Sabato 8 agosto 2026
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Ucraina, nuova "scuola" per i cartelli della cocaina e dei droni

EUROPA - UCRAINA
Notizia ·

La guerra in Ucraina sta producendo un effetto collaterale inquietante: il paese si è trasformato in un terreno di addestramento per membri dei principali cartelli della droga latinoamericani. Come riporta la testata albanese Pamfleti, l'Ucraina è emersa come nuova "scuola" operativa per le organizzazioni criminali dedite al narcotraffico, con ricadute preoccupanti per la sicurezza europea.

 

Il meccanismo è stato ricostruito da un'inchiesta della rivista specializzata Intelligence Online e ripresa da The Telegraph: membri dei cartelli messicani e colombiani si sono infiltrati nella Legione Internazionale ucraina — il corpo di volontari stranieri costituito dal presidente Zelensky nei primi giorni del conflitto — non per combattere le truppe russe, ma per acquisire competenze avanzate nella guerra con i droni.

 

Il caso più emblematico riguarda un pilota con il nome in codice "Aguila 7" (Aquila 7), ex militare delle forze speciali messicane, arruolato nella Legione ma in realtà appartenente al temuto cartello Los Zetas. Il suo scopo era apprendere le tecniche di pilotaggio dei droni FPV per poi riportarle in Messico e metterle al servizio delle guerre tra bande. La sua presenza, insieme a quella di altri sospettati, è emersa dopo che i servizi di intelligence messicani hanno informato le controparti ucraine nel luglio 2024.

 

L'indagine avrebbe inoltre portato alla luce almeno tre ex appartenenti alle FARC colombiane — le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, disciolte con l'accordo di pace del 2016 — con un passato nel traffico di cocaina, tutti infiltrati sfruttando le procedure di selezione particolarmente lacunose della Legione. The Telegraph ha segnalato che persino un cittadino finlandese con condanne per traffico di stupefacenti era riuscito ad arruolarsi.

 

La Legione Internazionale conta migliaia di volontari latinoamericani, in larga parte ex militari o poliziotti colombiani — molti dei quali addestrati dall'esercito statunitense — rimasti senza impiego dopo gli accordi di pace con le FARC. Lo stipendio mensile da combattente, fino a 3.000 dollari, è notevolmente superiore al reddito medio colombiano, il che rende facile per affiliati ai cartelli mimetizzarsi tra i legionari in buona fede.

 

Un funzionario dell'SBU (il servizio di sicurezza ucraino) interpellato da Intelligence Online ha ammesso senza mezzi termini: "Abbiamo accolto i volontari in buona fede. Ma dobbiamo ora riconoscere che l'Ucraina è diventata una piattaforma per la diffusione globale delle tattiche FPV. Alcuni vengono qui per imparare a uccidere con un drone da 400 dollari, poi rivendono queste conoscenze al miglior offerente."

 

Le competenze che i cartelli cercano di acquisire sono precisamente quelle sviluppate dall'esercito ucraino: produzione di droni, schieramento tattico, resistenza alla guerra elettronica e coordinamento in tempo reale sul campo di battaglia. I cartelli messicani, del resto, già utilizzano droni armati contro rivali e forze di sicurezza nel proprio paese, rendendo l'acquisizione di tattiche testate sul campo ucraino particolarmente allarmante per la sicurezza regionale.

 

Il fenomeno si intreccia con un secondo filone: quello del narcotraffico vero e proprio. Prima della guerra, l'Ucraina — e in particolare il porto di Odessa — era già un importante snodo di transito per la cocaina sudamericana diretta verso l'Europa orientale. Il conflitto ha inizialmente interrotto questi flussi, ma dal 2023 le rotte si sono riorganizzate attraverso l'Ucraina occidentale, con sequestri in aumento nelle regioni di confine.

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