Udc e Idv abbandonano commissione su ddl sicurezza
"Se il buongiorno si vede dal mattino, poveri cittadini italiani: né Berselli né il governo ci hanno detto come intendono procedere e nessuno ci ha dato certezza su come e dove il ddl sicurezza verrà presentato". E' il senatore dell'Udc Giampiero D'Alia a dare voce all'opposizione 'dura' nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, riunite in seduta congiunta in Senato per iniziare l'esame del dl sicurezza. D'Alia, insieme al capogruppo dell'Italia dei valori Felice Belisario, decide di lasciare i lavori della commissione per protestare sul modo di affrontare il tema sicurezza da parte della maggioranza e per evidenziare il fatto che il dl e ddl sul tema andrebbero esaminati insieme.
"Il governo gioca a nascondino perch, non ci ha ancora detto se il ddl arriverà in Senato e se sarà affrontato insieme al dl - spiega D'Alia -, è un modo un po' approssimativo di affrontare un tema serio come quello della sicurezza, un modo che non mette il Parlamento in condizione di decidere in maniera efficace su una materia in cui i cittadini si attendono risposte che non siano populiste e demagogiche". D'Alia sottolinea alcune "contraddizioni" tra le norme contenute nei provvedimenti varati dal governo e altre leggi, "come la legge Moro del '78 che prevede una sanzione amministrativa per chi affitta una casa senza denunciarlo dando magari ospitalità a terroristi. Oggi siamo al paradosso che chi ospita terroristi ha una sanzione amministrativa e chi immigrati clandestini rischia la galera fino a quattro anni". D'Alia contesta infine anche il fatto che la commissione ha deciso di "non ascoltare l'Anci, i sindaci che sono coloro che avranno nuovi compiti e nuovi costi. Domattina, se saranno disponibili, verranno sentiti il capo della Polizia, quello del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il capo del Dipartimento per la libertà civile dell'immigrazione".
"Il governo gioca a nascondino perch, non ci ha ancora detto se il ddl arriverà in Senato e se sarà affrontato insieme al dl - spiega D'Alia -, è un modo un po' approssimativo di affrontare un tema serio come quello della sicurezza, un modo che non mette il Parlamento in condizione di decidere in maniera efficace su una materia in cui i cittadini si attendono risposte che non siano populiste e demagogiche". D'Alia sottolinea alcune "contraddizioni" tra le norme contenute nei provvedimenti varati dal governo e altre leggi, "come la legge Moro del '78 che prevede una sanzione amministrativa per chi affitta una casa senza denunciarlo dando magari ospitalità a terroristi. Oggi siamo al paradosso che chi ospita terroristi ha una sanzione amministrativa e chi immigrati clandestini rischia la galera fino a quattro anni". D'Alia contesta infine anche il fatto che la commissione ha deciso di "non ascoltare l'Anci, i sindaci che sono coloro che avranno nuovi compiti e nuovi costi. Domattina, se saranno disponibili, verranno sentiti il capo della Polizia, quello del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il capo del Dipartimento per la libertà civile dell'immigrazione".
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