La Ue interviene sul caso Pinar
"Dopo il caso Pinar, aumenta la tensione fra Italia e Malta a proposito dei soccorsi ai migranti sulle 'carrette del mare'. Per cercare di raggiungere un accordo fra i due Paesi e' scesa in campo, ieri, l?Europa. Ma - spiega Repubblica- neppure l?intervento del commissario Ue per la giustizia, Jacques Barrot (che ha convocato per questa sera i due contendenti, il ministro dell?Interno Italiano, Roberto Maroni, e il suo omologo maltese, Mifsud Bonnici), pare abbia disteso i rapporti. Dopo il braccio di ferro su dove la Pinar dovesse sbarcare i 145 migranti soccorsi in mezzo al mare - poi trasferiti a Porto Empedocle - ora fra Italia e Malta e' guerra di cifre. Maroni nel suo dossier critica la ripartizione dei fondi europei destinati al controllo delle frontiere. 'Malta, a fronte di 1200 chilometri di coste, incassa 7,1 milioni. All?Italia, che ha un?estensione di coste 5 volte superiore, tocca invece meno della meta', appena 12,6 milioni. Troppo poco, se si pensa che la prima assistenza ai 42600 migranti soccorsi in 670 missioni dal 2007 a oggi e' costata 78 milioni'. 'Malta - tuona il ministro dell?Interno italiano - ha rifiutato 600 diversi soccorsi in mare reinstradando 40mila clandestini sulle coste italiane'. La nave Pinar, ribadisce Maroni, si trovava sul tratto di mare sul quale i soccorsi competono a Malta e per i quali riceve finanziamenti comunitari. Bonnici ribatte con un contro-dossier e snocciola i suoi dati".
"'I soldi ricevuti dall?Ue - spiega - sono destinati a pattugliare le coste e costruire un centro di accoglienza, cose che abbiamo fatto'. 'Quest?anno - aggiunge - abbiamo fatto 380 soccorsi, e abbiamo ospitato mille migranti, un anno fa 3.800: facendo le debite proporzioni, e' come se in Italia ne fossero sbarcati 400.000'. 'L?Italia faccia tutti i dossier che vuole - replica Bonnici - non abbiamo violato alcun accordo. Su quel tratto di mare a noi spetta il coordinamento dei soccorsi, cosa che abbiamo fatto chiedendo al cargo turco di ospitare a bordo i 150 clandestini. Ma a quel punto le regole dicono che si debba fare rotta al porto piu' vicino, e cioe' a Lampedusa che distava 40 miglia dalla Pinar, contro i 140 di Malta. Su questo punto Barrot ha gia' dato ragione a noi'. La rissa Malta-Italia, Maroni-Bonnici, e' iniziata venerdi' 17, giorno della conferenza Panmediterranea sull?immigrazione che si svolgeva a Roma, lo stesso giorno in cui scoppio' il caso Pinar. In quell?occasione, fu il ministro dell?Interno italiano a dare fuoco alle polveri dicendo che 'con Malta i rapporti vanno male perche' c?e' un dispositivo che consente alle autorita' maltesi di scaricare sull?Italia responsabilita' nel soccorso che dovrebbero appartenerle'. Da quel giorno, con l?acuirsi della vicenda Pinar, e' stato un crescendo di accuse. Malta ha una zona di mare sulla quale e' competente per i soccorsi che va da Creta a Lampedusa. Ma non vuole cederne neppure un metro - come vorrebbe invece l?Italia - per non perdere influenza nel tratto di mare chiamato 'banchi di Medina' rivendicato anche dalla Libia per interessi petroliferi".
"'I soldi ricevuti dall?Ue - spiega - sono destinati a pattugliare le coste e costruire un centro di accoglienza, cose che abbiamo fatto'. 'Quest?anno - aggiunge - abbiamo fatto 380 soccorsi, e abbiamo ospitato mille migranti, un anno fa 3.800: facendo le debite proporzioni, e' come se in Italia ne fossero sbarcati 400.000'. 'L?Italia faccia tutti i dossier che vuole - replica Bonnici - non abbiamo violato alcun accordo. Su quel tratto di mare a noi spetta il coordinamento dei soccorsi, cosa che abbiamo fatto chiedendo al cargo turco di ospitare a bordo i 150 clandestini. Ma a quel punto le regole dicono che si debba fare rotta al porto piu' vicino, e cioe' a Lampedusa che distava 40 miglia dalla Pinar, contro i 140 di Malta. Su questo punto Barrot ha gia' dato ragione a noi'. La rissa Malta-Italia, Maroni-Bonnici, e' iniziata venerdi' 17, giorno della conferenza Panmediterranea sull?immigrazione che si svolgeva a Roma, lo stesso giorno in cui scoppio' il caso Pinar. In quell?occasione, fu il ministro dell?Interno italiano a dare fuoco alle polveri dicendo che 'con Malta i rapporti vanno male perche' c?e' un dispositivo che consente alle autorita' maltesi di scaricare sull?Italia responsabilita' nel soccorso che dovrebbero appartenerle'. Da quel giorno, con l?acuirsi della vicenda Pinar, e' stato un crescendo di accuse. Malta ha una zona di mare sulla quale e' competente per i soccorsi che va da Creta a Lampedusa. Ma non vuole cederne neppure un metro - come vorrebbe invece l?Italia - per non perdere influenza nel tratto di mare chiamato 'banchi di Medina' rivendicato anche dalla Libia per interessi petroliferi".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti