Twitter diventa strumento di lotta al narcotraffico
Twitter può contribuire alla lotta contro il narcotraffico delle autorità messicane. Ne sono convinti gli esperti, secondo i quali il social network e Internet in generale possono diventare strumenti chiave per far fronte ai potenti cartelli della droga.Alla seconda edizione di incontri dell'Alleanza di movimenti giovanili, dopo quella dello scorso anno alla Columbia University negli Stati Uniti, fra i temi in cima all'agenda c'è il ruolo della tecnologia contro la violenza in America Latina e a livello internazionale.
Agli incontri, in corso a Città del Messico, ha partecipato anche Jack Dorsey, fondatore di Twitter, e durante i colloqui si è parlato dell'utilità dei social network e del microblogging contro il fenomeno dei narcos. Dorsey, in particolare, ha partecipato a un vertice a porte chiuse con alcune organizzazioni non governative, con funzionari dell'esecutivo messicano e con l'imprenditore più ricco del Messico, Carlos Slim. Dorsey è stato ricevuto anche dal presidente messicano, Felipe Calderón, che lo ha accolto nella residenza de Los Pinos.
Quando è stato eletto nel 2006, Calderón ha dichiarato una guerra senza quartiere ai potenti cartelli del narcotraffico messicano. Ma le mafie della droga hanno risposto con un'ondata di violenze senza precedenti e in tre anni si sono contate quasi 14mila le vittime. In gioco ci sono grandi interessi e secondo la società di consulenza Kroll, i cartelli messicani ogni anno guadagnano 40 miliardi di dollari dal narcotraffico.
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