Lunedì 8 giugno 2026
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Ue. Ferrero a riunione ministri Ue: Governo italiano per strategie comunitarie integrazione

U.E.
Notizia ·
Il governo italiano condivide la necessita' di strategie europee per favorire l'integrazione degli immigrati, e guarda per questo con favore sia allo scambio di informazioni sia alla proposta di un Fondo europeo che lavori insieme alle autonomie locali. Lo ha detto il ministro per la solidarieta' sociale Paolo Ferrero, intervenuto oggi a Potsdam, alle porte di Berlino, a una riunione sul tema integrazione con i colleghi degli altri paesi della Ue.
La riunione - che si concludera' domani - si tiene sotto la presidenza di turno tedesca della Ue.
Ferrero - che era accompagnato dal sottosegretario all'interno Marcella Lucidi - ha illustrato ai colleghi europei le recenti proposte di modifica della legge italiana in materia di immigrazione, soffermandosi sui punti principali che la caratterizzano: l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in condizioni di legalita', l'accesso degli immigrati ai diritti sociali e civili con il voto alle amministrative dopo cinque anni di residenza in Italia, il riconoscimento dei valori fondamentali della costituzione italiana a partire dalla parita' uomo-donna, la conoscenza della lingua italiana, cosa questa necessaria a trasformare il territorio in una 'comunita' vivente'.
Condizione necessaria per l'integrazione comunque, ha osservato il ministro Ferrero, e' un rafforzamento del sistema di sicurezza sociale nel suo complesso.
Il ministro dell'interno tedesco Wolfgang Schaeuble - che presiede la riunione di Potsdam - ha detto da parte sua di ritenere che l'integrazione degli immigrati sia prima di tutto un compito dei singoli stati membri.
'L'integrazione deve riuscire in loco', ha detto Schaeuble secondo il quale 'sarebbe sbagliato centralizzare tutto'.
Sottolineando l'esperienza a suo avviso positiva registratasi in Germania, il ministro tedesco ha osservato come l'integrazione sia 'un processo dove stato federale, Laender, Comuni e societa' civile lavorano e si sforzano insieme per migliorare l'integrazione'.
Nella Ue - secondo quanto emerso dalla riunione - vivono oltre 40 milioni di cittadini di altri stati, mentre in Germania 15 milioni di persone hanno un qualche legame con il mondo dell'immigrazione.
All'incontro informale di Potsdam e' intervenuto anche il vicepresidente della commissione Ue responsabile per giustizia e immigrazione Franco Frattini, secondo il quale 'una politica efficace in fatto di immigrazione non e' possibile senza integrazione'.
Frattini ha al tempo stesso sottolineato come l'Unione europea, per via dell'evoluzione demografica generale, ha bisogno di piu' immigrati, anche se i problemi posti dall'invecchiamento della societa' e dalla riduzione delle nascite non possono essere risolti solo con gli immigrati.
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