Domenica 7 giugno 2026
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Ue. Droghe per via endovenosa e salute pubblica: bene le narcosalas

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Il Centro europeo di Monitoraggio sulle Droghe e le Dipendenze (Emcdda) con sede a Lisbona, Portogallo, e' intervenuto in merito all'impatto sulla salute pubblica e le droghe iniettabili. L'uso di queste droghe ha un impatto non proporzionato nella salute pubblica in Europa, sono troppo poche le persone che lavorano per prevenire i casi di Aids/Hiv ed epatite. L'Europa deve fare di piu' per dissuadere i consumatori di droghe per via endovenosa, che sono all'origine della maggior parte delle infezioni di Hiv e di overdose.
"Per quale motivo e come mai le persone decidano di imbarcarsi in questo comportamento pericoloso, e' difficile da comprendere per la maggior parte di noi. Ma il nostro compito e' percepire questo rischio e rispondere con misure di educazione e prevenzione efficaci", ha detto il presidente dell'Emcdda, Mike Tracy.
Secondo lo studio dell'Osservatorio europeo sulle droghe (Oedt), l'iniezione di di stupefacenti, anche se sempre meno frequente, continua ad essere la principale causa di morte e di trasmissione di malattie tra i 18 milioni di utilizzatori europei di droghe.
Secondo l'Oedt attualmente in Europa sono tra 500.000 ed un milione le persone che si iniettano droghe, un numero che non tiene conto dei consumatori occasionali e degli ex consumatori. Si tratta di meno dello 0,4% della popolazione dell'Ue tra i 15 ed i 64 anni, e di non piu' del 5% del totale stimato di 18 milioni di persone che usano sostanze illegali. Le principali droghe assunte per via iniettiva sono l'eroina e, in misura minore, la cocaina o le anfetamine.
"L'iniezione di droghe -afferma l'Oedt- e' un fenomeno che si e' diffuso molto rapidamente nei paesi occidentali negli anni '70 ed '80 e sembra ora diffondersi altrettanto velocemente in altre regioni del mondo. Negli anni '90 pero' i paesi europei hanno fatto registrare una diminuzione". Ad incidere sul minor ricorso alla siringa sono le nuove abitudini dello "sballo" dei giovani, piu' orientati al consumo di anfetamine e pasticche di ecstasy. A frenare l'uso dell'ago e' stata anche la maggiore diffusione della cocaina, il cui consumo sembra prendere sempre piu' il posto dell'eroina.
Pur essendo meno frequente il "buco" resta il principale fattore di morte e di trasmissione di malattie tra i consumatori di stupefacenti europei: "la maggior parte dei 7.000-8.000 decessi causati ogni anno dall'uso di droga o da overdose nell'Ue -affermano i ricercatori- sono collegati all'uso iniettivo di droga". "Nell'Ue -sottolinea lo studio- il tasso di mortalita' tra i consumatori di oppiacei e' 20 volte superiore a quello della popolazione generale a causa di overdose, suicidio o malattie e incidenti legati alla droga".
Per chi si "buca" -sottolinea l'Oedt- aumenta in modo esponenziale non solo il rischio di morte, ma anche quello di contrarre malattie infettive quali l'Hiv, l'epatite B e C, la tubercolosi, l'endiocardite e di andare incontro ad altre complicazioni sanitarie quali ascessi o overdose non letali. La diffusione dell'Aids tra chi si inietta droghe e' molto elevata nel sud dell'Europa, dove tocca il 20% dei consumatori di droghe pesanti, contro il 5% di quelli del nord del continente.
Tra le possibili misure per contrastare questo fenomeno gli esperti invitano le autorita' a valutare l'ipotesi di luoghi sotto controllo medico e della polizia in cui chi vuole iniettarsi droghe puo' trovare siringhe sterili e ambienti disinfettati. L'Oedt offre una prima valutazione positiva dell'esistenza di "spazi controllati per l'uso iniettivo di droghe", sulla scia degli "narcosalas" creati in Germania e Olanda, concludendo che "i dati dimostrano che tali spazi offrono maggiore sicurezza sanitaria a gruppi di consumatori emarginati che convivono con la droga".
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