Ue. Vertice contro la criminalita’. Alemanno: emergenza droga
Sono 54 le delegazioni di Paesi UE, che aspirano ad entrare nell'Unione europea e di Paesi del G8 non europei, presenti al vertice che si e' aperto a Londra sulla criminalita' organizzata nell'Europa sud-orientale. Una riunione voluta dalla Gran Bretagna che come gli altri Paesi europei e' direttamente interessata a quella che viene definita "una grave e crescente minaccia". L'obiettivo della conferenza e' ribadire l'impegno comune a combattere il crimine alla radice nel territorio d'origine anche con un forte contrasto alla corruzione. Si vogliono inoltre colpire i traffici di droga, armi ed esseri umani che si snodano in tutta Europa e contrastare i criminali che agiscono in territorio straniero confiscando i proventi del crimine.
Tra le priorita' da portare avanti nei Balcani, la conferenza indica la costruzione del sostegno popolare per combattere la corruzione nelle istituzioni anche sostenendo lo sviluppo di una stampa forte e indipendente. Lo scopo e' anche quello di promuovere la conoscenza dei benefici che deriverebbero alla popolazione dalla sconfitta della criminalita'. Il crimine, infatti -si nota- limita le entrate dei Governi, il commercio internazionale e produce tagli ai posti di lavoro. Il contrasto alla criminalita' nel sud-est europeo contribuira' dunque, secondo i tecnici Ue, a portare gli standard di vita dei cittadini di quella regione piu' vicini a quelli del resto d'Europa.
Alla conferenza che si tiene a Lancaster House la cui sessione pomeridiana sara' aperta da un intervento del primo ministro, Tony Blair, parteciperanno, tra gli altri, i Commissari europei Xavjer Solana e Antonio Vitorino e il ministro dell'Interno tedesco, Otto Schilj. L'Italia e' rappresentata dal sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano e dal vice capo della polizia e direttore della Criminalpol, Prefetto Fera.
"L'emergenza dall'Albania non e' piu' il traffico di essere umani ma l'eroina. Questo cambiamento di interessi da parte della criminalita' organizzata di Tirana e' stato sottolineato dal sottosegretario all' Interno Alfredo Mantovano. "A fronte di una mirata azione di lotta all'immigrazione clandestina, che ha portato ad azzerare gli arrivi di clandestini negli ultimi tre mesi nella rotta del Canale d'Otranto", l'Italia registra un "pericoloso incremento del narcotraffico e del riciclaggio dall' Albania".
Nei primi 10 mesi del 2002 l'eroina sequestrata a cittadini albanesi in Italia dalle forze di Polizia e' arrivata a 1.523 chilogrammi contro i 1.000 del 2001 e i 500 del 2000. Aumentati anche i sequestri di cocaina, passati dai 68 chilogrammi del 2000 ai 189 del 2001, ai 192 dei primi 10 mesi del 2002.
Mantovano ha ricordato l'impegno dell'Italia nel contrasto al traffico di droga, che ha portato alla distruzione di piantagioni di cannabis sativa in Albania, all'individuazione e all'arresto dei trafficanti di droga, autovetture e di esseri umani, con la cattura di 50 pericolosi latitanti albanesi solo nell'ultimo anno.
E proprio contro l'immigrazione clandestina, il sottosegretario ha ricordato gli importanti impegni bilaterali con l'Albania ma anche con l'Egitto, che consentono il rimpatrio degli extracomunitari. Le espulsioni effettive nel corso del 2002 sono state 78.835 contro le 66.700 dello stesso periodo del 2001 e le 58.325 del 2000. "Anche questi numeri -ha concluso Mantovano- danno la dimensione delle risorse delle energie che l'Italia impiega per difendere le frontiere e la sicurezza europea, visto che i suoi confini, con Schengen, coincidono con quelli Ue".
Tra le priorita' da portare avanti nei Balcani, la conferenza indica la costruzione del sostegno popolare per combattere la corruzione nelle istituzioni anche sostenendo lo sviluppo di una stampa forte e indipendente. Lo scopo e' anche quello di promuovere la conoscenza dei benefici che deriverebbero alla popolazione dalla sconfitta della criminalita'. Il crimine, infatti -si nota- limita le entrate dei Governi, il commercio internazionale e produce tagli ai posti di lavoro. Il contrasto alla criminalita' nel sud-est europeo contribuira' dunque, secondo i tecnici Ue, a portare gli standard di vita dei cittadini di quella regione piu' vicini a quelli del resto d'Europa.
Alla conferenza che si tiene a Lancaster House la cui sessione pomeridiana sara' aperta da un intervento del primo ministro, Tony Blair, parteciperanno, tra gli altri, i Commissari europei Xavjer Solana e Antonio Vitorino e il ministro dell'Interno tedesco, Otto Schilj. L'Italia e' rappresentata dal sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano e dal vice capo della polizia e direttore della Criminalpol, Prefetto Fera.
"L'emergenza dall'Albania non e' piu' il traffico di essere umani ma l'eroina. Questo cambiamento di interessi da parte della criminalita' organizzata di Tirana e' stato sottolineato dal sottosegretario all' Interno Alfredo Mantovano. "A fronte di una mirata azione di lotta all'immigrazione clandestina, che ha portato ad azzerare gli arrivi di clandestini negli ultimi tre mesi nella rotta del Canale d'Otranto", l'Italia registra un "pericoloso incremento del narcotraffico e del riciclaggio dall' Albania".
Nei primi 10 mesi del 2002 l'eroina sequestrata a cittadini albanesi in Italia dalle forze di Polizia e' arrivata a 1.523 chilogrammi contro i 1.000 del 2001 e i 500 del 2000. Aumentati anche i sequestri di cocaina, passati dai 68 chilogrammi del 2000 ai 189 del 2001, ai 192 dei primi 10 mesi del 2002.
Mantovano ha ricordato l'impegno dell'Italia nel contrasto al traffico di droga, che ha portato alla distruzione di piantagioni di cannabis sativa in Albania, all'individuazione e all'arresto dei trafficanti di droga, autovetture e di esseri umani, con la cattura di 50 pericolosi latitanti albanesi solo nell'ultimo anno.
E proprio contro l'immigrazione clandestina, il sottosegretario ha ricordato gli importanti impegni bilaterali con l'Albania ma anche con l'Egitto, che consentono il rimpatrio degli extracomunitari. Le espulsioni effettive nel corso del 2002 sono state 78.835 contro le 66.700 dello stesso periodo del 2001 e le 58.325 del 2000. "Anche questi numeri -ha concluso Mantovano- danno la dimensione delle risorse delle energie che l'Italia impiega per difendere le frontiere e la sicurezza europea, visto che i suoi confini, con Schengen, coincidono con quelli Ue".
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