Domenica 7 giugno 2026
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L'Ue espelle proprio gli immigrati piu' istruiti

U.E.
Notizia ·
I clandestini che l'Unione europea espelle sono piu' giovani e piu' istruiti degli immigrati regolari e una volta a casa trovano lavoro prima di quelli che fanno ritorno volontariamente. A tracciare l'identikit dei migranti che tornano nei Paesi del Maghreb e' il Centro per il reintegro degli emigrati (Mirem), che, in uno studio finanziato dalla Ue, dimostra quanto falsi siano tutti i luoghi comuni sull'immigrazione.
Prima convinzione errata: i clandestini non sono analfabeti o meno istruiti di coloro che riescono ad avere un permesso di soggiorno. Anzi, e' proprio il contrario: il 18% dei regolari non e' alfabetizzato, contro appena il 3% degli irregolari. E ancora: il 36% dei clandestini ha un titolo di studio superiore, mentre solo il 24% dei regolari e' arrivato allo stesso livello.
Molti anche gli espulsi in possesso di una laurea: il 20% ha finito l'Universita' con successo.
Un altro dato che sembra contraddire l'immaginario collettivo e' il livello di occupazione: una volta a casa, gli immigrati irregolari trovano lavoro piu' in fretta dei loro connazionali piu' fortunati. Certo non sono lavori permanenti, ma stagionali, part time o addirittura in nero, perche' i posti da impiegati a tempo indeterminato sono appannaggio quasi esclusivo di coloro che sono partiti e poi tornati senza violare alcuna legge.
Il ritorno dell'immigrato, spiega il rapporto del Mirem, non e' mai il risultato di un calcolo volontario, ma e' conseguenza di politiche migratorie restrittive (il 23% dei rientri sono dovuti alle espulsioni), della maturata pensione (14%) o di problemi familiari nei Paesi d'origine (9%).
L'identikit degli emigrati che decidono volontariamente di tornare nei Paesi del Maghreb dice che hanno in media dai 40 ai 50 anni, mentre quelli che rientrano con il foglio di via sono molto piu' giovani (35 anni l'eta' media). Inoltre, gli espulsi sono per la maggior parte single e i regolari hanno invece una famiglia a carico.
Un problema che lamentano quasi tutti i maghrebini che rientrano in patria e' la mancanza di assistenza da parte dei loro Governi: il 90% dei regolari e degli irregolari non ha trovato alcun appoggio istituzionale, nonostante la Commissione Ue abbia piu' volte insistito sulla necessita' di aiutare coloro che fanno ritorno nei propri Paesi. E invece i dati dicono che per il 47% dei clandestini la vita e' peggiorata dopo il ritorno in patria, e nonostante nei Paesi europei facessero lavori degradanti il 33% e' pronto a ripartire subito.
Ma e' difficile per l'Unione europea trovare una sponda nei Governi della riva sud dal momento che essi considerano il fenomeno migratorio un investimento, al pari di un export, da incoraggiare per il bene delle casse dello Stato. Le rimesse degli emigrati sono da sempre uno degli introiti maggiori per molti stati del sud e per avere una rendita costante bisogna garantire un flusso di emigrati altrettanto costante. Per questo Paesi come il Marocco incoraggiano la diaspora, nonostante, spiega il rapporto, i Governi europei abbiano progressivamente chiuso le porte ai lavoratori stranieri. (Ansa/De Felice)
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