Domenica 7 giugno 2026
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Turco: la Lombardia boicotta linee guida sulla 194 per motivi pretestuosi. Formigoni: poca enfasi su volontariato (cattolico)

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Il veto posto dalla Lombardia in sede di Conferenza Unificata, nonostante vi fosse l'accordo unanime di tutte le altre Regioni e Province Autonome, delle Province e delle Comunita' Montane non interrompa il lavoro comune per la piena applicazione della legge 194'. E' quanto afferma, in una nota, il ministro della Salute Livia Turco secondo cui le motivazioni addotte dalla Lombardia sono 'alquanto pretestuose'.
Il ministro sottolinea che 'non e' un bene per il Paese avviarsi verso una difformita' di indicazioni sul come raggiungere obiettivi come il sostegno alla maternita', la prevenzione degli aborti, la definitiva cancellazione dell'aborto clandestino e la promozione di una sempre maggiore competenza verso una procreazione responsabile affinche' l'aborto non sia mai mezzo per il controllo delle nascite'. 'A tal fine il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome hanno lavorato congiuntamente alla stesura di una serie di indicazioni da fornire alle strutture e agli operatori sanitari'. E conclude: 'confido nell'assunzione di responsabilita' da parte di tutte le Regioni e Province autonome che hanno condiviso l'accordo affinche' lo stesso sia da loro adottato con proprie delibere per dare quella risposta di attenzione e di presa in carico attesa dal Paese da parte delle Istituzioni pubbliche su una problematica cosí importante'.

'Vorrei ricordare a Formigoni, candidato al Senato della Cdl, che si nasce da donna.
Formigoni e' un nostalgico dell'epoca in cui le donne non erano riconosciute ne' come soggetti giuridici ne' come soggetti morali ed altri.Gli uomini decidevano per lei, su di lei e sul suo corpo'. E' quanto dichiara la senatrice di Sinistra Arcobaleno, Erminia Emprin, che aggiunge: 'La riforma del diritto di famiglia e la legge 194 hanno rimesse al mondo le donne. Ora in tema di aborto il rifiuto di applicare le linee guida definite dal ministero della Salute cancella la figura della madre per ridurla a semplice incubatrice, in linea del resto con la sistematica disapplicazione della legge 194 nella regione Lombardia. Ma la cultura e la politica delle donne sconfiggeranno ancora una volta il tentativo di riportarle al medioevo e ai tribunali dell'Inquisizione'.

'Ci risiamo. La giunta regionale ancora una volta fa prevalere valutazioni improntate all'ideologia'.
Barbara Pollastrini, ministro per i Diritti e le Pari Opportunita', definisce il no della Lombardia  'davvero molto grave'. Pollastrini osserva che tale opposizione 'non solo e' in controtendenza rispetto a tutti gli altri governi regionali, ma anche, e soprattutto, allo spirito di queste terre che hanno nel loro dna amore per la ricerca e per i progressi medico-scientifici finalizzati a curare e aiutare le persone'. Ma c'e' poco da stupirsi: 'Questi sono la destra e il centro-destra. E le donne, in particolare, pagherebbero di piu' un loro successo elettorale, con il ritorno di mentalita' e chiusure che sembravano dimenticate'.

Non si fa attendere la risposta dell presidente della Lombardia che definisce 'scomposta e astiosa' la reazione del ministro Pollastrini.
'La reazione della ministra e' la dimostrazione di come non sia la giunta lombarda ad aver affrontato la vicenda con una dose notevole di ideologia, ma il Governo di cui tale ministra ancora per 20 giorni fa parte'.
Il governatore lombardo vorrebbe invece che il ministro spiegasse perche' 'per la prima volta, a 30 anni dall' approvazione della legge 194, un Governo abbia sentito il bisogno di emanare una direttiva nazionale, guarda caso all' indomani dell'approvazione da parte della Lombardia delle proprie linee guida'. Per Formigoni si tratta di 'una coincidenza non casuale', che vede il provvedimento del Ministero come una risposta nazionale al documento lombardo, 'messo a punto non nel chiuso di qualche sacrestia o di qualche sezione partitica, ma da figure tra le piu' rappresentative del mondo scientifico e medico'.
Formigoni sottolinea anche come non ci sia alcuna necessita' di questa direttiva nazionale, non prevista dalla legge, come e' stato dimostrato anche dal ministro Turco 'che ha auspicato che siano le singole Regioni a fare propri i contenuti della direttiva da lei elaborata'.
'Se la ministra Pollastrini invece di lasciarsi andare a rabbiose reazioni, avesse il buon gusto di andare a leggersi le carte, si accorgerebbe di due limiti degli indirizzi che difende: la scarsissima accentuazione del valore della maternita', nonche' la quasi imbarazzante sottovalutazione dell'enorme lavoro svolto in questo campo dal volontariato, che in un documento di 11 pagine e' liquidato con 7 parole'.

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