Venerdì 5 giugno 2026
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Ue. Rimandata decisione su lista paesi sicuri

U.E.
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Non sono riusciti a trovare un accordo i 25 commissari dell'esecutivo Ue che nella riunione di oggi a Bruxelles dovevano stilare la lista dei "paesi sicuri", i cui cittadini non hanno bisogno di cercare asilo altrove. "I commissari hanno deciso di prendere un po' più di tempo per completare la lista e ritornare sulla decisione tra un paio di settimane", ha riferito la portavoce della Commissione Pia Ahrenkilde.
L'obiettivo è stilare la lista, che doveva essere sottoposta ai ministri degli Interni dei Venticinque la prossima settimana, perchè sia approvata dal Consiglio europeo del 15 giugno. Se approvata si tratterebbe di un primo importante passo verso l'armonizzazione tra le legislazioni dei Venticinque in materia di asilo e immigrazione. "L'inclusione di un paese sulla lista non significa affatto che i comitati responsabili e i giudici nazionali non saranno obbligati a effettuare valutazioni individuali caso per caso", ha assicurato Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea e responsabile in materia di giustizia. "La violenza della famiglia o la discriminazione contro l'omosessualità -ha spiegato Frattini- sono argomenti sufficienti per accettare la domanda di un rifugiato anche se viene da persone che vengono da un paese incluso nella lista".
La divergenza di opinioni tra i commissari, ha riferito Frattini, è dovuta al fatto che alcuni paesi inclusi nella lista permettono la mutilazione genitale femminile. Secondo la bozza i "paesi sicuri" inclusi nel documento saranno otto: Benin, Botswana, Capo Verde, Ghana, Senegal, Mali, Tanzania e Mauritius. Ma il Mali sarà probabilmente escluso in quanto "c'è un rischio concreto di mutilazione genitale femminile", ha spiegato Frattini.
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