Giovedì 4 giugno 2026
Menu

Ue. Parlamento: difendere immigrate da poligamia e mutilazioni genitali

U.E.
Notizia ·
Tutelare le donne immigrate nei paesi dell'Unione europea e mettere fine alla poligamia forzata ed alle mutilazioni genitali. Sono le richieste principali contenute in una risoluzione votata oggi, a larga maggioranza, dal Parlamento europeo che sollecita anche migliori servizi sociali e corsi di lingua per agevolare l'integrazione delle migranti nella societa' e nel mercato del lavoro ed esorta gli stati membri a rifiutare tutte le forme di relativismo culturale e religioso che possano violarne i diritti fondamentali.
L'immigrazione femminile aumenta di continuo nell'Ue, coprendo una fascia di categorie sempre piu' ampia: immigrazione economica, immigrazione a seguito di catastrofi, ricongiungimento familiare, immigrazione per motivi politici, immigrazione come conseguenza di conflitti armati, immigrazione irregolare e asilo.
La relazione - adottata con 449 voti favorevoli, 133 contrari e 53 astensioni - sottolinea che le donne 'costituiscono la categoria piu' vulnerabile poiche' sono oggetto di una doppia discriminazione basata sull'origine etnica e sul sesso'.
Il Parlamento invita a garantire alle migranti, indipendentemente dalla regolarita' della loro situazione, il rispetto dei loro diritti fondamentali e, in particolare, la protezione contro la riduzione in schiavitu' e la violenza, l'accesso alle cure mediche di emergenza, il patrocinio legale, l'istruzione per i bambini, la parita' di trattamento per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il diritto di iscriversi al sindacato.
Piu' in particolare, gli stati dell'Ue sono esortati ad attivarsi affinche' tutte le violenze contro donne e bambini, in particolare il matrimonio forzato, la poligamia, i delitti cosiddetti d'onore e le mutilazioni genitali, 'siano puniti con sanzioni efficaci e dissuasive' ed a sensibilizzare le autorita' di polizia e giudiziarie su tali questioni. Sono richieste campagne di informazione rivolte alle donne migranti 'al fine di prevenire ed evitare matrimoni forzati o concordati, mutilazioni genitali e altre forme di costrizione psicologica o fisica'. Sono poi invitati a introdurre l'obbligo, per gli operatori sanitari, di registrare tutti i casi di mutilazione genitale femminile, compresi quelli accertati e quelli in cui vi e' il sospetto che si possa procedere a questo tipo di pratica. Il rischio di mutilazione genitale, inoltre, dovrebbe essere inserito tra i motivi di richiesta di asilo.
Il Parlamento invita i paesi membri a introdurre delle misure volte a perseguire i cittadini che cercano di contrarre un matrimonio di questo tipo o che contribuiscono a organizzarlo, anche se realizzato al di fuori dal territorio dell'Ue.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →