Mercoledì 10 giugno 2026
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Ue. Borrel: immigrazione una delle tre piu' importanti sfide per l'Europa

U.E.
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Immigrazione, tecnologia, demografia e cambiamenti climatici. Sono queste, secondo il presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, "le sfide davanti, a cui si trova oggi l'Europa. Nessun paese dell'Unione- spiega- puo' farcela da solo. Ma l'investimento finanziario che serve e' enorme". E' stata una lunga prolusione, tutta incentrata sulle responsabilita' e gli obiettivi futuri dell'Ue, quella pronunciata oggi, in occasione dell'inaugurazione del XV anno accademico dell'ateneo Roma Tre, dal presidente del Parlamento europeo. "Se la pace era la posta in gioco del XX secolo- ha spiegato Borrell a studenti e docenti presenti nell'aula magna della facolta' di Economia-, la globalizzazione e' forse quella del XXI". Agli studenti Borrell ha detto "non sono certo che voi sappiate apprezzare il valore della liberta', il suo prezzo. Quando ero giovane io non avrei potuto fare quello che avete fatto voi- ha detto, facendo riferimento alle contestazioni messe in atto stamattina da universitari tanto di destra, quenato di sinistra-: la polizia franchista mi avrebbe arrestato. E un bene- continua- che oggi questo possa avvenire, perche' vuol dire che l'Europa e' in pace, ma dovete apprezzare il valore della liberta'". Tornando sulle sfide per il futuro dell'Ue, Borrell ha ricordato il problema dell'invecchiamento della popolazione: se non cambiera' nulla, nel 2050, ha ricordato il presidente, l'Italia avra' perso almeno 6milioni di abitanti, la Spagna sara' il paese piu' vecchio del mondo. "Bisogna reagire subito, non c'e' molto tempo, al massimo 10 anni", ha ammonito Borrell che ha anche ricordato l'avanzata inarrestabile di paesi come la Cina e l'India che "crescono ogni anno del 10% mentre noi vegetiamo attorno all'1,5%".
In futuro, ha continuato il presidente del Parlamento europeo, "per sopravvivere dovremo rafforzare la natalita' e ricorrere sempre di piu', all'immigrazione legale". Un problema serio, quello degli immigrati visto che, sottolinea Borrell "dal 2004 al 2005 gli sbarchi clandestini sono aumentati del 70%". Per ora, pero', l'approccio europeo "e' puramente repressivo- ricorda Borrell- e la direttiva sul rientro e' bloccata sul tavolo del Consiglio da un anno". Per mantenere il tasso di 4 persone attive ogni inattivo in Italia, secondo i dati citati nella prolusione, servirebbero 150milioni di immigrati entro il 2050. Va fatto un preciso investimento, poi, "sulla formazione continua: il miglioramento della nostra competitivita' collettiva passera' attraverso il miglioramento della competitivita' individuale".
Sull'allargamento dell'Ue, Borrell ha sottolineato che "ciascun europeo dove ricordarsi che l'Europa e' tanto Praga quanto Madrid: l'incorporazione dei nuovi paesi e' un'esigenza morale". Poi il riferimento alla bocciatura da parte di Francia e Olanda della costituzione europea "inaccettabile dal punto di vista politico: a Roma e' stato firmato un preciso contratto".
Per Borrell l'Ue sta dando oggi un'immagine di immobilismo. "A forza di tentennare- chiude- si rischiera' di arrivare in ritardo al ballo della globalizzazione".
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