Ue. Frattini lancia due proposte sull'immigrazione
Il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, ha presentanto oggi a Bruxelles due 'comunicazioni' con una serie di proposte rivolte ai Venticinque sullo sviluppo di una politica commune di migrazione verso l'Africa e sulla gestione delle frontiere maritime nel Mediterraneo. "L'obiettivo primario è ridurre la perdita di vite in mare" ha dichiarato Frattini, ricordando le tragedie dell'ultima estate.
La prima 'comunicazione' cerca di tirare le fila della 'Politica generale dell'Europa sull'immigrazione' relativa all'Africa alla luce delle indicazioni emerse al Consiglio europeo di Hampton Court, lo scorso autunno, e dell'esito del vertice Ue-Africa svoltosi la settimana scorsa a Tripoli. Le proposte concrete sono cinque. In primo luogo, la preparazione di "profili della migrazione", Paese per Paese, "per valutare l'offerta di lavoro proveniente dai Paesi d'origine con la domanda nei Paesi dell'Ue". Secondo, Frattini propone di istituire "una sorta di agenzie di collocamento" nei Paesi di origine - citando in particolare Mali, Senegal e Mauritania. In terzo luogo, Bruxelles vuole rendere disponibili, "ai Paesi africani che lo richiedono" delle équipe di sostegno sulle politiche di migrazione.
Quarto punto, lo sviluppo di 'pacchetti di mobilità' che offrirebbero un periodo di lavoro in Europa ai cittadini provenienti dall'Africa, a patto che i Paesi di origine si impegnino a riaccoglierli alla scadenza dell'esperienza lavorativa. Infine Frattini vorrebbe creare un 'Istituto Euro-Africano' per "abbassare i costi" e "garantire la trasparenza" delle rimesse degli immigrati, che secondo i dati 2006 della Banca Mondiale generano un flusso di 300 miliardi di dollari l'anno.
La seconda 'comunicazione' punta a creare "un modello europeo per gestire la frontiera mediterranea", ha spiegato Frattini, che propone una rete di pattugliamento costiero, un sistema europeo di sorveglianza con la collaborazione dell'agenzia europea 'Frontex'. Il fronte 'occidentale' sarebbe pattugliato da Spagna e Portogallo, quello 'centrale' da Italia e Malta, e quello 'orientale' da Grecia e Cipro (la Turchia non è compresa, ma il commissario Ue punta a "cooperazioni rafforzate" con Ankara).
Entrambi i 'pacchetti' di proposte saranno sottoposti ai ministri dell'Interno e della Giustizia Ue nella riunione del 4-5 dicembre, e ai capi di Stato e di governo dei Venticinque al Consiglio europeo del 14-15 dicembre.
La prima 'comunicazione' cerca di tirare le fila della 'Politica generale dell'Europa sull'immigrazione' relativa all'Africa alla luce delle indicazioni emerse al Consiglio europeo di Hampton Court, lo scorso autunno, e dell'esito del vertice Ue-Africa svoltosi la settimana scorsa a Tripoli. Le proposte concrete sono cinque. In primo luogo, la preparazione di "profili della migrazione", Paese per Paese, "per valutare l'offerta di lavoro proveniente dai Paesi d'origine con la domanda nei Paesi dell'Ue". Secondo, Frattini propone di istituire "una sorta di agenzie di collocamento" nei Paesi di origine - citando in particolare Mali, Senegal e Mauritania. In terzo luogo, Bruxelles vuole rendere disponibili, "ai Paesi africani che lo richiedono" delle équipe di sostegno sulle politiche di migrazione.
Quarto punto, lo sviluppo di 'pacchetti di mobilità' che offrirebbero un periodo di lavoro in Europa ai cittadini provenienti dall'Africa, a patto che i Paesi di origine si impegnino a riaccoglierli alla scadenza dell'esperienza lavorativa. Infine Frattini vorrebbe creare un 'Istituto Euro-Africano' per "abbassare i costi" e "garantire la trasparenza" delle rimesse degli immigrati, che secondo i dati 2006 della Banca Mondiale generano un flusso di 300 miliardi di dollari l'anno.
La seconda 'comunicazione' punta a creare "un modello europeo per gestire la frontiera mediterranea", ha spiegato Frattini, che propone una rete di pattugliamento costiero, un sistema europeo di sorveglianza con la collaborazione dell'agenzia europea 'Frontex'. Il fronte 'occidentale' sarebbe pattugliato da Spagna e Portogallo, quello 'centrale' da Italia e Malta, e quello 'orientale' da Grecia e Cipro (la Turchia non è compresa, ma il commissario Ue punta a "cooperazioni rafforzate" con Ankara).
Entrambi i 'pacchetti' di proposte saranno sottoposti ai ministri dell'Interno e della Giustizia Ue nella riunione del 4-5 dicembre, e ai capi di Stato e di governo dei Venticinque al Consiglio europeo del 14-15 dicembre.
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