Giovedì 4 giugno 2026
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Ue. Congresso mondiale per la liberta' di ricerca scientifica, tappa a Bruxelles

U.E.
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Un messaggio di "urgenza" per respingere "le offensive di tutti i fondamentalismi confessionali e di tutti gli apparti clericali del mondo" in nome della liberta' della ricerca scientifica a partire dalla ricerca "sulle cellule staminali embrionali, all'eutanasia e alla dignita' della morte, alla terapia del dolore". Questo il messaggio che Luca Coscioni ha fatto arrivare al Parlamento europeo durante la conferenza sulla liberta' della ricerca scientifica organizzata dal gruppo dei Liberaldemocratici, che include i Radicali con Marco Pannella e Emma Bonino, e dalla stessa associazione di Coscioni, colpito nove anni fa da sclerosi laterale amiotrofica e collegato in diretta video al Parlamento europeo, dove il suo messaggio e' stato letto da Marco Cappato.
In vista del Congresso mondiale per la liberta' di ricerca scientifica, che si terra' in Campidoglio a Roma dal 16 al 18 febbraio, europarlamentari, esperti e scienziati si sono confrontati sui temi della bioetica, degli Ogm, dei finanziamenti pubblici e privati in un momento caratterizzato, come ha rilevato Cappato, da un cambio di "maggioranza politica" in seguito all'allargamento ad Est dell'Ue, soprattutto sui temi della ricerca embrionale.
Una preoccupazione alla quale ha fatto riferimento anche Philippe Busquin, europarlamentare del Pse ed ex commissario europeo alla Ricerca, riferendosi alla nuova composizione del Gruppo europeo di etica delle scienze, recentemente nominato dalla Commissione Ue. "E' urgente difendere la liberta' di ricerca", ha affermato Busquin, facendo riferimento alla composizione "partigiana" del comitato."Ai tempi della Commissione Prodi il gruppo era equilibrato ed includeva diversi schieramenti e sensibilita' scentifiche". "Oggi una sola religione e' rappresentata ed e' un gruppo piu' militante, come dimostra la presenza di Carlo Casini, presidente di un movimento pro-vita".
Cappato ha anche fatto riferimento ad una lettera aperta al presidente della Commissione Ue, per la quale e' in corso la raccolta delle firme, nella quale un gruppo di europarlamentari sollecita l'Unione europea a finanziare la ricerca sulle cellule staminali embrionali, anche se alcuni stati membri vogliono continuare a vietare questo tipo di ricerca. Un approccio che ha avuto il sostegno di una "maggioranza chiara" nella scorsa legislatura, ma sul quale "il nuovo Parlamento non si e' ancora pronunciato chiaramente nell'ambito di un dibattito aperto", scrivono i firmatari in risposta ad una lettera analoga inviata alla fine di settembre da circa sessanta eurodeputati con la quale chiedevano che la ricerca sulle cellule staminali non ricevesse i finanziamenti europei.
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