Ue attacca l'Italia sui respingimenti. Anche Fini contrario: sono immorali
Il respingimento delle barche di immigrati dalle coste italiane è "una situazione che non puó continuare" e sulla quale il Consiglio d'Europa e le istituzioni europee devono esprimere "un'opinione ferma al riguardo", per evitare che la pratica venga adottata anche da altri paesi. E' quanto ha dichiarato il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, lo svedese Thomas Hammarberg, che già in passato ha espresso dure critiche contro l'Italia per le sue politiche sull'immigrazione e l'integrazione dei rom e che questa volta non esita a definire "retrogrado" il punto di vista del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sull'Italia multietnica.
In un'intervista a Klaus Davi per 'KlausCondicio', Hammarberg ha spiegato: "Il problema che abbiamo con la politica di Maroni è che, respingendo le barche che arrivano, si rende praticamente impossibile l'accesso alla richiesta d'asilo politico da parte di persone che ne hanno bisogno". Per il commissario, il governo ha "asslutamente ragione" quando dice che non tutti coloro che arrivano in Italia ne hanno diritto. "Tuttavia hanno certamente diritto a richiederlo" e con i respingimenti "viene negata la possibilità che le ragioni portate avanti da queste persone siano valutate secondo i principi dei diritti umani".
"Si tratta di una situazione - ha dichiarato Hammarberg - che non puó continuare. Queste sono persone che fuggono da persecuzioni e che richiedono spesso asilo politico. Le istituzioni europee a Bruxelles hanno cominciato a discutere con urgenza di questa emergenza, focalizzandosi specialmente sui Paesi che si trovano in prima linea, come l'Italia, Cipro, Malta e la Grecia, anche con l'obiettivo di suddividere il carico tra i vari Stati, in modo che non si trovino sempre e solo gli stessi ad avere problemi con i flussi migratori".
Il commissario del Consiglio d'Europa - organizzazione internazionale (e non europea) con 47 stati membri, sede a Strasburgo e incaricata della tutela dei diritti umani - ribadisce le sue osservazioni sul governo italiano, con cui "non sarebbe un male se il dialogo fosse un po' piú frequente". Per Hammarberg talvolta l'Italia "non si attiene agli standard europei". Il commissario intende quindi tornare in visita in Italia per verificare se gli ultimi respingimenti di immigrati siano stati rispettosi delle indicazioni contenute nel rapporto sull'Italia presentato il 16 aprile scorso.
"Devo dire che, per quanto riguarda la reazione del Governo italiano rispetto alle questioni inerenti al razzismo, ancora non sono completamente soddisfatto", ha proseguito Hammarberg nell'intervista, aggiungendo: "Mi è stato promesso che nelle scuole saranno adottate misure di sensibilizzazione rispetto alla cultura dei Rom e al loro modo di vivere, cosí da prevenire l'odio focalizzato su questa minoranza etnica". Per il commissario sarebbe utile l'istituzione di un "ombudsman" nazionale per il rispetto dei diritti umani. "Si tratta di una figura che troviamo in quasi tutti i Paesi europei e che si occupa della tutela dei diritti umani", ha spiegato, osservando: "Sarebbe una cosa molto utile anche per l'Italia".
'E' assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino. La equiparazione automatica farebbe venir meno la dignita' della persona umana'. Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini in un forum a 'El Mundo'.
Per Fini, 'un rigoroso controllo nazionale deve esserci per la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo. Tuttavia sarebbe immorale dire subito 'sei clandestino, ti rimando al tuo Paese'. Sarebbe in alcuni casi come condannare quella persona a morte'. Il presidente della Camera osserva inoltre che anche i clandestini 'vale il principio base della nostra cultura occidentale: sono prima uomini e poi immigrati'.
Parlando di immigrazione, il presidente della Camera spiega: 'In Italia nelle nostre case e' impensabile trovare una italiana che assista gli anziani o che lavori come cameriera. Questo fatto oggettivo rende indispensabile una politica di immigrazione che si basi si due pilastri: aiutare i Paesi di partenza a progredire da una parte, e dall'altra cercare di assorbire con parita' di diritti e doveri tutti quegli stranieri disponibili o costretti a lasciare le proprie patrie e di cui abbiamo drammaticamente bisogno. E' anche nel nostro interesse'.
Fini poi sottolinea: 'E' necessario distinguere tra l'immigrazione regolare e quella clandestina; tuttavia, anche per gli irregolari vale il principio base della nostra cultura occidentale. Sono prima uomini e poi immigrati'.
A tal proposito cita la norma sui pronto soccorso nel ddl sicurezza. 'Non e' accettabile - puntualizza - che venga messa in secondo piano la dignita' della persona rispetto alla condizione di legalita' o meno del proprio status. Investire oggi sulle politiche per l'immigrazione significa avere un vantaggio domani rispetto a quella che si annuncia come una invasione biblica'.
In un'intervista a Klaus Davi per 'KlausCondicio', Hammarberg ha spiegato: "Il problema che abbiamo con la politica di Maroni è che, respingendo le barche che arrivano, si rende praticamente impossibile l'accesso alla richiesta d'asilo politico da parte di persone che ne hanno bisogno". Per il commissario, il governo ha "asslutamente ragione" quando dice che non tutti coloro che arrivano in Italia ne hanno diritto. "Tuttavia hanno certamente diritto a richiederlo" e con i respingimenti "viene negata la possibilità che le ragioni portate avanti da queste persone siano valutate secondo i principi dei diritti umani".
"Si tratta di una situazione - ha dichiarato Hammarberg - che non puó continuare. Queste sono persone che fuggono da persecuzioni e che richiedono spesso asilo politico. Le istituzioni europee a Bruxelles hanno cominciato a discutere con urgenza di questa emergenza, focalizzandosi specialmente sui Paesi che si trovano in prima linea, come l'Italia, Cipro, Malta e la Grecia, anche con l'obiettivo di suddividere il carico tra i vari Stati, in modo che non si trovino sempre e solo gli stessi ad avere problemi con i flussi migratori".
Il commissario del Consiglio d'Europa - organizzazione internazionale (e non europea) con 47 stati membri, sede a Strasburgo e incaricata della tutela dei diritti umani - ribadisce le sue osservazioni sul governo italiano, con cui "non sarebbe un male se il dialogo fosse un po' piú frequente". Per Hammarberg talvolta l'Italia "non si attiene agli standard europei". Il commissario intende quindi tornare in visita in Italia per verificare se gli ultimi respingimenti di immigrati siano stati rispettosi delle indicazioni contenute nel rapporto sull'Italia presentato il 16 aprile scorso.
"Devo dire che, per quanto riguarda la reazione del Governo italiano rispetto alle questioni inerenti al razzismo, ancora non sono completamente soddisfatto", ha proseguito Hammarberg nell'intervista, aggiungendo: "Mi è stato promesso che nelle scuole saranno adottate misure di sensibilizzazione rispetto alla cultura dei Rom e al loro modo di vivere, cosí da prevenire l'odio focalizzato su questa minoranza etnica". Per il commissario sarebbe utile l'istituzione di un "ombudsman" nazionale per il rispetto dei diritti umani. "Si tratta di una figura che troviamo in quasi tutti i Paesi europei e che si occupa della tutela dei diritti umani", ha spiegato, osservando: "Sarebbe una cosa molto utile anche per l'Italia".
'E' assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino. La equiparazione automatica farebbe venir meno la dignita' della persona umana'. Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini in un forum a 'El Mundo'.
Per Fini, 'un rigoroso controllo nazionale deve esserci per la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo. Tuttavia sarebbe immorale dire subito 'sei clandestino, ti rimando al tuo Paese'. Sarebbe in alcuni casi come condannare quella persona a morte'. Il presidente della Camera osserva inoltre che anche i clandestini 'vale il principio base della nostra cultura occidentale: sono prima uomini e poi immigrati'.
Parlando di immigrazione, il presidente della Camera spiega: 'In Italia nelle nostre case e' impensabile trovare una italiana che assista gli anziani o che lavori come cameriera. Questo fatto oggettivo rende indispensabile una politica di immigrazione che si basi si due pilastri: aiutare i Paesi di partenza a progredire da una parte, e dall'altra cercare di assorbire con parita' di diritti e doveri tutti quegli stranieri disponibili o costretti a lasciare le proprie patrie e di cui abbiamo drammaticamente bisogno. E' anche nel nostro interesse'.
Fini poi sottolinea: 'E' necessario distinguere tra l'immigrazione regolare e quella clandestina; tuttavia, anche per gli irregolari vale il principio base della nostra cultura occidentale. Sono prima uomini e poi immigrati'.
A tal proposito cita la norma sui pronto soccorso nel ddl sicurezza. 'Non e' accettabile - puntualizza - che venga messa in secondo piano la dignita' della persona rispetto alla condizione di legalita' o meno del proprio status. Investire oggi sulle politiche per l'immigrazione significa avere un vantaggio domani rispetto a quella che si annuncia come una invasione biblica'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti