Ue. Fondo speciale per regioni Mediterraneo contro l'immigrazione clandestina
Le regioni europee, soprattutto quelle del sud piu' interessate ai fenomeni dei flussi di immigrati clandestini, chiedono che l'Ue si doti di un'effettiva politica comune dell'immigrazione con una maggiore cooperazione tra Stati membri e paesi terzi e sollecitano la creazione di fondo di finanziamento ad hoc.
La questione dell'immigrazione e' stata affrontata ieri dal Comitato delle Regioni Ue, l'assemblea che riunisce i rappresentanti delle regioni e degli enti locali europei, con l'approvazione a larghissima maggioranza di un parere da sottoporre alle istituzioni comunitarie.
Redatto dalla spagnola Laura De Esteban Martin, della comunita' di Madrid, il parere ha raccolto il sostegno anche di altri rappresentanti locali dei territori interessati, a partire da Bruno Marziano presidente della provincia di Siracusa e dei rappresentanti di Malta e delle Canarie.
'L'Ue sul fronte dell'immigrazione sta attraversando la piu' grande emergenza', ha detto Marziano, ricordando alcune delle piu' significative tragedie che hanno visto decine e decine di immigrati clandestini morire nel Mediterraneo.
'Per il Comitato delle Regioni l'immigrazione resta una delle priorita' anche nel 2007', ha osservato il presidente dell'assemblea, il francese Michel Delebarre, annunciando anche un seminario sui temi dell'immigrazione da tenersi nella seconda parte dell'anno, sotto presidenza portoghese della Ue.
Nel parere varato oggi, le regioni puntano l'accento sulla necessita' di dedicare adeguata attenzione alla lotta all'immigrazione illegale, anche sanzionando chi favorisce l'impiego di clandestini. Si sollecita inoltre una cooperazione maggiore tra gli Stati, l'Ue e le realta' locali che quotidianamente sono impegnate ad affrontare i problemi posti dai flussi migratori ed in particolare si chiede la 'creazione di uno strumento finanziario specifico' per i territori in cui si registrano arrivi massicci come Ceuta, Melilla, le Canarie, Malta, Lampedusa e l'Italia meridionale in generale. In queste zone - si spiega nel parere - la situazione e' 'di estrema gravita', vista la mancanza di mezzi per offrire a queste persone un trattamento umanitario adeguato'.
La questione dell'immigrazione e' stata affrontata ieri dal Comitato delle Regioni Ue, l'assemblea che riunisce i rappresentanti delle regioni e degli enti locali europei, con l'approvazione a larghissima maggioranza di un parere da sottoporre alle istituzioni comunitarie.
Redatto dalla spagnola Laura De Esteban Martin, della comunita' di Madrid, il parere ha raccolto il sostegno anche di altri rappresentanti locali dei territori interessati, a partire da Bruno Marziano presidente della provincia di Siracusa e dei rappresentanti di Malta e delle Canarie.
'L'Ue sul fronte dell'immigrazione sta attraversando la piu' grande emergenza', ha detto Marziano, ricordando alcune delle piu' significative tragedie che hanno visto decine e decine di immigrati clandestini morire nel Mediterraneo.
'Per il Comitato delle Regioni l'immigrazione resta una delle priorita' anche nel 2007', ha osservato il presidente dell'assemblea, il francese Michel Delebarre, annunciando anche un seminario sui temi dell'immigrazione da tenersi nella seconda parte dell'anno, sotto presidenza portoghese della Ue.
Nel parere varato oggi, le regioni puntano l'accento sulla necessita' di dedicare adeguata attenzione alla lotta all'immigrazione illegale, anche sanzionando chi favorisce l'impiego di clandestini. Si sollecita inoltre una cooperazione maggiore tra gli Stati, l'Ue e le realta' locali che quotidianamente sono impegnate ad affrontare i problemi posti dai flussi migratori ed in particolare si chiede la 'creazione di uno strumento finanziario specifico' per i territori in cui si registrano arrivi massicci come Ceuta, Melilla, le Canarie, Malta, Lampedusa e l'Italia meridionale in generale. In queste zone - si spiega nel parere - la situazione e' 'di estrema gravita', vista la mancanza di mezzi per offrire a queste persone un trattamento umanitario adeguato'.
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