Venerdì 5 giugno 2026
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Ue. Commissione esprime rammarico per decisione Gb su romeni e bulgari

U.E.
Notizia ·
La decisione di Londra di ridurre l'afflusso in Gran Bretagna degli immigrati romeni e bulgari non piace a Bruxelles: lo ha sottolineato ieri una portavoce della Commissione Ue, che non ha nascosto il proprio 'rammarico' di fronte a questa frenata nei confronti della libera circolazione dei lavoratori provenienti dall'est.
Nelle ultime settimane, il commissario Ue Vladimir Spidla, responsabile per l'occupazione e le pari opportunita', aveva a piu' riprese chiesto che tale flusso di lavoratori dei due nuovi stati membri dell'Ue (a partire cioe' dal prossimo primo gennaio) 'sia promosso quanto prima in Europa'.
Spidla aveva allo stesso tempo ricordato che i paesi europei possono al riguardo 'prendere delle misure temporanee', posizione ribadita oggi dalla portavoce del commissario, la quale pur manifestando il 'rammarico' di Bruxelles, ha ricordato che si tratta di una decisione del tutto 'legittima'.
A sostegno della tesi per la libera circolazione, gli esperti di Bruxelles ricordano i dati relativi al 2004 sul flusso migratorio proveniente da Bucarest e Sofia: 'Ci sono 175.000 romeni in Italia, molti in Spagna e Grecia', si ricorda alla Commissione Ue, precisando che per la Bulgaria, i numeri sono inferiori date le dimensioni del paese: 60.000 in Italia, 200.000 in Grecia e 80.000 in Spagna.
A Bruxelles si rileva inoltre che, nell'ultima grande ondata dell'allargamento del 1/o maggio 2004, il Regno Unito era stato uno di quei paesi che non avevano posto alcuno freno all'entrata dei lavoratori provenienti dai dieci paesi dell'est.
NIENTE INVASIONI. Qualche mese fa, la Commissione Ue ha d'altra parte pubblicato uno studio che mette in luce gli effetti chiaramente positivi per la 'vecchia' Europa a 15 dell'ingresso dei lavoratori dell'Est, smentendo le previsioni di chi temeva un'invasione di 'idraulici' provenienti dalla Polonia e dagli altri paesi ex comunisti. Dopo aver messo in chiaro che 'nessuno dei dati di cui dispone Bruxelles e' catastrofico', il commissario Spidla aveva in quell'occasione rilevato che il temuto 'esodo' dall'Est semplicemente non si e' verificato.
In tutti i paesi i cittadini dei nuovi stati membri rappresentano infatti meno dell'1% della manodopera, escluse solo Austria (1,4% nel 2005) e Irlanda (3,8% nel 2005).
La mancata invasione dall'Est all'Ovest si spiega d'altro lato - fanno notare a Bruxelles - con l'ottimo momento economico in cui si trovano molti dei paesi dell'Est. La Lituania sta per esempio crescendo ormai al 9%, la Repubblica Ceca e' al 5%, mentre la Slovacchia e' di poco sotto questi livelli.
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