Ue. Vescovi uniti contro l'inaccettabile finanziamento alla ricerca con le staminali embrionali
I vescovi europei rilanciano gli obiettivi del Millennium Goals contro la poverta', a cominciare dall'emergenza del Darfur e allo stesso tempo - nella dichiarazione finale della riunione del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (CCEE) svolto per la prima volta in terra russa-cercano una voce comune delle chiese del continente specialmente su bioetica, islam e sfide mondiali.
L'Europa , secondo i vescovi, 'vive un tempo di forte transizione che richiede di stare saldi nella fede e di ascoltare attentamente 'cosa lo Spirito dice alle Chiese'.
Si percepisce l'urgenza e l'attesa di una riscoperta della fede cristiana e di un nuovo annuncio della novita' del vangelo. Emerge sempre piu' la necessita' di una voce comune dei vescovi europei davanti ad alcune sfide storiche: il fenomeno migratorio, il rapporto fra le religioni, specie con i musulmani, la famiglia, le problematiche etiche legate alla vita'. Mons. Ame'de'e Grab -presidente uscente della CCEE- ha sostenuto che l'obiettivo e il ruolo della Chiesa 'non e' di 'mantenere cristiana l'Europa', respingendo le altre religioni che hanno origini fuori dall'Europa, ma di aiutare i cristiani in Europa a vivere in coerenza alla loro chiamata battesimale e a ripresentare costantemente a tutti i nostri fratelli e sorelle nel mondo il messaggio di Gesu' Cristo'.
La crescente importanza ed incidenza delle politiche europee nella vita delle Conferenze episcopali europee, necessita una risposta adeguata da parte di ogni singola Conferenza a livello nazionale. A livello europeo si lavora per una piu' stretta ed efficace collaborazione tra il CCEE e la COMECE.
Tra i progetti nell'agenda futura del CCEE si segnalano: il Congresso per professori di tutte le universita' d'Europa che si terra' a Roma dal 21-24 giugno 2007 sul tema del nuovo umanesimo; la terza assemblea ecumenica europea che si realizzera' a Sibiu il 4-8 settembre 2007; il progetto di una serie di seminari tra vescovi europei e africani sul tema delle migrazioni che si concludera' con un grande simposio nel 2010 sul tema della evangelizzazione e le culture.
Il 50* anniversario del Trattato di Roma, fondativo dell'Unione Europea, del 25 marzo 2007, sara' per le Chiese in Europa 'una preziosa occasione per riflettere sui valori che hanno ispirato i padri dell'unificazione europea, per rafforzare la responsabilita' dei cittadini e per un approfondimento del ruolo dei cristiani nel processo di unificazione.
Riguardo al 7* programma quadro per la ricerca dell'UE, che include 'l'inacettabile finanziamento' per ricerche su cellule staminali embrionali umane, i vescovi auspicano che 'al piu' presto si introduca un termine ultimo per questo finanziamento nei programmi di ricerca specifica'. Si constata che le diverse Istituzioni europee in questi ultimi anni hanno intensificato i loro interventi su questioni etiche. La competenza delle singole nazioni in campo etico va salvaguardata: i membri del CCEE richiamano l'importanza di rispettare il principio di sussidiarieta'. Le Conferenze episcopali sono chiamate a farsi sempre piu' carico delle problematiche europee per il bene dei propri paesi.
L'appuntamento del CCEE dell'ottobre 2007 si svolgera' a Fatima in Portogallo.
L'Europa , secondo i vescovi, 'vive un tempo di forte transizione che richiede di stare saldi nella fede e di ascoltare attentamente 'cosa lo Spirito dice alle Chiese'.
Si percepisce l'urgenza e l'attesa di una riscoperta della fede cristiana e di un nuovo annuncio della novita' del vangelo. Emerge sempre piu' la necessita' di una voce comune dei vescovi europei davanti ad alcune sfide storiche: il fenomeno migratorio, il rapporto fra le religioni, specie con i musulmani, la famiglia, le problematiche etiche legate alla vita'. Mons. Ame'de'e Grab -presidente uscente della CCEE- ha sostenuto che l'obiettivo e il ruolo della Chiesa 'non e' di 'mantenere cristiana l'Europa', respingendo le altre religioni che hanno origini fuori dall'Europa, ma di aiutare i cristiani in Europa a vivere in coerenza alla loro chiamata battesimale e a ripresentare costantemente a tutti i nostri fratelli e sorelle nel mondo il messaggio di Gesu' Cristo'.
La crescente importanza ed incidenza delle politiche europee nella vita delle Conferenze episcopali europee, necessita una risposta adeguata da parte di ogni singola Conferenza a livello nazionale. A livello europeo si lavora per una piu' stretta ed efficace collaborazione tra il CCEE e la COMECE.
Tra i progetti nell'agenda futura del CCEE si segnalano: il Congresso per professori di tutte le universita' d'Europa che si terra' a Roma dal 21-24 giugno 2007 sul tema del nuovo umanesimo; la terza assemblea ecumenica europea che si realizzera' a Sibiu il 4-8 settembre 2007; il progetto di una serie di seminari tra vescovi europei e africani sul tema delle migrazioni che si concludera' con un grande simposio nel 2010 sul tema della evangelizzazione e le culture.
Il 50* anniversario del Trattato di Roma, fondativo dell'Unione Europea, del 25 marzo 2007, sara' per le Chiese in Europa 'una preziosa occasione per riflettere sui valori che hanno ispirato i padri dell'unificazione europea, per rafforzare la responsabilita' dei cittadini e per un approfondimento del ruolo dei cristiani nel processo di unificazione.
Riguardo al 7* programma quadro per la ricerca dell'UE, che include 'l'inacettabile finanziamento' per ricerche su cellule staminali embrionali umane, i vescovi auspicano che 'al piu' presto si introduca un termine ultimo per questo finanziamento nei programmi di ricerca specifica'. Si constata che le diverse Istituzioni europee in questi ultimi anni hanno intensificato i loro interventi su questioni etiche. La competenza delle singole nazioni in campo etico va salvaguardata: i membri del CCEE richiamano l'importanza di rispettare il principio di sussidiarieta'. Le Conferenze episcopali sono chiamate a farsi sempre piu' carico delle problematiche europee per il bene dei propri paesi.
L'appuntamento del CCEE dell'ottobre 2007 si svolgera' a Fatima in Portogallo.
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