Lunedì 8 giugno 2026
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Ue. Interrogazione al parlamento sul divieto di metadone in Ukraina

Notizia ·
Riportiamo di seguito il testo dell'interrogazione parlamentare depositata dai parlamentari radicali Marco Pannella e Emma Bonino al Consiglio e Commissione europea sulla proibizione metadone in Ukraina.
Premesso che
- il Comitato inter-ministeriale per il controllo delle droghe dell'Ukraina ha deciso di procedere alla proibizione dell'uso medico del metadone e la sua riclassificazione tra le "sostanze stupefacenti proibite estremamente pericolose", decisione che e' in attesa dell'approvazione da parte della Corte suprema;
- oltre che ignorare l'ampia letteratura scientifica in favore delle virtu' terapeutiche del metadone, la nuova legge rischia di minare molte delle iniziative volte alla promozione di terapie di mantenimento da oppiacei e di utilizzazione di anti-retrovirali rese possibili dai finanziamenti del Global Fund per combattere l'AIDS, la tubercolosi e la malaria lanciato dalle Nazioni unite;
- il 29 giugno si e' riunito il Coordinamento nazionale per i diritti delle persone che vivono con HIV/AIDS e agli inizi di luglio e' prevista una riunione a Kiev dell'ufficio regionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' che presentera' il suo rapporto 2004 sulle terapie di sostituzione a base di oppiacei in Ukraina;

Vista la seria possibilita' di ripercussioni negative a livello regionale in merito alla proibizione di terapie di sostituzione e altre misure di "riduzione del danno";

Constatato che l'Unione Europea durante la 48esima sessione della Commissione Droghe dell'ONU tenutasi a Vienna dal 7 al 14 marzo scorso, nel presentare la propria strategia enfatizzo' la promozione e il finanziamento del metadone e altri programmi di "riduzione del danno" in conformità coi documenti del Global Fund per combattere l'AIDS, la tuberculosi e la malaria lanciato dalle Nazioni Unite.

Chiede di sapere:
- se e come intende affrontare la questione nei suoi incontri bilaterali col Governo Ukraino;

- se considera questa decisione come un possibile ostacolo, in quanto violazione del diritto alla salute, per l'avvio dei negoziati per l'adesione dell'Ukraina all'Unione europea.
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