Lunedì 8 giugno 2026
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Ue. Relazione annuale sulle droghe dell'Emcdda

Notizia ·
Il consumo di ecstasy in Europa e' in aumento e ha superato quello delle anfetamine, anch'esso in crescita, piazzandosi al secondo posto dopo la cannabis.
Resta basso invece il consumo di sostanze allucinogene sintetiche come Lsd; mentre cresce tra gli studenti delle scuole superiori la tendenza a sperimentare allucinogeni naturali come i 'funghi magici'.
I dati arrivano dalla Relazione annuale 2005 sull'evoluzione del fenomeno della droga in Europa, presentata a Bruxelles dall'Agenzia europea della droghe (Emcdda).
Segnalato per la prima volta negli anni Novanta, il consumo di ecstasy ha conosciuto un aumento costante e si stima che attualmente circa 2,6 milioni di persone in Europa, pari allo 0,8% della popolazione di eta' compresa tra i 15 e i 34 anni, abbia fatto recentemente uso di ecstasy.
Le percentuali piu' elevate sono state registrate in Gran Bretagna(6,9%), Repubblica ceca(5,9%), Spagna(3,8%) e Estonia(3,7%). In Italia meno dell'1% del campione ha dichiarato di aver fatto recentemente uso di ecstasy.
Quando si passa al consumo una tantum le percentuali aumentano fino al 14% circa della Gran Bretagna, seguita da Repubblica ceca e Spagna. In Italia non si arriva al 4%. Il consumo di ecstasy e anfetamine inoltre e' un fenomeno prevalentemente giovanile e l'aumento riguarda proprio i giovani, soprattutto nelle zone urbane, dove e' piu' diffusa l'abitudine di frequentare discoteche e club.
L'Europa infine resta il maggiore centro di produzione di ecstasy, sebbene essa si stia diffondendo in tutto il mondo. Tuttavia, la caratteristica dominante del fenomeno droga a livello europeo e' il consumo associato di diverse droghe. "Oggi un'analisi dell'impatto del consumo di sostanze stupefacenti sulla salute pubblica - ha detto il direttore dell'Oedt Wolfgang Gotz - deve considerare il quadro complesso del consumo associato di piu' sostanze psicoattive, tra cui alcool e tabacco".
La cannabis si conferma la sostanza stupefacente piu' diffusa nell'Ue con oltre il 20% della popolazione adulta che ammette di averne fatto uso almeno una volta nella vita.
L'Emccda sottolinea comunque come l'incidenza "precipiti" al 6% degli adulti se si considera il consumo nell'arco dell'ultimo anno, e al 4% negli ultimi 30 giorni.
La forte differenza tra consumo 'una tantum' e consumo corrente indica che l'uso di cannabis "tende ad essere occasionale o che prima o poi viene interrotto".
Le indagini evidenziano che il consumo e' piu' diffuso tra gli uomini (fino a sei consumatori correnti per ogni donna) e riguarda prevalentemente le zone urbane o quelle ad alta densita' di popolazione.
Come negli anni passati, l'Osservatorio sottolinea che l'uso di cannabis e' piu' comune tra i giovani (tra i 15 e i 34 anni) con una percentuale compresa tra l'11% e il 44% di consumatori occasionali. Nel complesso, secondo la relazione, "da una stima rudimentale si potrebbe concludere che un giovane europeo su 10-20 fa uso attualmente di cannabis".
Il picco e' toccato dalla Danimarca (44,6% dei giovani ammettono di aver fumato uno spinello almeno una volta nella vita), mentre l'incidenza piu' bassa si registra in Grecia, Portogallo e Polonia.
In Italia secondo i dati relativi al 2003, il 12% circa dei giovani tra i 15 ed i 24 anni ha consumato cannabis nel corso dell'ultimo mese, una quota tra le quattro piu' elevate d'Europa dietro a Gran Bretagna (16%), Spagna (14%) e Germania (13%).
L'Osservatorio indica inoltre che l'uso di cannabis ha caratteristiche sempre piu' comuni tra tutti i paesi d'Europa: in Gran Bretagna, dove e' stato solitamente piu' forte, tende infatti a stabilizzarsi, mentre cresce in altri paesi, in particolar modo in Spagna e in Francia.
La relazione, presentata al Parlamento europeo, indica che complessivamente circa 9 milioni di europei (3% di tutta la popolazione adulta) hanno provato la cocaina almeno una volta. Si calcola inoltre che circa 3-3,5 milioni (1% di tutta la popolazione adulta) ne abbia fatto uso nel corso dell'ultimo anno.
Risulta molto elevata anche la percentuale di persone che hanno assunto cocaina nel corso dell'ultimo mese (circa 1,5 milioni di persone, equivalente allo 0,5% della popolazione adulta) e che sono classificate come consumatori attuali.
Il consumo di cocaina varia considerevolmente da paese a paese. La Spagna, il Regno Unito e l'Italia registrano i massimi livelli di diffusione, con rispettivamente il 4,8%, il 4,2% e il 2,2% dei giovani adulti ad averla assunta nell'ultimo anno.
I dati complessivi per l'Ue indicano chiaramente che il consumo recente di polvere bianca da sniffare ha ormai superato quello di ecstasy e anfetamine, illustrando, dopo i dati in netta crescita dello scorso anno, un vero e proprio boom dell'uso di cocaina a livello europeo.
La tendenza all'aumento non e' pero' nuova. A partire dalla fine degli anni Novanta, le indagini condotte in Danimarca, Italia, Ungheria, Paesi Bassi e Austria, danno prova di un aumento del consumo recente di cocaina da parte dei giovani adulti.
Un dato confermato "dall'enorme aumento dei quantitativi di cocaina sequestrati in Europa che sono quasi raddoppiati tra il 2002 e il 2003, passando da 47 tonnellate a oltre 90 tonnellate".
Secondo la relazione al maggiore uso corrisponde un costante aumento in Europa delle domande di trattamento per problemi legati alla cocaina, che rappresentano ormai il 10% circa delle richieste di trattamento per problemi di tossicodipendenza.
Anche i decessi riconducibili alla cocaina, afferma l'Emcdda, sono un "problema grave e, probabilmente, ancora sottovalutato" dato che spesso i consumatori che muoiono associano l'uso di cocaina a quello di altre droghe pesanti alle quali viene attribuito il decesso.
Tuttavia, la relazione suggerisce che la cocaina svolga un "ruolo decisivo" in circa il 10% dei decessi legati al consumo di sostanze stupefacenti (dall'1% al 15% a seconda del paese). Questo potrebbe significare che ogni "anno nell'Unione europea si verificano diverse centinaia di decessi associati alla cocaina".

Il rapporto integrale e' scaricabile direttamente dal sito Internet:
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La relazione annuale dell'Osservatorio Europeo sulle droghe dimostra "in modo inequivocabile che le politiche proibizioniste sono definitivamente fallite". Lo afferma Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione Comunista (Gue), relatore del documento sulla strategia antidroga 2005-2012 approvato dal Parlamento Europeo lo scorso anno. "In tutta Europa cresce il consumo e la diffusione di cocaina e di cannabis, che si conferma ancora la sostanza piu' diffusa tra i giovani. I dati forniti dall'Osservatorio di Lisbona sono emblematici del fatto che la criminalizzazione dei consumatori non ha prodotto il calo del consumo. Per esempio in Italia si consuma piu' marijuana che in Olanda". "Inoltre per l'ennesima volta sono state smentite le bugie sui danni alla salute provocati dalle droghe leggere, infatti su tre milioni di consumatori europei che fanno uso quotidiano di cannabis non e' stato accertato alcun problema di tipo medico. Ormai e' evidente che la strategia delle Nazioni Unite sulla guerra alla droga necessita un cambiamento radicale che passi dalla depenalizzazione del consumo e da un sostegno attivo ai paesi produttori per la riconversione della produzione di oppio e di foglie di coca". "Infine il Governo italiano dovrebbe leggere con attenzione la relazione dell'Osservatorio europeo e magari convincersi che la strada dogmatica tracciata dai ministri Fini e Giovanardi, che dovrebbe essere avallata dalla Conferenza di Palermo, e' assolutamente fallimentare e in contrasto con le piu' avanzate politiche europee".

Il consumo di cocaina e' un problema emergente soprattutto in Paesi come Spagna e Paesi Bassi, mentre l'Italia e' all'avanguardia perche', oltre ad aver ampliato l'offerta di servizi specifici per le nuove figure di tossicodipendenti, ha predisposto un programma specifico per il trattamento dei cocainomani. E' il commento di Andrea Fantoma, direttore dell'Ufficio per il monitoraggio del Dipartimento nazionale antidroga, ai dati dell' Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze pubblicati oggi. I dati, relativi al 2003, secondo Fantoma si confermano anche per il 2004, cosi' com'e' emerso dall'ultima relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. In particolare, per quanto riguarda il consumo di cocaina, "questo risulta essere un problema emergente specie in alcuni Paesi quali Spagna (26%) e Paesi Bassi (38%), le cui scelte in materia di offerta di servizi sembrano essere ancora centrate sullo stereotipo del vecchio tossicodipendente eroinomane. A maggior ragione l'Italia risulta essere all'avanguardia poiche', nonostante la domanda di trattamento per cocaina sia notevolmente piu' bassa rispetto a quei Paesi, oltre ad essere stata ampliata l'offerta di servizi specifici per le esigenze di queste nuove figure di tossicodipendenti, il Dipartimento ha gia' predisposto in collaborazione col Ministero della Salute il Progetto cocaina, che verra' presentato nel corso della Conferenza nazionale di Palermo a dicembre". "Per quanto riguarda il consumo di cannabis sostanza maggiormente diffusa nell'Ue (provata almeno una volta nella vita da oltre 62 milioni di europei), in Italia, pur rimanendo al di sotto dei livelli di consumo di altri stati europei, nel periodo che va dal 2001 al 2003 ha interessato molto di piu' i giovani presentando, tuttavia, in tutte le fasce di eta', un significativo incremento sia per cio' che concerne l'assunzione una volta nella vita (cioe' la disponibilita' a provare la sostanza), sia per l'uso negli ultimi 12 mesi. Difatti sono i giovani fra i 15 e i 24 anni negli ultimi 12 mesi (il 16,5% riferisce lþuso) e i giovani adulti tra i 25 e i 34 anni nell'esperienza dþuso nella vita (il 31% riferisce l'uso) a mostrare una maggiore esposizione alla cannabis, con un significativo incremento di circa il 5% fra il 2001 ed il 2003". In definitiva, la popolazione giovanile sembra dunque particolarmente vulnerabile agli effetti negativi della cannabis, sottolinea Fantoma, che per questo ritiene "tanto piu' rafforzata l'urgenza di perseguire politiche che tengano conto dei danni alla salute che provocano le diverse sostanze, confermati del resto anche dalle ultime ricerche in ambito internazionale". "Questo argomento sara' certamente uno dei temi da dibattere nel corso della IV Conferenza nazionale di Palermo".

I dati contenuti nella Relazione annuale 2005 dell'Agenzia europea per le droghe, dai quali emerge un vero e proprio boom del consumo di cocaina ma anche di cannabis e delle cosiddette nuove droghe, con un allarme sulla situazione dell'Italia, "spiegano perche' il ddl Fini e' giusto e necessario e perche' occorre approvarlo in Parlamento entro la fine della legislatura. Anche, se occorresse, ponendo la questione di fiducia". Lo sostiene il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile An per le politiche familiari. "La verita' e' che da troppo tempo si trasmettono ai giovani messaggi nocivi che hanno effetti deleteri nella societa', il piu' inquietante dei quali e' l'assuefazione culturale alla droga: l'assunzione di uno stupefacente, soprattutto la cannabis, ma anche la cocaina e l'ecstasy, come si vede, e' oramai considerato un fatto naturale. Nessuno si fa domande, lo Stato non lo punisce, lo tollera, lo permette e allora va bene". Secondo il parlamentare si tratta di "un vero e proprio droga pride sulla pelle dei nostri figli, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi". "Di qui la necessita' di riaffermare che lo Stato non e' agnostico, non e' indifferente, non e' neutrale rispetto all'uso della droga. Di qui l'esigenza di lanciare ai ragazzi un segnale forte, chiaro e inequivocabile, reincardinando il principio che drogarsi non e' lecito, non e' accettabile, non e' giustificabile, non e' un diritto, che non esiste la liberta' di drogarsi. Un principio fondamentale proprio nell'ottica del contrasto all'avvio, all'iniziazione agli stupefacenti, visto che tutte le statistiche dei piu' importanti centri di ricerca del mondo indicano che, laddove scende nella collettivita' la consapevolezza della pericolosita' delle droghe, automaticamente ne aumenta il consumo e diminuisce l'eta' della prima assunzione".
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