presieduta dal senatore Jaroslaw Gowin del partito del premier Piattaforma Civica (Po), con il compito di preparare un disegno di legge sull'inseminazione in vitro. In recenti dichiarazioni a titolo privato, Gowin ha detto che le cure in vitro dovrebbero essere riservate esclusivamente alle coppie sposate. Fra i ritardi che la Polonia deve superare in materia, c'e' anche il fatto che Varsavia ha siglato, ma mai ratificato, la Convenzione bioetica del Consiglio d'Europa del 1997. (Ansa)
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