Ue. Accordo sulle pene minime per le droghe illegali
Il Consiglio giustizia ed affari interni dell'Ue ha raggiunto un accordo politico sulle misure e sulle pene minime applicabili nell'Unione europea ai reati legati al traffico di droga. In base all'accordo, ogni Stato membro si impegna a prendere le misure necessarie per assicurare che i comportamenti definiti illegali vengano puniti con pene minime comprese tra uno e tre anni di prigione.L'accordo-quadro impegna tutti i Paesi dell'Ue a considerare illegale e a punire "la coltivazione del papavero da oppio, degli arbusti di coca e delle piante di cannabis". La punibilita' in tutta Europa e' estesa anche alle nuove droghe sintetiche, quali l'ecstasy, attraverso la disposizione che prevede la prigione per "la manifattura, il trasporto e la distribuzione di precursori" chimici destinati alla produzione illecita di stupefacenti. Gli Stati membri, inoltre, si impegnano a punire la produzione, la manifattura, l'estrazione, la preparazione, l'offerta, la vendita, la distribuzione, la consegna in qualsiasi termine, la mediazione, la consegna in transito, il trasporto, l'importazione o l'esportazione di sostanze stupefacenti, definite sulla base dalle Convenzioni delle Nazioni Unite attualmente in vigore.
Le pene previste salgono ad un minimo compreso tra 5 e 10 anni di prigione quando i comportamenti illeciti -esclusi quelli relativi ai precursori chimici- riguardino "grandi quantita' di droga" o "riguardino quelle droghe che possono causare i maggiori danni, o hanno caustato seri danni, alla salute di numerose persone".
Nel caso in cui le attivita' illegali definite nel quadro dell'accordo siano effettuate "nell'ambito di un'organizzazione criminale", la pena massima puo' essere fissata ad un minimo di 10 anni di reclusione, con l'eccezione delle attivita' illecite nel campo dei precursori chimici, alle quali si applicano pene minime comprese tra i 5 ed i 10 anni di prigione.
L'accordo politico per la lotta al traffico di droga raggiunto oggi dai ministri della giustizia dei Quindici, a piu' di tre anni dalla presentazione della proposta originale, rappresenta "un traguardo importantissimo che dota l'Europa di uno strumento comune in materia di lotta alla droga". Lo ha detto nel corso della conferenza stampa finale il ministro della giustizia, Roberto Castelli, che ha presieduto i lavori del Consiglio dell'Ue.
Castelli ha sottolineato, tra i punti principali dell'accordo, "l'incriminazione di tutte le condotte relative al traffico di droga, l'armonizzazione delle sanzioni, il monitoraggio sull'effettiva applicazione della decisione e la dichiarazione che fa esplicito riferimento alla lotta contro il turismo della droga".
Soddisfazione e' stata espressa anche dal commissario europeo alla giustizia e agli affari interni, Antonio Vitorino, che ha salutato l'accordo come "una soluzione equilibrata", osservando che l'Unione "e' riuscita a dotarsi degli strumenti penali necessari per arrivare ad una lotta piu' efficace contro il traffico di droga transfrontaliero, soprattutto nell'ottica della lotta al traffico su grande scala".
Per giungere all'accordo, i ministri hanno accettato una serie di compromessi per superare le perplessita' di alcuni Paesi. In particolare le misure individuate non hanno riflessi sulle specifiche politiche degli Stati membri in materia di definizione di consumo o uso personale, e non stabiliscono soglie prefissate per distinguere le piccole quantita' dalle grandi, lasciando tale compito ai singoli Stati.
Questo permettera', tra l'altro, all'Olanda di non vedere messa in discussione la propria politica di tolleranza nei confronti delle droghe leggere. Le caratteristiche del diritto penale olandese permetteranno infatti di mantenere intatto l'attuale sistema e di non dover chiudere i 'coffee shop' in cui e' tollerata la vendita di hashish e marijuana.
L'accordo raggiunto dai Quindici passera' ora al vaglio del Parlamento europeo -che dovrebbe arrivare prima dell'estate- per poi avere la luce verde definitiva dei ministri, ed entrera' in vigore diciotto mesi dopo, ossia, prevedibilmente, non prima di due anni.
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