Sabato 6 giugno 2026
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Ue. Allo studio dure sanzioni contro sfruttamento clandestini

U.E.
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Multe di vario genere fino al possibile pagamento delle spese di rimpatrio dei clandestini: sono alcune delle misure allo studio della Commissione europea per intensificare e armonizzare nell'Ue la lotta contro coloro che impiegano illegalmente immigrati irregolari e che contribuiscono dunque a tenere alto il numero di clandestini che di fatto vivono nell'Ue, stimati tra i 4 e i 7 milioni.

Le misure saranno presentate entro la fine di maggio e riguarderanno in particolare sanzioni amministrative. Per il momento "le condanne penali non sono in primo piano", ha osservato il portavoce del vicepresidente della Commissione Ue, con delega per Giustizia, libertà, sicurezza (e immigrazione)Franco Frattini.

Tra le misure allo studio al momento, c'è l'obbligo per i datori di lavoro di controllare "costantemente" la nazionalità e la regolarità dei loro dipendenti. Gli imprenditori potrebbero essere anche costretti a iscrivere i loro dipendenti nelle liste locali di immigrati regolari, in modo da non lasciare spazio a chi vuole impiegare un clandestino.

L'intervento della Commissione in questo settore è giustificato anche dal principio della tutela del mercato europeo. "Il ricorso a dipendenti clandestini rappresenta una distorsione del mercato in quanto penalizza i datori di lavoro che invece impiegano persone in modo regolare sobbarcandosi anche il carico economico che ciò comporta", ha spiegato Friso Roscam Abbing, il portavoce di Frattini.

Proprio per questo, le sanzioni allo studio di Bruxelles includono anche il pagamento delle somme risparmiate nel dare lavoro in nero, e quindi senza alcuna spesa aggiuntiva, a clandestini. I datori di lavoro non in regola potrebbero anche dover rimborsare i contributi non versati. Come extrema ratio è previsto anche l'obbligo di farsi carico delle spese per l'eventuale rimpatrio del clandestino dipendente.
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