Ue. Commissione europea per pattugliamento Mediterraneo
La Commissione europea appoggia l'invio di una missione di pattugliamento del Mediterraneo contro gli sbarchi clandestini a Malta, con la partecipazione di navi e aerei di Italia e Grecia. Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione Ue Franco Frattini oggi a Bruxelles, precisando che sottoporrà la proposta per cominciare la subito la missione "Giasone" ai ministri degli Interni dei Venticinque che si riuniranno lunedì a Bruxelles.
L'incertezza sulla partenza o meno della missione è dovuta alla discussione in corso con la Libia per convincere Tripoli a permettere il pattugliamento delle proprie acque territoriali da parte della missione congiunta. "Il governo maltese crede che per il momento sia importante partire in ogni caso con la missione di pattugliamento, anche se immediatamente fuori dalle acque territoriali di Malta", ha riferito Frattini, "ma altri Stati membri preferirebbero aspettare una risposta delle autorità libanesi". Fra questi, secondo fonti diplomatiche, proprio l'Italia, che non vuole rischiare di alienarsi i rapporti con un vicino "difficile" come il colonnello Gheddafi.
Per il vicepresidente della Commissione europea "la missione dovrebbe iniziare in ogni caso, anche per dare a Malta un messaggio positivo di solidarietà europea e per mostrare alle autorità libiche che vogliamo cooperare con loro". La cooperazione della Libia "sarebbe il traguardo finale", ha commentato Frattini, ricordando che nell'Adriatico quando l'Albania permise il pattugliamento delle proprie acque territoriali "il problema (dell'immigrazione clandestina) fu sostanzialmente risolto".
Al momento però "non siamo ancora a quel punto", ha ammesso il commissario italiano, anche se la Libia "non ha rifiutato il dialogo con l'Europa". In ogni caso, anche senza il via libera di Tripoli, "la missione potrebbe avere un effetto di deterrenza". Frattini si è infine detto "convinto" che lunedì tra i ministri europei "non ci sarà opposizione" alla partenza della missione, e che si potrà trovare un accordo.
L'incertezza sulla partenza o meno della missione è dovuta alla discussione in corso con la Libia per convincere Tripoli a permettere il pattugliamento delle proprie acque territoriali da parte della missione congiunta. "Il governo maltese crede che per il momento sia importante partire in ogni caso con la missione di pattugliamento, anche se immediatamente fuori dalle acque territoriali di Malta", ha riferito Frattini, "ma altri Stati membri preferirebbero aspettare una risposta delle autorità libanesi". Fra questi, secondo fonti diplomatiche, proprio l'Italia, che non vuole rischiare di alienarsi i rapporti con un vicino "difficile" come il colonnello Gheddafi.
Per il vicepresidente della Commissione europea "la missione dovrebbe iniziare in ogni caso, anche per dare a Malta un messaggio positivo di solidarietà europea e per mostrare alle autorità libiche che vogliamo cooperare con loro". La cooperazione della Libia "sarebbe il traguardo finale", ha commentato Frattini, ricordando che nell'Adriatico quando l'Albania permise il pattugliamento delle proprie acque territoriali "il problema (dell'immigrazione clandestina) fu sostanzialmente risolto".
Al momento però "non siamo ancora a quel punto", ha ammesso il commissario italiano, anche se la Libia "non ha rifiutato il dialogo con l'Europa". In ogni caso, anche senza il via libera di Tripoli, "la missione potrebbe avere un effetto di deterrenza". Frattini si è infine detto "convinto" che lunedì tra i ministri europei "non ci sarà opposizione" alla partenza della missione, e che si potrà trovare un accordo.
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