Ue all'Italia: no a reddito minimo per iscrizione all'anagrafe comunale
Non è possibile fissare un limite minimo di reddito allo straniero che chiede l'iscrizione all'anagrafe di un Comune.
Lo chiarisce il commissario europeo all giustizia Jacques Barrot, rispondendo ad una interrogazione presentata dall'eurodeputato radicale Marco Cappato in relazione alla ordinanza del sindaco di Cittadella, il leghista Massimo Bitonci, che stabiliva alcuni requisiti per l'iscrizione all'anagrafe comunale. Uno di questi è avere un reddito di almeno 5.061 euro l'anno (il doppio se ci sono familiari a carico).
Nella sua risposta Barrot spiega che "le formalità amministrative che gli Stati membri possono imporre per il rilascio di un attestato di iscrizione sono definite nell'articolo 8 della direttiva 2004/38/CE secondo cui, tra l'altro, gli stati membri si astengono dal fissare l'importo preciso delle risorse che considerano sufficienti".
Barrot peró va oltre, ed annuncia che "la Commissione intende sollevare tale questione con le autorità italiane competenti in occasione dei colloqui bilaterali, previsti per luglio 2009, sul recepimento e l'applicazione della direttiva 2004/38/CE da parte dello Stato membro".
Lo chiarisce il commissario europeo all giustizia Jacques Barrot, rispondendo ad una interrogazione presentata dall'eurodeputato radicale Marco Cappato in relazione alla ordinanza del sindaco di Cittadella, il leghista Massimo Bitonci, che stabiliva alcuni requisiti per l'iscrizione all'anagrafe comunale. Uno di questi è avere un reddito di almeno 5.061 euro l'anno (il doppio se ci sono familiari a carico).
Nella sua risposta Barrot spiega che "le formalità amministrative che gli Stati membri possono imporre per il rilascio di un attestato di iscrizione sono definite nell'articolo 8 della direttiva 2004/38/CE secondo cui, tra l'altro, gli stati membri si astengono dal fissare l'importo preciso delle risorse che considerano sufficienti".
Barrot peró va oltre, ed annuncia che "la Commissione intende sollevare tale questione con le autorità italiane competenti in occasione dei colloqui bilaterali, previsti per luglio 2009, sul recepimento e l'applicazione della direttiva 2004/38/CE da parte dello Stato membro".
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