Ue-Regioni. Sono migliaia i bambini immigrati senza famiglia
Le stime ufficiali indicano in circa 50 mila i bambini immigrati senza la famiglia nell'Unione europea, ma la cifra, considerato il sommerso, e' destinata pressoche' a raddoppiare. E' quanto e' emerso oggi nel corso di un incontro al Comitato delle Regioni Ue tra i rappresentanti di comuni e regioni del gruppo Pse, di cui e' presidente Mercedes Bresso, e il vicepresidente e commissario Ue alla giustizia, liberta' e sicurezza Franco Frattini in occasione della presentazione di un parere sull'argomento da parte del sindaco di Pisa Paolo Fontanelli.
'Sono le regioni e i comuni - ha spiegato il sindaco - che quotidianamente si trovano a fare i conti sul territorio con casi di bambini vittime di sfruttamento da parte della criminalita". In crescita, secondo gli amministratori locali, soprattutto l'arrivo di bambini soli da paesi dell'est, in particolare dalla Romania, dall'area dei Balcani ma anche da Ucraina e Bielorussia.
Di fronte a ragazzine che a 16 anni finiscono nel mondo della prostituzione o a bambini obbligati a lavori faticosi o all'accattonaggio, hanno sottolineato i rappresentanti degli enti locali, e' necessario compiere un salto di qualita' per offrire loro una maggiore tutela. Il problema - ha spiegato il sindaco di Pisa - 'non puo' essere affrontato solo dal punto di vista dell'ordine pubblico'.
Frattini ha ricordato le iniziative comunitarie annunciando, tra l'altro, per il prossimo anno l'attivazione di un 'telefono azzurro europeo', ma anche un fondo per finanziare l'integrazione che sara' dotato di 900 milioni di euro. Entro l'anno inoltre, ha detto il commissario, Bruxelles conta di nominare un coordinatore Ue per i diritti dei bambini tale da ottenere risultati concreti dalle politiche varate a livello comunitario.
Il nuovo programma Daphne, ha aggiunto il commissario, comprendera' una specifica attenzione alla tutela delle bambine e delle ragazze: 'Spesso, come accaduto in Italia, si sono verificati omicidi, violenze o segregazioni in nome di principi contrari a quelli dell'Unione'.
'Sono le regioni e i comuni - ha spiegato il sindaco - che quotidianamente si trovano a fare i conti sul territorio con casi di bambini vittime di sfruttamento da parte della criminalita". In crescita, secondo gli amministratori locali, soprattutto l'arrivo di bambini soli da paesi dell'est, in particolare dalla Romania, dall'area dei Balcani ma anche da Ucraina e Bielorussia.
Di fronte a ragazzine che a 16 anni finiscono nel mondo della prostituzione o a bambini obbligati a lavori faticosi o all'accattonaggio, hanno sottolineato i rappresentanti degli enti locali, e' necessario compiere un salto di qualita' per offrire loro una maggiore tutela. Il problema - ha spiegato il sindaco di Pisa - 'non puo' essere affrontato solo dal punto di vista dell'ordine pubblico'.
Frattini ha ricordato le iniziative comunitarie annunciando, tra l'altro, per il prossimo anno l'attivazione di un 'telefono azzurro europeo', ma anche un fondo per finanziare l'integrazione che sara' dotato di 900 milioni di euro. Entro l'anno inoltre, ha detto il commissario, Bruxelles conta di nominare un coordinatore Ue per i diritti dei bambini tale da ottenere risultati concreti dalle politiche varate a livello comunitario.
Il nuovo programma Daphne, ha aggiunto il commissario, comprendera' una specifica attenzione alla tutela delle bambine e delle ragazze: 'Spesso, come accaduto in Italia, si sono verificati omicidi, violenze o segregazioni in nome di principi contrari a quelli dell'Unione'.
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