Sabato 6 giugno 2026
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Tv. Modifica legge Gasparri: e' subito conflitto di interessi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il governo ha deciso di accelerare i tempi per un intervento normativo in materia di televisione, in modo da evitare il deferimento davanti alla Corte di Giustizia di Lussemburgo da parte della Commissione Ue.
Con una mossa inattesa, che ha colto di sorpresa l'opposizione, ma anche parte della maggioranza, il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani ha inserito un emendamento nel decreto all'esame della Camera per "L'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di Giustizia". Un decreto emanato dal governo Prodi negli ultimi giorni di vita, e ora all'esame del Parlamento per la conversione in legge.

La norma introdotta da Romani nel dl, cerca di rispondere alle obiezioni avanzate dalla Ue sulla legge Gasparri e che nell' ottobre del 2006 ha portato all' apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell' Italia. A luglio 2007, poi, la Commissione ha dato un 'parere motivato' sulla vicenda, secondo stadio del procedimento che prelude al deferimento alla Corte di Lussemburgo, che secondo le ultime voci sarebbe 'questione di giorni'. La Ue contesta, principalmente, al nostro Paese di aver introdotto una legge che in sostanza rende impossibile l'ingresso di nuovi operatori nel settore tv durante il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale.
Il provvedimento del governo introduce tre principi: 1)'congela' l'attuale situazione di operatori in attivita'; 2) prevede che le frequenze per il digitale saranno assegnate in base ai principi stabiliti dal diritto comunitario di obiettivita', proporzionalita', trasparenza e non discriminazione; 3) accelera sul passaggio al digitale con la previsione di un piano che dovra' vedere la luce entro 3 mesi dall' approvazione del decreto in oggetto, con date certe per lo switch off nelle diverse regioni del Paese.

Spettera' ora alle autorita' di Bruxelles giudicare se i passaggi del governo italiano sono sufficienti a bloccare la procedura di infrazione. Sicuramente l'approvazione di una nuova norma farebbe slittare il deferimento alla Corte di Lussemburgo, vista la necessita' di valutate il provvedimento.

Il via libera del decreto(che dovrebbe comunque passare anche all'esame del Senato) non e' comunque cosi' scontato. Domani mattina l'Aula di Montecitorio dovrebbe votarlo, sempre che l'esecutivo non decida di ritirarlo. Un invito in tal senso e' venuto dall'opposizione che ha contestato la norma sia dal punto di vista della forma che del contenuto. "Non c'e' alcuna necessita' di inserire una norma del genere in un decreto - ha affermato il ministro 'ombra' delle comunicazioni del Pd, Giovanna Melandri, che nel pomeriggio ha avuto un 'faccia a faccia' con Romani alla Camera. "A giugno e' prevista l'emanazione della legge comunitaria e potra' essere inserita in quel contesto", ha aggiunto la Melandri.
Il Pd ha contestato anche il fatto che la maggioranza con questa mossa e' venuta meno all'accordo tra le parti che non prevedeva emendamenti a questi decreti urgenti in fase di conversione.
L'opposizione accusa il governo di voler introdurre "una sanatoria" che avvantaggi gli attuali operatori e quindi Mediaset, nella distribuzione delle frequenze, salvando Rete4 a scapito di altri operatori.

Romani, per parte sua, ha spiegato che "il nostro unico obiettivo e' evitare sanzioni per l'Italia da parte della Ue" e ribadisce l'importanza della previsione di un' assegnazione delle frequenze in base "alle norme Ue" al momento del passaggio al digitale, che sara' accelerato.

"Ancora una volta Berlusconi si fa una legge a suo uso e consumo, perde il pelo ma non il vizio" afferma con durezza Antonio di Pietro, che avverte il Pd: "va bene il bon ton ed il dialogo, ma con questo lupo gli agnelli rischiano di rimetterci la pelle".

Il passo del governo rischia dunque di mettere in discussione il clima di collaborazione avviato tra maggioranza e Pd, e per questo potrebbe essere oggetto di valutazione da parte dell'esecutivo che potrebbe decidere rinviare la 'riforma' della legge Gasparri ad altro momento e ad altro provvedimento.
(Apcom)
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