Ue. Tlc: i nuovi gestori frenano sulla deregolamentazione
L'ad di Fastweb, Stefano Parisi, ha chiesto oggi alla Commissione europea di 'frenare' sulla prevista deregulation parziale dei mercati delle Tlc, perché, ha detto, sarebbe "prematuro" smantellare gli attuali vincoli, designati a limitare il potenziale anticompetitivo degli ex monopolisti ('incumbent'), fintanto che questi ultimi conservano più del 50% delle quote di mercato in tutti i paesi Ue eccetto la Gran Bretagna. Parisi ha espresso le sue preoccupazioni insieme ai suoi colleghi delle società di Tlc 'new entrants' nei mercati Ue (riunite nell'Ecta - European Competitive Telecommunications Association), in una riunione con i commissari europei Viviane Reding e Neelie Kroes, responsabili rispettivamente della Società dell'informazione e della Concorrenza.
Secondo i piani di Bruxelles, in almeno una mezza dozzina di settori delle Tlc si dovrebbe passare dalle attuali normative 'ex ante' (che impongono i vincoli agli operatori 'incumbent' per garantire l'acesso al mercato dei nuovi entranti) a una situazione di normale vigenza del diritto sulla concorrenza, in cui gli eventuali problemi che dovessero sorgere verrebbero affrontati ex-post da authority nazionali più forti, efficaci e tempestive. Parisi e i suoi colleghi dell'Ecta sono favorevoli al disegno di riforma della Commissione, che la Reding dovrebbe proporre ufficialmente in luglio o in autunno (con un pacchetto di cinque direttive e una raccomandazione), sotto presidenza di turno portoghese dell'Ue. In particolare, gli operatori nuovi entranti appoggiano i progetti di rafforzare i poteri dei regolatori nazionali e il loro coordinamento a livello Ue, ma pongono l'accento, soprattutto, sulla necessità rendere più tempestivi i 'rimedi' da essi imposti alle violazioni di concorrenza, che oggi possono tardare fino a quattro- cinque anni (com'è rispettivamente accaduto in Italia e in Germania) prima di essere applicati. Reding ha detto, secondo il suo portavoce, Martin Selmayr, di aver "ascoltato attentamente" le preoccupazioni dei membri dell'Ecta, e ha ricordato che le decisioni della Commissione "non sono ancora state prese".
Secondo i piani di Bruxelles, in almeno una mezza dozzina di settori delle Tlc si dovrebbe passare dalle attuali normative 'ex ante' (che impongono i vincoli agli operatori 'incumbent' per garantire l'acesso al mercato dei nuovi entranti) a una situazione di normale vigenza del diritto sulla concorrenza, in cui gli eventuali problemi che dovessero sorgere verrebbero affrontati ex-post da authority nazionali più forti, efficaci e tempestive. Parisi e i suoi colleghi dell'Ecta sono favorevoli al disegno di riforma della Commissione, che la Reding dovrebbe proporre ufficialmente in luglio o in autunno (con un pacchetto di cinque direttive e una raccomandazione), sotto presidenza di turno portoghese dell'Ue. In particolare, gli operatori nuovi entranti appoggiano i progetti di rafforzare i poteri dei regolatori nazionali e il loro coordinamento a livello Ue, ma pongono l'accento, soprattutto, sulla necessità rendere più tempestivi i 'rimedi' da essi imposti alle violazioni di concorrenza, che oggi possono tardare fino a quattro- cinque anni (com'è rispettivamente accaduto in Italia e in Germania) prima di essere applicati. Reding ha detto, secondo il suo portavoce, Martin Selmayr, di aver "ascoltato attentamente" le preoccupazioni dei membri dell'Ecta, e ha ricordato che le decisioni della Commissione "non sono ancora state prese".
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