Turkmenistan. Quarta conferenza regionale contro i traffici di droghe
Il direttore esecutivo dell'Unodccp, Antonio Maria Costa, ad Ashkhabad per la quarta conferenza regionale per il controllo e la lotta contro i traffici di droghe, ha sostenuto che "alcune delle misure che sono state e sono adottate nella campagna contro il traffico dei narcotici sono ben viste dall'Onu e per questo vengono supportate dalla stessa".
L'obiettivo primario di questa conferenza e' di fare il punto sulla campagna internazionale contro i traffici, avendo individuato il coinvolgimento e il ruolo che ogni Paese deve svolgervi.
Alla conferenza partecipano i rappresentanti di Russia, Azerbaijan, Tajikistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Kazakhstan e Turkmenistan, oltre ai rappresentanti di organizzazioni internazionali e, come osservatori, alcuni Paesi dell'Europa. Si tratta di una conferenza prevista da un accordo siglato nel 1996 in Uzbekistan. Le tre edizioni precedenti si erano tenute nel 1998 (Kazakhstan), 1999 (Kyrgyzstan) e 2001 (Tajikistan).
Antonio Maria Costa, conversando con un giornalista dell'agenzia iraniana Irna, ha avuto modo di elogiare gli sforzi di questo Paese in materia, e soprattutto che si tratta di un duro lavoro che ha visto fino ad oggi il sacrificio di 3 mila militari di quel Paese.
L'obiettivo primario di questa conferenza e' di fare il punto sulla campagna internazionale contro i traffici, avendo individuato il coinvolgimento e il ruolo che ogni Paese deve svolgervi.
Alla conferenza partecipano i rappresentanti di Russia, Azerbaijan, Tajikistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Kazakhstan e Turkmenistan, oltre ai rappresentanti di organizzazioni internazionali e, come osservatori, alcuni Paesi dell'Europa. Si tratta di una conferenza prevista da un accordo siglato nel 1996 in Uzbekistan. Le tre edizioni precedenti si erano tenute nel 1998 (Kazakhstan), 1999 (Kyrgyzstan) e 2001 (Tajikistan).
Antonio Maria Costa, conversando con un giornalista dell'agenzia iraniana Irna, ha avuto modo di elogiare gli sforzi di questo Paese in materia, e soprattutto che si tratta di un duro lavoro che ha visto fino ad oggi il sacrificio di 3 mila militari di quel Paese.
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