Ue. Compromesso sulla bioetica per sbloccare il VI programma quadro
La presidenza danese dell'Unione europea propone agli Stati membri una soluzione di compromesso per poter dare attuazione al VI programma quadro, che prevede l'assegnazione di 17,5 miliardi di Euro per finanziare progetti di ricerca ed innovazione scientifica nel quadriennio 2002-2006. Al centro del compromesso c'e' l'impegno da parte dell'Unione, di non concedere alcun tipo di finanziamento a progetti di ricerca che utilizzano embrioni umani o cellule staminali embrionali umane sino a dicembre 2003, salvo eccezioni, che per ora non sono state specificate. I singoli Stati membri potranno invece decidere autonomamente se finanziare o meno questo tipo di ricerche gia' da ora. Il Consiglio s'impegna a non finanziare in ogni caso ricerche finalizzate alla clonazione riproduttiva, alla modifica della trasmissione del patrimonio genetico, o alla creazione di embrioni umani al solo scopo di ricerca. Nel settembre 2003 il Consiglio riesaminera' la possibilita' di finanziare questo tipo di ricerche, sulla base di specifici rapporti presentati dalla Commissione e dal Parlamento europeo. Entro dicembre dello stesso anno, il Consiglio si impegna a raccogliere informazioni dettagliate e valutazioni bioetiche su tutti i progetti di ricerca che si avvalgono dell'uso di embrioni umani o materiale da essi derivato.
Con questa proposta la presidenza danese spera di dare il via all'assegnazione dei fondi previsti dal VI programma quadro entro l'inizio dell'autunno 2002 e, a tale scopo, verso la meta' di agosto proporra' al Consiglio dei ministri un documento scritto riguardante le procedure di assegnazione. Nel budget del VI programma quadro, sono previsti 2,5 miliardi di Euro per le ricerche sulla genetica, di cui circa 300 milioni andranno a progetti che prevedono l'uso di embrioni derivati da aborti, o prodotti in sovrannumero per gli interventi di fecondazione assistita. L'assegnazione di questi fondi e' oggetto di una vera e propria spaccatura in seno all'Unione, tra Paesi come Gran Bretagna, Finlandia e Svezia che hanno adottato politiche liberali, e altri, come Irlanda, Germania e Italia che hanno adottato legislazioni estremamente restrittive in materia di ricerca sugli embrioni umani.
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Con questa proposta la presidenza danese spera di dare il via all'assegnazione dei fondi previsti dal VI programma quadro entro l'inizio dell'autunno 2002 e, a tale scopo, verso la meta' di agosto proporra' al Consiglio dei ministri un documento scritto riguardante le procedure di assegnazione. Nel budget del VI programma quadro, sono previsti 2,5 miliardi di Euro per le ricerche sulla genetica, di cui circa 300 milioni andranno a progetti che prevedono l'uso di embrioni derivati da aborti, o prodotti in sovrannumero per gli interventi di fecondazione assistita. L'assegnazione di questi fondi e' oggetto di una vera e propria spaccatura in seno all'Unione, tra Paesi come Gran Bretagna, Finlandia e Svezia che hanno adottato politiche liberali, e altri, come Irlanda, Germania e Italia che hanno adottato legislazioni estremamente restrittive in materia di ricerca sugli embrioni umani.
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