Turco: correzione di rotta su Convenzione Oviedo. Cappato: siamo preoccupati
'Nessun passo indietro sulla convenzione di Oviedo, ma una doverosa correzione di rotta parlamentare'. Lo ribadisce il ministro della Salute Livia Turco, in un intervento pubblicato ieri su Il Riformista, affermando che per raggiungere una maggiore 'condivisione parlamentare' in materia e' prevista una nuova delega al governo, per i decreti attuativi della Convenzione, da adottare entro marzo 2008.
La Convenzione di Oviedo, finalizzata alla protezione dei diritti dell'uomo e della dignita' dell'essere umano nei confronti delle applicazioni della biologia e della medicina, e' stata ratificata in Italia nel 2001, ma mancano ancora i decreti attuativi. Tale convenzione riconosce a ciascuno il diritto di scegliere la terapia e la liberta' di decidere se continuarla.
Dunque, afferma Livia Turco, 'nessun passo indietro, ma una correzione di rotta parlamentare che auspico possa dare luogo a quell'ampio e trasversale consenso su un tema, quello dei diritti del malato e del rispetto delle sue volonta', sul quale l'Europa si e' gia' pronunciata. E della cui necessita' sono fermamente convinta'.
Il ministro chiarisce quindi i motivi della sua decisione di non usufruire della delega, in scadenza il prossimo 31 luglio, per l'adozione del decreto legislativo per l'adattamento dell'ordinamento italiano ai principi della Convenzione: 'Il perche' sta nella consapevolezza della necessita' di una maggiore condivisione parlamentare su una materia di altissimo valore che riguarda la vita e la morte di tutti i cittadini. Una condivisione che non era possibile trovare nei margini stretti della scadenza del 31 luglio'.
Su queste basi, conclude Livia Turco, 'il governo ha presentato un proprio emendamento al ddl sulla semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute, che prevede una nuova delega al governo da adottare entro il 31 marzo 2008'.
'Allarma l'ulteriore rinvio del ministro della Salute sulla Convenzione di Oviedo'. Lo afferma Marco Cappato, deputato europeo radicale e segretario dell'associazione Coscioni, secondo il quale e' ravvisabile 'un veto teo-dem anche su questo'.
'Vorremmo credere all'impegno proclamato oggi sul Riformista dal ministro per l'emanazione dei decreti attuativi della Convenzione di Oviedo. A dieci anni di distanza dall'approvazione della Convenzione pero', e a sei anni dalla ratifica italiana, tuttora incompleta a causa proprio dell'immobilismo dei ministri succedutisi non puo' che allarmare la decisione del ministro di non usufruire della delega in scadenza il 31 luglio, motivata con la volonta' di ricercare 'una maggiore condivisione parlamentare' su un nuovo emendamento per una nuova delega a marzo 2008'. In questo modo, secondo il deputato radicale, 'il ministro Turco, che gia' dispone di una delega, si avventura in un nuovo rischioso passaggio parlamentare per ottenerne (forse) una seconda ritardando (nella migliore delle ipotesi) un provvedimento atteso da sei anni'.
La Convenzione di Oviedo, prosegue Cappato, 'e' per noi radicali un testo eccessivamente prudente e gia' un po' datato.
Temiamo pero' che il ministro si stia, consapevolmente o no, infilando in una trappola dei teo-dem della Margherita che approfittano della ricerca di 'soluzioni condivise' per imporre veti clericali. E' accaduto sui Dico e rischia gia' di accadere sul testamento biologico'.
La Convenzione di Oviedo, finalizzata alla protezione dei diritti dell'uomo e della dignita' dell'essere umano nei confronti delle applicazioni della biologia e della medicina, e' stata ratificata in Italia nel 2001, ma mancano ancora i decreti attuativi. Tale convenzione riconosce a ciascuno il diritto di scegliere la terapia e la liberta' di decidere se continuarla.
Dunque, afferma Livia Turco, 'nessun passo indietro, ma una correzione di rotta parlamentare che auspico possa dare luogo a quell'ampio e trasversale consenso su un tema, quello dei diritti del malato e del rispetto delle sue volonta', sul quale l'Europa si e' gia' pronunciata. E della cui necessita' sono fermamente convinta'.
Il ministro chiarisce quindi i motivi della sua decisione di non usufruire della delega, in scadenza il prossimo 31 luglio, per l'adozione del decreto legislativo per l'adattamento dell'ordinamento italiano ai principi della Convenzione: 'Il perche' sta nella consapevolezza della necessita' di una maggiore condivisione parlamentare su una materia di altissimo valore che riguarda la vita e la morte di tutti i cittadini. Una condivisione che non era possibile trovare nei margini stretti della scadenza del 31 luglio'.
Su queste basi, conclude Livia Turco, 'il governo ha presentato un proprio emendamento al ddl sulla semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute, che prevede una nuova delega al governo da adottare entro il 31 marzo 2008'.
'Allarma l'ulteriore rinvio del ministro della Salute sulla Convenzione di Oviedo'. Lo afferma Marco Cappato, deputato europeo radicale e segretario dell'associazione Coscioni, secondo il quale e' ravvisabile 'un veto teo-dem anche su questo'.
'Vorremmo credere all'impegno proclamato oggi sul Riformista dal ministro per l'emanazione dei decreti attuativi della Convenzione di Oviedo. A dieci anni di distanza dall'approvazione della Convenzione pero', e a sei anni dalla ratifica italiana, tuttora incompleta a causa proprio dell'immobilismo dei ministri succedutisi non puo' che allarmare la decisione del ministro di non usufruire della delega in scadenza il 31 luglio, motivata con la volonta' di ricercare 'una maggiore condivisione parlamentare' su un nuovo emendamento per una nuova delega a marzo 2008'. In questo modo, secondo il deputato radicale, 'il ministro Turco, che gia' dispone di una delega, si avventura in un nuovo rischioso passaggio parlamentare per ottenerne (forse) una seconda ritardando (nella migliore delle ipotesi) un provvedimento atteso da sei anni'.
La Convenzione di Oviedo, prosegue Cappato, 'e' per noi radicali un testo eccessivamente prudente e gia' un po' datato.
Temiamo pero' che il ministro si stia, consapevolmente o no, infilando in una trappola dei teo-dem della Margherita che approfittano della ricerca di 'soluzioni condivise' per imporre veti clericali. E' accaduto sui Dico e rischia gia' di accadere sul testamento biologico'.
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