Giovedì 4 giugno 2026
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Ue. Consiglio approva VII programma quadro sulla ricerca

U.E.
Notizia ·
La dichiarazione sulle cellule staminali embrionali, annunciata a Bruxelles dal presidente del Consiglio Romano Prodi, e' stata allegata dal governo italiano al verbale del Consiglio Ue che ha approvato lo scorso 18 dicembre, definitivamente e senza discussione, il VII programma quadro comunitario di ricerca.
L'adozione del programma quadro da parte del Consiglio è un atto puramente formale, dopo che il pacchetto (già negoziato in precedenza con il Consiglio) era stato approvato dal Parlamento europeo il 30 novembre, durante la sessione 'miniplenaria' di Bruxelles. Il 29 novembre, durante il dibattito in aula, il commissario Ue alla Ricerca, Janez Potocnick, aveva confermato la posizione della Commissione europea secondo cui "non saranno finanziati progetti che includono attività di ricerca in cui vengano distrutti embrioni umani, anche per l'approvvigionamento di cellule staminali". Saranno finanziabili invece, aveva aggiunto, i progetti riguardanti "tappe successive" della ricerca "che implichino cellule staminali embrionali umane".
La Commissione, aveva insistito Potocnik "non finanzierà attività di derivazione (delle cellule staminali, ndr) che implichino la distruzione di un embrione umano". In una precedente 'Dichiarazione etica', inoltre, Bruxelles aveva già chiarito che "non saranno finanziate in uno Stato membro attività proibite dal suo ordinamento nazionale".
La 'dichiarazione etica' dell'Esecutivo Ue su questa questione, aveva poi precisato il commissario, sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee come parte del 'pacchetto' sulla ricerca Ue. "La Commissione  rispetterà e attuerà pienamente questa dichiarazione, che considera come parte integrante del VII Programma quadro".
Le affermazioni del commissario erano state considerate soddisfacenti da alcuni eurodeputati che avevano presentato emendamenti per limitare la finanziabilità ai progetti di ricerca con staminali derivate da linee cellulari già esistenti. Due di questi emendamenti (uno firmato da Vittorio Prodi, della Margherita, e l'altro da Carlo Casini, dell'Udc) erano stati ritirati prima del voto. Non era stato ammesso al voto, invece, un terzo emendamento di Casini, che mirava a fissare esplicitamente una 'cut-off date' (la data dell'entrata in vigore del VII Programma quadro) da cui far partire il divieto di derivazione di nuove linee cellulari staminali da embrioni umani.
L'emendamento contestato riproponeva, infatti, un testo simile (anche se non identico) a un emendamento che era stato già respinto dalla Plenaria di Strasburgo in prima lettura, il 15 giugno scorso.

PRODI: SARO' GARANTE SU RISPETTO NORMATIVA VIGENTE "In questi mesi mi sono impegnato in incontri formali ed informali perché l'Europa recepisse a vari livelli le decisioni del Senato italiano che erano state rappresentate in Consiglio dei ministri dal ministro Mussi e fatte mie all'incontro alla Camera". Con questa lunga premessa il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha introdotto nel corso della conferenza stampa che conclude il vertice europeo, il tema delle cellule staminali.
E lo fa sottolineando che "avremmo voluto garantire alcuni confini etici più precisi, ma la necessaria mediazione democratica ci ha obbligato a ottenere un risultato parziale come spesso avviene in politica". Ciò nonostante, Prodi assicura che si farà "garante sul fatto che in Italia si rispetti la normativa vigente sulla sperimentazione sugli embrioni. Sottolineo infine che ci sono campi di straordinaria importanza nella ricerca biomedica e su questi costruiremo la nostra società della conoscenza sul modello di Lisbona".

REAZIONI

"Embrioni, Italia inerte nella Ue": è il titolo che 'Avvenire' dedica alle dichiarazioni pronunciate ieri dal presidente del Consiglio Romano Prodi, a Bruxelles.
"Una vicenda marcata dall'ambiguità. E risolta, dispiace dirlo, all'insegna di qualche ipocrisia", scrive il quotidiano dei vescovi italiani in un editoriale in prima pagina. Per 'Avvenire', infatti, il fatto che Prodi non abbia posto la questione di una revisione del cosiddetto settimo programma quadro dell'Ue al vertice dei giorni scorsi a Bruxelles ha reso l'incontro un'occasione "passata invano". Quanto ai futuri appuntamenti europei, il governo italiano, sottolinea il giornale, "ha predisposto una dichiarazione interpretativa" che risulta "indubbiamente abile sul piano formale, ma nella sostanza desolatamente remissiva".
Il quotidiano della Cei, che nei giorni scorsi aveva invitato Prodi a mantenere le "promesse" fatte in precedenza, oggi legge nel comportamento del governo italiano una lezione "profonda e indimenticabile". "Vari segnali -scrive 'Avvenire' in trasparente riferimento ai parlamentari cattolici dell'Unione- inducono a ritenere che lo sia anche per tutti quei politici che avevano creduto di poter indurre a onorare principi di ragione e di precauzione i colleghi invece fautori di una ricerca senza paletti". Rispetto allo "strappo" del ministro alla Ricerca Fabio Mussi -che nei mesi scorsi, sempre a Bruxelles, depennò la firma dell'Italia da una dichiarazione di una 'minoranza di blocco' di Paesi Ue ostili alla ricerca sulle cellule staminali embrionali- per 'Avvenire' "niente è stato ricucito, troppo risulta compromesso".

Dichiarazione di Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno:
I finanziamenti europei del VII Programma Quadro andranno anche alle ricerche che prevedono l'uso di linee di cellule staminali embrionali umane e nel rispetto delle normative vigenti nei singoli Paesi. Decisione ribadita anche oggi e confermata dal nostro presidente del Consiglio che si e' fatto garante del suo rispetto.
Bene che si dica che verranno rispettate le normative e le decisioni gia' assunte, ma quando Romano Prodi a Bruxelles precisa che la legge italiana in materia di ricerca scientifica con gli embrioni non verra' modificata, deve essere chiaro che parla a titolo personale e non per la maggioranza che lo sostiene e che con lui si e' presentata alle elezioni.
Occorre ricordare che su questo argomento non trovando un comune denominatore che facesse inserire nel programma elettorale la modifica della legge 40, ne' il suo mantenimento, si e' delegato alle singole forze politiche e ai parlamentari di agire sui temi della ricerca e della fecondazione assistita senza vincolo di schieramento e di Governo.
Basta andare a vedere tra i progetti di legge gia' depositati e se ne troveranno molti e di diversi partiti che sostengono il Governo, e sono progetti che vorrebbero cambiare quella legge. Inutile ricordare che chi lo scorso anno aveva promosso la campagna referendaria per abrogare parte della Legge 40 non ha cambiato idea rispetto ai danni che sta facendo. Restano in piedi tutte le critiche ad una legge biecamente proibizionista e restrittiva, con l'aggravante che ora iniziano a vedersi gli effetti: il turismo procreativo e' quadruplicato. 
Nel frattempo, inoltre, alla schiera dei Paesi che gia' possono fare ricerca con gli embrioni sovrannumerari, si aggiungono anche quelli, come in Australia, che permettono la clonazione terapeutica 
Unica nota positiva per i nostri ricercatori: c'e' piu' scelta, ci sono cioe' sempre piu' Paesi dove emigrare!

 "Riguardo la dichiarazione del premier che a Bruxelles ha detto che l'Italia rispettera' le norme vigenti sulla sperimentazione embrionale, e che avrebbe voluto definire confini etici piu' precisi, ricordiamo che il nostro Paese ha gia' aderito al VII programma quadro comunitario Ue per la regolamentazione della ricerca sulle cellule staminali embrionali". Lo afferma Maria Luisa Boccia, del coordinamento donne parlamentari del Prc. "Nel programma europeo  sono definiti i criteri etici, per nulla generici, da rispettare.
Ricordiamo inoltre che per quanto riguarda l'Italia, c'e' gia' una mozione parlamentare che definisce 'i confini': verificare la possibilita' di sperimentazione sulle cellule, tenendo conto sia dei progressi scientifici, sia degli embrioni crioconservati, che, presumibilmente non verranno mai impiantati".

"Il Presidente del Consiglio Prodi ha reso nota l'intenzione dell'Italia di presentare una dichiarazione al prossimo Consiglio Ue finalizzata ad ostacolare la ricerca sulle cellule staminali embrionali. La motivazione in base alla quale si vorrebbe limitare la ricerca finanziabile dall'Ue ai soli embrioni attualmente esistenti è assurda e antiscientifica. Non esiste alcun rischio, infatti, che siano prodotti embrioni al solo scopo di ricerca, essendoci ampia disponibilità di embrioni sovrannumerari nei centri di fecondazione (embrioni che in Italia marciscono inutilmente nei congelatori). Per questo è assurdo imporre ai ricercatori europei di limitarsi tra qualche anno ad utilizzare embrioni ormai vecchi". Lo afferma in una nota Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni ed eurodeputato dei Radicali.
"Non si capisce allora davvero  per quale motivo mai, se non per compiacere un Vaticano sempre più talebano e militarizzato contro la ricerca e la libertà individuale, Prodi vada contro le decisione del Parlamento europeo, della Commissione europea e del Consiglio per seguire le orme europee di Berlusconi e mettere il bastone tra le ruote della ricerca scientifica contro malattie che colpiscono milioni di persone. La lotta di Luca Coscioni e di Piergiorgio Welby continuerà nelle prossime settimane proprio per calendarizzare una radicale riforma della legge 40 e finalmente consentire anche in Italia quella ricerca fino ad oggi vietata".

'Molti fra noi avrebbero voluto una scelta piu' chiara sotto il profilo etico. C'e' pero' una buona notizia: la legge 40 non si tocca e resta almeno in Italia la maggiore difesa su cui possono contare i nostri embrioni, anche quelli criocongelati'. I parlamentari dell'Ulivo Paola Binetti, Emanuela Baio, Luigi Bobba, Enzo Carra e Marco Calgaro ribadiscono la loro posizione sulle staminali e sottolineano che Prodi a Bruxelles e' intervenuto 'assicurando che in Italia si fa 'garante del fatto che rispetteremo la normativa vigente sulla sperimentazione delle cellule staminali embrionali''.
'Il Presidente del Consiglio alla fine di luglio  si era impegnato a tutelare la sorte di tutti gli embrioni europei, chiedendo che fosse fissata una data oltre la quale non era piu' possibile estrarre cellule staminali embrionali per il rischio assai probabile di distruggere embrioni. Prodi ha ricordato come in questi mesi abbia cercato di intervenire nelle diverse fasi del processo decisionale, ma l'Italia non sia riuscita ad ottenere dagli altri Paesi della Comunita' europea un'analoga posizione di garanzia'. 'Segno evidente  di quanto sia difficile questa battaglia in difesa della vita e come sia possibile che il valore della scienza entri in conflitto con l'ancor piu' prezioso valore della vita'. 'Diamo atto al Presidente  di averci sinceramente provato, ma di aver potuto ottenere come risultato pieno solo la conferma che la legge 40 ha ancora molto da dire e da dare a tutela della vita e della scienza'.

'La coppia Prodi-Bonino ha fallito su tutta la linea europea: zero direzioni generali di rilievo, zero impegno reale a tutela degli embrioni'. Lo afferma, in una nota, Luca Volonte', capogruppo dell'Udc alla Camera.
'Prodi ha dimostrato anche ieri  la sua fluida pavidita': e' un uomo 'liquido' dai comportamenti inaffidabili, omissivo verso gli omicidi. Promette alla Camera la difesa della vita dal concepimento e in Europa si fa ammaliare dalla Bonino. Sui Pacs   finira' per ascoltare Boselli, l'unico suo 'convivente' rimastogli fedele'.

'Un atteggiamento nettamente schierato con le posizioni del mondo clericale e contrario a quanto chiesto da migliaia di ricercatori che avevano firmato una petizione promossa da Luca Coscioni al Parlamento Europeo'. Cosi' Piergiorgio Strata, copresidente dell'associazione Luca Coscioni e direttore del Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair.
'Lunedi' a Bruxelles si votera' definitivamente il varo del VII programma quadro che prevede finanziamenti per lo studio delle cellule staminali embrionali. Prodi si e' premurato di anticipare che in Italia si fara' garante del rispetto della vigente normativa",sottolinea il direttore del Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair riferendosi all'intervento di Prodi a Bruxelles giovedi' scorso". " Cio' significa che i ricercatori italiani che ottenessero fondi per le loro ricerche in questo settore non potrebbero usarli, lasciando cosi' un vantaggio competitivo agli altri Paesi europei. Lo stesso Prodi ha annunciato che tentera' di porre un vincolo che limiti l'uso alle sole staminali embrionali esistenti. Siccome nella maggior parte dei Paesi europei gli embrioni continuano a essere congelati in ogni intervento di fecondazione assistita, con questa proposta si vuole imporre agli altri Paesi il non uso dei loro embrioni'.

"Per colpa delle scelte del ministro Mussi, avallate dal governo, della mozione fondata sulla negoziazione stessa del principio non negoziabile della tutela della vita umana fin dal concepimento, approvata al Senato dai sedicenti cattolici del 'sinistracentro', e della latitanza e dell'inadempienza di Prodi, che non ha mantenuto le promesse fatte e gli impegni presi, limitandosi a presentare una dichiarazione tanto inutile quanto ipocrita, l'Europa decreta il sacrificio della vita sull'altare del business, finanziando la trasformazione dell'uomo in cavia e la vivisezione su di esso. E lo fa a spese dei cittadini europei, anche quelli contrari, in spregio ad ogni principio democratico". Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito. "La verita'  e' che occorreva e occorrerebbe molta piu' coerenza da parte dei sedicenti cattolici del 'sinistracentro'".

"Si e' dolorosamente concluso l'itinerario del VII programma quadro per la ricerca dell'Unione Europea, sancendone definitivamente l'approvazione della ricerca scientifica distruttrice di embrioni umani. È veramente doloroso constatare l'ipocrisia dei comportamenti del governo italiano". Non lesina critiche Rocco Buttiglione (Udc) a proposito del provvedimento Ue che da' il via alla ricerca sulle cellule staminali e del comportamento del governo riguardo a questo problema. "Quando avevamo il potere di decidere, perche' il nostro voto in consiglio europeo era decisivo, abbiamo aperto le porte alla ricerca distruttrice di embrioni. Poi dopo  si e' cercato di dare l'impressione di fare qualcosa per impedire cio' che noi stessi, in quanto Italia, avevamo voluto. È una prova grande dalla confusione di idee e della disonesta' intellettuale con cui il governo italiano e anche Prodi personalmente hanno affrontato questo drammatico problema. Allora  io misi tempestivamente tutti sull'avviso dicendo che l'unico modo di impedire questa sconfitta della vita era votare al Senato italiano una chiara mozione di indirizzo al governo. Purtroppo non sono stato ascoltato".

 L'approvazione del settimo programma quadro per la ricerca Ue, a Bruxelles, suscita "una certa delusione" per l'assenza, dalla versione definitiva, di una 'cut-off date', la data limite da cui far partire il divieto di derivazione di nuove linee cellulari staminali da embrioni umani: è l'opinione di Luigi Bobba, senatore della Margherita. Di fronte alle critiche della Cdl l'esponente dei cosiddetti 'teodem' evidenzia, poi, la responsabilità di alcuni europarlamentari di centrodestra a raggiungere, in passato, un buon compromesso. "C'è una certa delusione rispetto alla possibilità di fissare una data limite, com'era stata anche indicato anche dal presidente del Consiglio Prodi ad un 'question time' alla Camera dei Deputati (a luglio, ndr.). Sarebbe stata una soluzione più certa e avrebbe creato meno difficoltà", spiega Bobbba interpellato telefonicamente. Ora, per l'esponente diellino, l'attenzione si sposta sull'applicazione del settimo programma quadro. "Adesso è previsto un registro" per le cellule staminali, spiega Bobba, "vorrei sperare che esso abbia una gestione che lascia fuori le cellule che arrivano un minuto dopo l'istituzione del registro". E le critiche del centro-destra ai cattolici dell'Unione? "Pensino agli europarlamentari di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega che hanno bocciato l'emendamento Niebler (il primo che introduceva la 'cut-off date', ndr.), non favorendo un compromesso che era un buon punto di non-ritorno", risponde il senatore. Quanto ai parlamentari europei della Margherita, assicura Bobba, "continueranno l'azione di monitoraggio e vigilanza svolta sin qui".

'E' finita male: il VII programma quadro e' stato approvato a Bruxelles, con il via libera al finanziamento di ricerche sulle cellule embrionali, con conseguente possibilita' di distruggere embrioni umani'. Duro commento sulla definitiva approvazione del VII Programma Quadro europeo sulla ricerca scientifica del senatore Luca Marconi, responsabile dell'Udc per il Mondo cattolico e le realta' ecclesiali. 'Abbiamo voluto sperare fino all'ultimo  nella buona fede del Governo Prodi: beato chi gli ha creduto. A cominciare dai cattolici del centrosinistra i quali ci hanno sempre assicurato che non si sarebbe arrivati a questo tipo di soluzione. In realta' fin da quando il ministro Mussi ha ritirato la firma dalla cosiddetta 'minoranza di blocco' costituitasi a difesa delle materie etiche, era evidente che la maggioranza aveva gia' deciso di andare nella direzione della piccola e meschina rivincita sulla Legge 40 e sul referendum che l'ha confermata'. 'E' stata  una vergogna: ragion di Stato, vendetta della sinistra radicale, difesa di Mussi per non mettere in imbarazzo Prodi appena eletto a capo del governo e silenzio pilatesco dello stesso Prodi che ha svicolato come un'anguilla di fronte a qualsiasi scelta risolutiva'. 'Il mondo cattolico farebbe bene a riflettere sulla sincerita' di chi dice di difendere i valori cristiani, ma poi si rende complice della morte di decine di migliaia di embrioni non considerando, e ferendo anzi nel proprio convincimento, chi li ritiene gia' vita umana, come insegnava Giovanni Paolo II'.
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