Ue. Al Parlamento i casi di sfruttamento in Puglia
Lo sfruttamento degli immigrati denunciato da un reportage sugli addetti alla raccolta dei pomodori in Puglia e' un fenomeno molto piu' ampio che riguarda l'Italia e l'Unione europea e che richiede, pertanto, provvedimenti concreti anche da parte delle istituzioni di Bruxelles. E' la denuncia fatta oggi dal presidente della regione Puglia Nichi Vendola e da un gruppo di deputati europei durante un'audizione congiunta tenutasi davanti alla commissione liberta' pubbliche dell'assemblea di Strasburgo e in una conferenza stampa cui, con Vendola, hanno partecipato Enzo Lavarra (Ds), Lapo Pistelli (Dl), Giusto Catania (Prc) e Monica Frassoni (Verdi).
'Bisogna evitare che sulla denuncia dell' 'Espresso' cada il silenzio', ha detto Lavarra, sottolineando la necessita' di monitorare la situazione e far conoscere le iniziative prese dalla regione.
'Vogliamo scongiurare il rischio che la Puglia e l'Italia siano identificate quali predatori senza scrupolo e rovesciare lo schema rappresentando la parte positiva del paese', ha aggiunto, sostenendo che la regione ha reagito 'alla ferita subita' presentanto ed approvando rapidamente una legge 'tra le piu' avanzate del settore'.
Vendola ha esordito parlando di un fenomeno, quello del lavoro nero, con radici antiche. Ha fatto presente che la legge per combatterlo e' stata accolta 'con malcelato fastidio' da certe categorie, ha elencato le misure prese dalla regione per accogliere gli immigrati, ed i problemi anche di carattere sanitario che questi devono affrontare anche a causa, per esempio, della carenza di un approvvigionamento idrico adeguato e per il quale la regione intende intervenire rapidamente.
Il presidente della regione pugliese ha denunciato il fatto che molti clandestini sono assunti nella data stessa in cui sono vittime di incidenti ed ha invocato norme che impediscano alle aziende di ricorrere a tali mezzi per evitare sanzioni.
Rispondendo ad alcune domande ha informato che, dopo le denunce contenute nell'articolo di Fabrizio Gatti, anch'egli presente all'audizione, c'e' stata solo un'inchiesta della direzione antimafia di Bari ed ha segnalato che l'applicazione della legge Bossi-Fini sugli immigrati provoca l'espulsione degli immigrati e come prima conseguenza vanifica la possibilita' di avere dei testimoni importanti.
Lapo Pistelli ha tra l'altro lamentato che degli immigrati illegali anche al Parlamento europeo parlano solo i rappresentanti dei paesi del sud 'come se fosse un problema solo nostro, mentre e' un problema di tutta l'Ue'.
Giusto Catania ha accusato l'Ue di avere precise responsabilita'. 'L'Europa nei prossimi anni avra' bisogno di 20 milioni di immigrati, ma non c'e' modo di farli entrare', ha segnalato, aggiungendo che 'la riforma dell'agricoltura ha intanto cancellato quei controlli che permettevano di scoprire i casi di sfruttamento'.
'Bisogna evitare che sulla denuncia dell' 'Espresso' cada il silenzio', ha detto Lavarra, sottolineando la necessita' di monitorare la situazione e far conoscere le iniziative prese dalla regione.
'Vogliamo scongiurare il rischio che la Puglia e l'Italia siano identificate quali predatori senza scrupolo e rovesciare lo schema rappresentando la parte positiva del paese', ha aggiunto, sostenendo che la regione ha reagito 'alla ferita subita' presentanto ed approvando rapidamente una legge 'tra le piu' avanzate del settore'.
Vendola ha esordito parlando di un fenomeno, quello del lavoro nero, con radici antiche. Ha fatto presente che la legge per combatterlo e' stata accolta 'con malcelato fastidio' da certe categorie, ha elencato le misure prese dalla regione per accogliere gli immigrati, ed i problemi anche di carattere sanitario che questi devono affrontare anche a causa, per esempio, della carenza di un approvvigionamento idrico adeguato e per il quale la regione intende intervenire rapidamente.
Il presidente della regione pugliese ha denunciato il fatto che molti clandestini sono assunti nella data stessa in cui sono vittime di incidenti ed ha invocato norme che impediscano alle aziende di ricorrere a tali mezzi per evitare sanzioni.
Rispondendo ad alcune domande ha informato che, dopo le denunce contenute nell'articolo di Fabrizio Gatti, anch'egli presente all'audizione, c'e' stata solo un'inchiesta della direzione antimafia di Bari ed ha segnalato che l'applicazione della legge Bossi-Fini sugli immigrati provoca l'espulsione degli immigrati e come prima conseguenza vanifica la possibilita' di avere dei testimoni importanti.
Lapo Pistelli ha tra l'altro lamentato che degli immigrati illegali anche al Parlamento europeo parlano solo i rappresentanti dei paesi del sud 'come se fosse un problema solo nostro, mentre e' un problema di tutta l'Ue'.
Giusto Catania ha accusato l'Ue di avere precise responsabilita'. 'L'Europa nei prossimi anni avra' bisogno di 20 milioni di immigrati, ma non c'e' modo di farli entrare', ha segnalato, aggiungendo che 'la riforma dell'agricoltura ha intanto cancellato quei controlli che permettevano di scoprire i casi di sfruttamento'.
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