Martedì 9 giugno 2026
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Trovato l'accordo sulla direttiva espulsioni: fino a 18 mesi di detenzione

U.E.
Notizia ·
Accordo nell'Ue per norme comuni sul rimpatrio degli immigrati illegali. Dopo un acceso dibattito durato piu' di un anno, i Ventisette hanno trovato un'intesa su un testo che permette gli allontanamenti forzati, detenzioni fino a 18 mesi e un bando di 5 anni dal territorio dell'Ue per chi viene espulso. La direttiva dovra' ora passare al vaglio del Parlamento europeo, molto diviso sul tema, per poi eventualmente essere approvata alla riunione dei ministri dell'Interno e della Giustizia, in giugno. L'intesa raggiunta dagli ambasciatori dei Ventisette impone alle autorita' nazionali di scegliere tra regolarizzare il soggiorno dei clandestini oppure espellerli. Ma qualora oppongano resistenza, saranno consentiti allontanamenti forzati e la detenzione per sei mesi, prorogabili fino a complessivi 18 mesi se vi e' pericolo di fuga o difficolta' a ottenere i documenti dai Paesi di origine. Il limite dei 18 mesi e' superiore a quello massimo consentito nei due terzi degli Stati membri e, anche se gli Stati possono mantenere limiti inferiori, le organizzazioni per i diritti umani sostengono che incentiva la linea dura. "Se la direttiva passera' con questo testo, minera' i diritti fondamentali degli individui", hanno denunciato Amnesty International e il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esiliati (Ecre) in un comunicato congiunto. Attualmente nove Paesi non hanno un periodo massimo di detenzione per gli immigrati illegali: si tratta di Danimarca, Estonia, Finlandia, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Malta, Olanda e Svezia. L'ultimo nodo da sciogliere, il patrocinio gratuito agli immigrati illegali, e' stato risolto con un salomonico rinvio alle legislazioni nazionali e con un appello agli Stati membri perche' "predispongano le misure necessarie" per garantire assistenza legale a chi non se la puo' permettere.   


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