Ue. Vaccino contro la dipendenza da cocaina
I 35 Paesi del Consiglio d'Europa membri del "Gruppo Pompidou" per la cooperazione in materia di lotta alla droga, riuniti a Strasburgo per definire la propria strategia entro il 2010, lanciano una banca dati su Internet per aggiornare le ricerche in corso riguardo a droghe e tossicodipendenza.Gli esperti del Consiglio d'Europa rilevano che con un vaccino contro la cocaina o con l'identificazione del gene della dipendenza, la scienza apre nuove prospettive nella lotta alle droghe, risvegliando allo stesso tempo forti interrogativi etici. In Gran Bretagna dei ricercatori stanno lavorando alla messa a punto di un vaccino, il quale "neutralizza" l'azione della cocaina impedendo che la sostanza raggiunga il cervello grazie a una molecola che s'associa a quella che a sua volta libera la cocaina. In base a questo stesso principio, altri vaccini potrebbero essere elaborati in futuro. "Dal prossimo anno, un vaccino contro la cocaina dovrebbe entrare nella fase di sperimentazione", assicura Richard Muscat, professore di neuroscienza comportamentale dell'Universita' di Malta e coordinatore della piattaforma di ricerche del Gruppo Pompidou. Ma se i ricercatori lo hanno concepito come mezzo per la disintossicazione, la tentazione di somministrarla a "tutti", a titolo preventivo, e' grande, e cio' implica problemi etici, fa notare il ricercatore maltese. In materia di prevenzione, la societa' attuale si confronta per esempio con il dibattito sui test antidroga nelle scuole, come vuole il primo ministro britannico Tony Blair, ha spiegato Christopher Luckett, segretario esecutivo del Gruppo Pompidou. Finora nessuna indagine ha "dimostrato che una politica di controllo in materia di prevenzione delle tossicodipendenze e' efficace", ricorda. Secondo il suo parere, i rischi etici delle analisi sistematiche sono evidenti per quanto attiene la protezione dei dati e le liberta' individuali. Viceversa, dei test puntuali possono essere molto utili nel quadro di un programma di disintossicazione, soprattutto per verificare se il paziente si attiene a cio' che gli e' stato prescritto, oppure quando si tratti di attivita' che comportino rischi se esercitate sotto l'effetto di droghe.
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