Mercoledì 10 giugno 2026
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Ue e Onu richiamano l'Italia sui respingimenti: violano il diritto internazionale

U.E.
Notizia ·
La Commissione europea sta aspettando dall'Italia le informazioni sui respingimenti. Il richiamo - il giorno dopo il riaccendersi della polemica tra l'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite e il governo - arriva dal vicepresidente Jacques Barrot, che sottolinea come il giudizio europeo sulla misura arrivera' solo dopo i chiarimenti italiani.
Intanto l'Unhcr, con la sua portavoce Laura Boldrini, torna all'attacco, sostenendo che l'Italia con i respingimenti mette 'sotto scacco' il diritto di asilo, mentre al governo arrivano quasi contemporaneamente le bordate dell'Avvenire, che chiede 'chiarezza' immediata sui metodi impiegati dai militari italiani.
Il premier Silvio Berlusconi, che proprio ieri ha affrontato la delicata questione con il collega greco Kostas Karamanlis, in un punto stampa congiunto si limita a sottolineare che, nel dare una risposta contro le migrazioni irregolari, l'Unione europea deve parlare con una voce sola, e prendere delle decisioni che valgano per tutti gli Stati membri: 'Tutti i contratti di riammissione - ha scandito il premier - devono essere dei contratti non dei singoli paesi europei, ma dell'Unione europea'. Berlusconi ribadisce insomma la linea italiana del 'nessun paese puo' affrontare da solo il problema', condivisa anche da Atene, che insieme al nostro Paese e' in prima fila per contrastare l'ingresso in Europa degli irregolari.
Da Bruxelles intanto arriva il monito all'Italia: vanno rispettate 'non solo le norme Ue - spiega il vicepresidente della Commissione Barrot - ma anche quelle internazionali'.
Anche perche', ha specificato il suo portavoce, 'il principio del non respingimento e' scritto nel diritto internazionale. Non si possono respingere persone in Paesi dove rischiano di essere torturate o maltrattate'. La Commissione si riserva comunque di dare una valutazione non appena l'Italia dara' le informazioni 'sulle misure intraprese in materia di immigrazione irregolare'.
Il polverone sulla condotta italiana lo aveva sollevato nuovamente ieri l'Unhcr, accusando il governo di aver respinto sulle coste libiche anche dei richiedenti asilo e di avere usato con i migranti le 'maniere forti'. La nuova pratica del respingimento, ha rincarato ieri la dose Laura Boldrini, portavoce italiana dell'Alto commissariato Onu, 'mette in seria discussione il diritto di asilo' e l'Italia che e' sempre stata 'in prima fila nel salvare vite umane' oggi viene meno al suo ruolo.
Come se non bastasse, a chiedere di rispondere subito a 'contestazioni pesanti e circostanziate' arriva anche il quotidiano dei vescovi. Nella rubrica 'Secondo noi', l'Avvenire sostiene la necessita' di 'fare chiarezza al piu' presto' sulle modalita' dei respingimenti messi in atto dal governo a partire dal 6 maggio scorso. Le accuse, scrive il giornale della Cei, provengono 'da una fonte non liquidabile con un'alzata di spalle: l'agenzia Onu per i rifugiati (certo mai tenera con l'Italia), cui si sono poi unite altre voci, anche cattoliche'.
'L'efficienza' della misura, che e' stata 'spavaldamente' presentata come tale, non puo' correre il rischio di diventare 'routine' e poi 'noncuranza. O, addirittura, 'prevaricazione'.
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