Lunedì 8 giugno 2026
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Tutti contro Fini sul voto agli immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un violento 'uno-due' si abbatte sul presidente della Camera, Gianfranco Fini: a sferrarlo sono stati il direttore del Giornale, Vittorio Feltri, in un editoriale, e il ministro Umberto Bossi, che gli ha dato del 'matto' in una intervista ad un quotidiano.
E sono anche arrivate le dure parole del Silvio Berlusconi contro le proposte del presidente della Camera sull'immigrazione, anche se in serata il premier ha preso le distanze da Feltri confermando stima e vicinanza all ex leader di An.
Dalle colonne del Giornale, Feltri aveva definito 'vergognoso' l'atteggiamento di Fini sulla vicenda Boffo.
L'attacco e' proseguito con violente critiche sulle recenti proposte sull'immigrazione del presidente della Camera, che viene dipinto come uno che vuole 'aprire la porta a tutti i clandestini'. Per Feltri, l'ex leader di An si smarca perche' 'mira al Quirinale'. E poi il consiglio: 'rientri nei ranghi.
Torna a destra per recitare una parte in cui sei piu' credibile; non rischierai piu' di essere ridicolo cone lo sei stato negli ultimi tempi'. Non meno violente le parole di Bossi che ha dato del 'matto' alla terza carica dello Stato.
In mattinata poi, dagli schermi di Canale 5, Berlusconi ha risposto indirettamente all'ex ministro degli esteri e alle sue proposte di concedere il diritto di voto agli stranieri e la cittadinanza a chi nasce in Italia (il cosiddetto 'ius soli'): 'Un subdolo stratagemma - ha detto - che i comunisti immaginano per garantirsi una futura preminenza elettorale'.
Immediata e' arrivata sul cellulare di Fini la solidarieta' di molti parlamentari del Pdl che, oltre ad esprimere lo stupore per l'editoriale di Feltri, hanno raccolto anche le riflessioni del presidente della Camera.
Il primo timore, che suscita maggior sgomento (come ha detto Enzo Raisi), e' che questo attacco sia il secondo atto di quello a Boffo: 'mi dispiacerebbe semplicemente - ha detto Antonio Mazzocchi - se dopo il caso del direttore dell'Avvenire, Feltri fosse alla ricerca di un'altra vittima da sacrificare sulle sue prime pagine del suo quotidiano'.
Il vicecapogruppo dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, difende Fini sul piano culturale: 'La destra populista che fa la pesca delle occasioni e cavalca gli umori e le paure dei cittadini appartiene alla cultura sudamericana e non ha trovato spazi in Europa se non per posizioni marginali'; i modelli della destra italiana, insomma, sono Sarkozy o Aznar. 'La destra che Feltri vuole cucire attorno a Fini - ha osservato Donato Lamorte - e' un costume di carnevale, una maschera'.
Il punto, oltre che culturale, e' politico, come osserva il web magazine della Fondazione 'Fare Futuro', e cioe' il grado di liberta' interna al Pdl, 'una famiglia politica che troppe volte tende a degenerare nel semplice signorsi'', cioe' a diventare quella 'caserma' denunciata mercoledi' a Mirabello dallo stesso Fini. Termine oggi usato anche da Mazzocchi e Roberto Menia, mentre il ministro Ronchi e' costretto a sottolinea che le posizione di Fini hanno 'piena cittadinanza' nel Pd, visto che egli ne e' cofondatore.
Il direttore del 'Secolo' Flavia Petrina, ribatte all'invito di Feltri di 'rientrare nei ranghi' dicendo che la destra italiana non ha nessuna intenzione 'di tornare nelle fogne', ma vuole essere una destra europea. Ma purtroppo i 'teorici dell' ordalia quotidiana' stanno trasformando il Pdl in un 'partito becero con la bava alla bocca, che abbaia contro gli avversari e ora anche contro gli alleati'.
In serata, come per il caso Boffo, Berlusconi si dissocia dall'editoriale di Feltri, spiegando di non essere a conoscenza, prima della sua pubblicazione, dell'articolo del direttore del Giornale e, quindi, confermando la stima e l'amicizia nei confronti dell'ex leader di An.
Nel frattempo due voci assai vicine a Fini, quella di Carmelo Briguglio e di 'FAre Futuro' chiariscono che egli non si fa intimidire: il primo rileva che Feltri e' 'problema di Berlusconi e non di Fini' perche' 'piccona la strategia di stabilizzazione del governo'; la seconda avverte: 'Fini non piace? Peccato. Da' fastidio? Ce ne faremo una ragione'.
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