Sabato 6 giugno 2026
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Ue. La Commissione risponde sul metadone in Ucraina

Notizia ·
Nel mese di giugno, a seguito di allarmanti notizie che davano le istituzioni ucraine pronte a proibire l'uso del metadone in terapie sostitutive e la sua possibile riclassificazione tra le sostanze stupefacenti da proibire, gli eurodeputati radicali Emma Bonino e Marco Pannella avevano depositato un'interrogazione scritta alla Commissione e Consiglio. La Commissaria Ferrero-Waldner, dopo aver dato atto ai due radicali dell'importanza delle questioni sollevate si e' impegnata a continuare a
seguire la questione informando "la controparte ucraina in merito alla posizione dell'UE nel suo dialogo con le autorita' del paese, incluso nell'ambito delle istituzioni create nel quadro dell'accordo di partenariato e cooperazione UE-Ucraina". Inoltre, prosegue la Commissaria Ferrero-Waldner, l'uso del metadone "e' una pratica molto diffusa e attualmente disponibile in tutti gli Stati membri. L'uso di un'adeguata terapia di sostituzione per ridurre i danni alla salute associati alla tossicodipendenza, inclusa la riduzione del contagio da HIV, e' raccomandato".

"In Ucraina, dove i consumatori di droga per via endovenosa rappresentano il 70% di tutti i casi di infezione da HIV" prosegue la Commissaria "la terapia di sostituzione potrebbe essere considerata una delle principali attivita' di prevenzione. Il divieto dell'uso di metadone come terapia di sostituzione potrebbe pertanto, dato l'alto costo delle terapie alternative, ridurre in misura significativa gli sforzi volti ad aiutare i consumatori di droga per via endovenosa ad abbandonare il consumo di droga e dunque ostacolare la lotta contro il diffondersi dell'HIV/AIDS, dato che in Ucraina il principale veicolo di trasmissione e' appunto il consumo di droga per via endovenosa."

Nella loro interrogazione scritta i due eurodeputati radicali avevano anche fatto menzione alla prossima possibile adesione dell'Ucraina all'UE come ulteriore leva per scoraggiare le modifiche legislative da parte delle autorita' ucraine. Sebbene la questione non sia per il momento ancora all'ordine del giorno, la Commissione ha informato che essa si "serve tuttavia del nuovo piano d'azione nel quadro della politica europea di vicinato per incoraggiare l'Ucraina ad adottare in tutti i settori le norme e gli standard dell'UE."

testo integrale dell'interrogazione Pannella-Bonino e della risposta della Commissaria Ferrero-Waldner

INTERROGAZIONE SCRITTA E-2674/05
di Marco Pannella (ALDE) e Emma Bonino (ALDE)
alla Commissione

Oggetto: Ucraina - proibizione dell'uso medico del metadone e riclassificazione tra le "sostanze stupefacenti proibite estremamente pericolose"

Premesso che

- il Comitato inter-ministeriale per il controllo delle droghe dell'Ucraina ha deciso di procedere alla proibizione dell'uso medico del metadone e la sua riclassificazione tra le "sostanze stupefacenti proibite estremamente pericolose", decisione che e' in attesa dell'approvazione da parte della Corte suprema;
- oltre che ignorare l'ampia letteratura scientifica in favore delle virtu' terapeutiche del metadone, la nuova legge rischia di minare molte delle iniziative volte alla promozione di terapie di mantenimento da oppiacei e di utilizzazione di anti-retrovirali rese possibili dai finanziamenti del Global Fund per combattere l'AIDS, la tubercolosi e la malaria lanciato dalle Nazioni unite;
- il 29 giugno 2005 si e' riunito il Coordinamento nazionale per i diritti delle persone che vivono con HIV/AIDS e agli inizi di luglio e' prevista una riunione a Kiev dell'ufficio regionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' che presentera' il suo rapporto 2004 sulle terapie di sostituzione a base di oppiacei in Ucraina;

Vista la seria possibilita' di ripercussioni negative a livello regionale in merito alla proibizione di terapie di sostituzione e altre misure di "riduzione del danno";

Constatato che l'Unione Europea durante la 48esima sessione della Commissione Droghe dell'ONU tenutasi a Vienna dal 7 al 14 marzo 2005, nel presentare la propria strategia enfatizzo' la promozione e il finanziamento del metadone e altri programmi di "riduzione del danno" in linea con i documenti del Global Fund per combattere l'AIDS, la tuberculosi e la malaria lanciato dalle Nazioni Unite.

Potrebbe la Commissione far sapere:

- se e come intenda affrontare la questione nei suoi incontri bilaterali col Governo Ucraino?

- se consideri questa decisione come un possibile ostacolo, in quanto violazione del diritto alla salute, per l'avvio dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'Unione europea?



Risposta data dalla signora Ferrero-Waldner
a nome della Commissione
(31.8.2005)

La Commissione ha preso debitamente atto dei pareri degli onorevoli parlamentari in merito all'uso medico del metadone in Ucraina e agli sforzi attualmente in corso nel paese per riclassificare il prodotto fra le sostanze stupefacenti proibite estremamente pericolose.

La Commissione ricorda che gli Stati membri hanno trasferito all'Unione solo una parte limitata dei propri poteri nel settore della salute pubblica e delle politiche in materia di droga. Tuttavia, la cura al metadone e' una pratica molto diffusa nell'UE e attualmente disponibile in tutti gli Stati membri. L'uso di un'adeguata terapia di sostituzione per ridurre i danni alla salute associati alla tossicodipendenza, inclusa la riduzione del contagio da HIV1, e' raccomandato. In Ucraina, dove i consumatori di droga per via endovenosa rappresentano il 70% di tutti i casi di infezione da HIV, la terapia di sostituzione potrebbe essere considerata una delle principali attivita' di prevenzione. Il divieto dell'uso di metadone come terapia di sostituzione potrebbe pertanto, dato l'alto costo delle terapie alternative, ridurre in misura significativa gli sforzi volti ad aiutare i consumatori di droga per via endovenosa ad abbandonare il consumo di droga e dunque ostacolare la lotta contro il diffondersi dell'HIV/AIDS, dato che in Ucraina il principale veicolo di trasmissione e' appunto il consumo di droga per via endovenosa.

Il piano d'azione dell'UE in materia di lotta contro la droga (2005-2008)2 invita gli Stati membri a garantire la disponibilita' di programmi diversificati di cura e riabilitazione e l'accesso ai medesimi (obiettivo 11 del piano d'azione). Gli altri obiettivi del piano d'azione includono la prevenzione dei rischi per la salute legati al consumo di droghe, la disponibilita' e accessibilita' di servizi di riduzione dei danni e di prevenzione del contagio da HIV/AIDS nonche' la riduzione dei decessi causati dalla tossicodipendenza (obiettivi 14-17).

La Commissione seguira' la questione e informera' la controparte ucraina in merito alla posizione dell'UE nel suo dialogo con le autorita' del paese, incluso nell'ambito delle istituzioni create nel quadro dell'accordo di partenariato e cooperazione UE-Ucraina3.

La questione dell'adesione all'UE non e' per il momento all'ordine del giorno. La Commissione si serve tuttavia del nuovo piano d'azione nel quadro della politica europea di vicinato per incoraggiare l'Ucraina ad adottare in tutti i settori le norme e gli standard dell'UE.
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