Ue. Efsa indaga sulla sicurezza delle carni clonate
I nipoti della pecora Dolly, mucche o galline clonati, potrebbero arrivare sulla nostra tavola. La prospettiva e' cosi' concreta che tanto gli Stati Uniti che l'Unione Europea hanno chiesto alle rispettive autorita' scientifiche di formulare un parere sulla sicurezza della carne e dei derivati. La Food and Drug Administration degli Usa dovrebbe esprimersi subito dopo l'estate; successivamente sara' la volta dell'Efsa, l'Autorita' europea per la sicurezza alimentare, che compira' la sua valutazione entro la fine dell'anno.
"La Commissione Europea ha richiesto il parere dell'Efsa il 17 aprile", riferisce il presidente del Comitato scientifico, Vittorio Silano. "Due settimane fa abbiamo tenuto la prima riunione e abbiamo deciso di raccogliere ed esaminare tutti i dati disponibili a livello internazionale".
La materia e' tanto compessa che e' stata affidata al Comitato scientifico e non direttamente a uno dei 9 panels esistenti (formato ognuno da 21 esperti): il Comitato scientifico e' composto dai presidenti dei 9 sottocomitati e da sei membri esterni e dispone di un gruppo di lavoro di circa 20 studiosi, che elaborera' le informazioni e formulera' una prima bozza di parere su cui decidera' poi il Comitato.
"La Commissione Europea ha chiesto di valutare tre aspetti: la sicurezza della carne e dei derivati, la salute e il benessere degli animali e gli aspetti ambientali". Dalle indiscrezioni che circolano nell'ambiente scientifico, la Food and Drug Administration sarebbe intenzionata a dare parere favorevole sull'uso alimentare di bovini clonati: "Per questo e' importante - osserva Silano - che l'Unione Europea prenda una decisione in tempi brevi".
Nonostante il quadro sia ben diverso dagli alimenti Ogm, un esame attento delle caratteristiche dell'animale clonato e' assolutamente indispensabile, anche perche' con l'evolversi della tecnologia la clonazione sta divenendo un processo relativamente semplice: "Nel trasferimento nucleare da cellule somatiche non viene sostanzialmente modificato il patrimonio genetico dell'animale, ma si riproduce l'animale per mantenerne i caratteri utili, stabilizzare le caratteristiche di pregio. Si preleva il nucleo di una cellula non riproduttiva e si traferisce nella cellula uovo, ottenendo un animale del tutto identico. Finora si e' visto che possono verificarsi in alcuni esperimenti di clonazione difficolta' soprattutto nel periodo perinatale e nella prima fase della vita, non pero' perche' vengano contratte malattie nuove, ma perche' l'animale risulta piu' sensibile a malattie note".
"Le tecniche riproduttive da clonazione sono realizzabili in laboratorio senza necessariamente disporre di apparecchiature troppo sofistiocate. Con il progresso della tecnologia la clonazione diventera' sempre piu' agevole". Perche' pero' ricorrere alla clonazione se risulta comunque piu' costosa dei metodi di allevamento tradizionali?
"L'interesse e' per animali di particolare valore, di pregio.
La convenienza economica dipende dall'evoluzione della tecnologia, che compie passi da gigante".
Al di la' dell'aspetto della sicurezza, la ricerca dovra' verificare il rispetto dell'animale: se infatti le componenti delle carni risultassero uguali, resterebbe da valutare le eventuali sofferenze dell'essere clonato con particolari tecnologie: "Sul benessere degli animali - fa notare Silano - l'Unione Europea ha una disciplina molto rigorosa".
Resta infine l'aspetto etico della clonazione: "E' una questione molto importante, ma non riguarda l'Efsa. Su questo l'Ue richiedera' probabilmente un parere al Comitato sull'etica nella scienza".
"La Commissione Europea ha richiesto il parere dell'Efsa il 17 aprile", riferisce il presidente del Comitato scientifico, Vittorio Silano. "Due settimane fa abbiamo tenuto la prima riunione e abbiamo deciso di raccogliere ed esaminare tutti i dati disponibili a livello internazionale".
La materia e' tanto compessa che e' stata affidata al Comitato scientifico e non direttamente a uno dei 9 panels esistenti (formato ognuno da 21 esperti): il Comitato scientifico e' composto dai presidenti dei 9 sottocomitati e da sei membri esterni e dispone di un gruppo di lavoro di circa 20 studiosi, che elaborera' le informazioni e formulera' una prima bozza di parere su cui decidera' poi il Comitato.
"La Commissione Europea ha chiesto di valutare tre aspetti: la sicurezza della carne e dei derivati, la salute e il benessere degli animali e gli aspetti ambientali". Dalle indiscrezioni che circolano nell'ambiente scientifico, la Food and Drug Administration sarebbe intenzionata a dare parere favorevole sull'uso alimentare di bovini clonati: "Per questo e' importante - osserva Silano - che l'Unione Europea prenda una decisione in tempi brevi".
Nonostante il quadro sia ben diverso dagli alimenti Ogm, un esame attento delle caratteristiche dell'animale clonato e' assolutamente indispensabile, anche perche' con l'evolversi della tecnologia la clonazione sta divenendo un processo relativamente semplice: "Nel trasferimento nucleare da cellule somatiche non viene sostanzialmente modificato il patrimonio genetico dell'animale, ma si riproduce l'animale per mantenerne i caratteri utili, stabilizzare le caratteristiche di pregio. Si preleva il nucleo di una cellula non riproduttiva e si traferisce nella cellula uovo, ottenendo un animale del tutto identico. Finora si e' visto che possono verificarsi in alcuni esperimenti di clonazione difficolta' soprattutto nel periodo perinatale e nella prima fase della vita, non pero' perche' vengano contratte malattie nuove, ma perche' l'animale risulta piu' sensibile a malattie note".
"Le tecniche riproduttive da clonazione sono realizzabili in laboratorio senza necessariamente disporre di apparecchiature troppo sofistiocate. Con il progresso della tecnologia la clonazione diventera' sempre piu' agevole". Perche' pero' ricorrere alla clonazione se risulta comunque piu' costosa dei metodi di allevamento tradizionali?
"L'interesse e' per animali di particolare valore, di pregio.
La convenienza economica dipende dall'evoluzione della tecnologia, che compie passi da gigante".
Al di la' dell'aspetto della sicurezza, la ricerca dovra' verificare il rispetto dell'animale: se infatti le componenti delle carni risultassero uguali, resterebbe da valutare le eventuali sofferenze dell'essere clonato con particolari tecnologie: "Sul benessere degli animali - fa notare Silano - l'Unione Europea ha una disciplina molto rigorosa".
Resta infine l'aspetto etico della clonazione: "E' una questione molto importante, ma non riguarda l'Efsa. Su questo l'Ue richiedera' probabilmente un parere al Comitato sull'etica nella scienza".
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