Lunedì 8 giugno 2026
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Ue. Barriere al turismo della droga

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L'Unione europea deve mettere delle barriere al cosiddetto "turismo della droga" e la Commissione e' intenzionata a definire strumenti per fermarlo, controllando le frontiere, promuovendo la cooperazione tra forze di polizia, agendo li' dove previsto dagli accordi Schenghen.
Anche se l'Ue non puo' vincolare i paesi membri all'adozione di misure e norme in materia di utilizzo di sostanze stupefacenti, puo' e vuole attuare una strategia che "scoraggi qualsiasi tipo di consumo di droga", ha sottolineato oggi il vicepresidente e commissario per giustizia, liberta' e sicurezza Franco Frattini, durante una conferenza stampa tenuta insieme al commissario per le relazione esterne Benita Ferrero-Waldner e quello alla sanita' Markos Kiprianou, in occasione della giornata mondiale per la lotta contro la droga.
Sono 8.000 le persone che muoiono ogni anno in Europa per cause direttamente legate alla droga, piu' di 20 mila per motivi che indirettamente ne riguardano il consumo, come gli incidenti dovuti alla guida in stato di alterazione o infezioni e malattie, mentre si calcola che ogni mese circa 1 milione e mezzo di europei fa uso di cocaina e 12 milioni di cannabis di cui 3 milioni con frequenza quotidiana.
Bruxelles chiede inoltre il contributo della societa' civile per combattere questa piaga: e' di questi giorni l'approvazione, da parte della Commissione, di un libro verde, stilato, su iniziativa del vicepresidente Frattini, che lancia un appello ad associazioni, organizzazioni e servizi che operano sul campo affinche' si stabilisca con le istituzioni europee un dialogo continuo e concreto sul tema.
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