Ue. Il Parlamento europeo apre la strada a nuove strategie antidroghe
"Con l'approvazione della risoluzione sull'Afghanistan avvenuta oggi, il Parlamento europeo e' la prima istituzione in Europa a pronunciarsi in maniera chiara ed univoca in favore di un approccio non esclusivamente repressivo nella lotta alla droga", commenta cosi' il voto l'europarlamentare radicale Emma Bonino. "La proposta di affiancare agli strumenti classici della 'war on drugs', come l'eradicazione e le coltivazioni alternative, la possibilita' di concedere licenze per la produzione regolamentata di oppio per il mercato legale dei medicinali, in particolare gli antidolorifici, e' un passo fondamentale per una strategia che non colpisca solo l'anello debole della catena, vale a dire il contadino, ma anche i livelli piu' alti, che vanno dagli amministratori corrotti che garantiscono l'impunita' ai grandi cartelli internazionali. I dati piu' recenti forniti dall'Onu dimostrano come la produzione di oppio non e' diminuita in maniera significativa nonostante centinaia di milioni di dollari spesi dalla comunità internazionale, con l'aggiunta allarmante che da alcuni anni la trasformazione in eroina avviene direttamente in Afghanistan creando un mercato di consumo locale che spalanca le porte all'Aids. Per chi vuol vedere si tratta di una fotografia nitidissima degli alti costi e dei grandi limiti, in altre parole del fallimento, della politica miope ed inefficace condotta finora. Mi auguro, come chiesto dal Parlamento europeo, che i governi e le personalita' che parteciperanno alla conferenza internazionale sull'Afghanistan, che avverra' a Londra dal 31 gennaio al 2 febbraio per discutere della fase di transizione successiva agli Accordi di Bonn del 2001, prenda in considerazione con serieta' ed il massimo di apertura mentale l'ipotesi di concedere un regime di licenze, come d'altra parte gia' avviene per un certo numero di paesi forse piu' 'influenti'", conclude l'ex commissario Ue."Grazie alla leadership di Emma Bonino il Parlamento europeo ha approvato oggi una risoluzione che costituisce una preziosa e prammatica indicazione di governo per la ricostruzione democratica dell'Afganistan", e' il commento di Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista. "Infatti, come da mesi sostiene la Bonino, e come affermato dalla maggioranza dell'Assemblea di Strasburgo, per affrontare i problemi ancora aperti in Afganistan occorre affrontare in maniera radicalmente diversa la produzione di papavero che l'FMI ritiene essere quasi il 50% del PIL afgano e che rappresenta un giro d'affari pari a 3 miliardi di dollari dei quali solo 500 milioni restano nel paese.
Nella risoluzione del PE si auspica inoltre l'ipotesi di concedere a Kabul licenze per la produzione legale di oppio per fini medico-scientifici come gia' le Nazioni unite consentono a India, Turchia, Australia, Francia, Spagna e Ungheria. La proposta si ancora a quanto la Giunta internazionale per il controllo delle droghe (INCB) e l'OMS documentano da anni e cioe' la crescente domanda legale di morfina per la cura del dolore e una sua scarsa disponibilita' sul mercato internazionale (stime dell'ONU ritengono che 6 paesi ne consumino il 78%!).
A queste preoccupazioni andrebbe aggiunto il fatto che le Nazioni unite, che nel loro mandato hanno anche la gestione delle calamita' naturali, per garantire un effettivo primo pronto soccorso dovrebbero istituire una sorta di 'riserva speciale di oppio umanitario' in caso di tsunami, terremoti oppure per far fronte, in particolare nei paesi poveri, al crescente numero di malati di AIDS e tumori. Per far tutto questo occorre un investimento tanto politico che economico da parte di tutti i paesi che verranno convocati a Londra alla fine del mese, ne va del futuro di popolo che ha gia' sofferto oltre 30 anni di violenze e persecuzioni", conclude Perduca.
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