Ulivo in difficolta' sul testamento biologico
Avvio in salita per l'esame dei ddl sul testamento biologico. Ieri in Commissione Sanita', dove si e' svolta la relazione della senatrice Fiorenza Bassoli (Ulivo) si sono registrati alcuni distinguo e il senatore diessino Paolo Bodini si e' rivolto direttamente al presidente dei senatori dell'Ulivo Anna Finocchiaro. "Attendiamo una parola da parte della capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro per andare avanti sul testamento biologico perche' non abbiamo trovato all'interno dell'Ulivo una posizione unitaria su alcuni temi specifici". Una richiesta che sarebbe "condivisa da buona parte dell'Ulivo in Commissione Sanita'".
Il presidente della Commissione, Ignazio Marino, si e' detto sorpreso delle polemiche, "so soltanto che oggi c'e' stata la relazione della senatrice Bassoli che ha indicato un percorso e su questo percorso bisognera' arrivare ad un testo condiviso. Non sono al corrente di una richiesta di intervento alla senarice Finocchiaro. Certo, il fatto che il ddl della senatrice Emprin sia firmato anche da alcuni senatori provenienti dal gruppo dei Democratici di sinistra, che adesso sono al gruppo dell'Ulivo, e' chiaro che evidenzia il disagio di alcuni".
Marino si e' detto certo "che tutto potra' essere ricomposto", ricordando che esiste un vuoto legislativo e come gli stessi cittadini, nell'80% dei sondaggi, si siano dichiarati favorevoli a nuove norme. "Anche il presidente della Repubblica Napolitano e' tornato piu' volte su questo argomento, su cui si e' espresso anche il presidente del Senato".
"La discussione e' iniziata oggi -ha spiegato la relatrice dei ddl Fiorenza Bassoli- e ho scelto il metodo della ricerca della massima condivisone sui punti comuni del ddl presentato, per evitare il muro contro muro che si e' verificato in altre occasioni come con i Dico. Oggi ho fatto una proposta, se tra qualche settimana vedo che si sta ragionando a vuoto sono pronta a cambiare".
Per la Bassoli, la prima cosa di buonsenso e' quella di cercare, su questioni cosi' delicate, un'ampia maggioranza".
La senatrice dei teodem Paola Binetti ha sottolineato: "La maggioranza, sul testamento biologico, e' sicuramente divisa, come lo e' anche l'opposizione, in quanto le posizioni della senatrice forzista, Bianconi, non sono omologabili a quelle dei colleghi Tomassini e Massidda. Ed e' giusto che sia cosi', in quanto un tema che tocca cosi' profondamente le coscienze non puo' essere omologato subito alle appartenenze". La senatrice respinge le accuse rivolte ai senatori cattolici di presentare "un muro di gomma" spiegando che e' necessario un ddl con norme certe e trasparenti.
"Dopo il fallimento sulle unioni di fatto, la maggioranza incassa un'altra sonora sconfitta sul testamento biologico". Ad affermarlo, in una nota, e' Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
"Non riescono a legiferare su nulla - continua - nemmeno sulle proposte di legge che piu' gli interessano. La cosa non puo' che farci piacere, vista la nostra ferma contrarieta'. A questo punto, le divisioni e le indecisioni della maggioranza, unite alle nostre forti perplessita', rendono quantomai opportuno l'accantonamento definitivo di un provvedimento pericoloso e ambiguo, che rischia di legittimare una surrettizia introduzione dell'eutanasia nel nostro ordinamento".
'Il totale marasma di questo pomeriggio in Commissione Igiene e Sanita' sul testamento biologico e' un evidente segnale di come anche il centrosinistra sia nel caos piu' totale'. A sostenerlo la senatrice Laura bianconi capogruppo di Forza Italia in commissione.
'La relatrice Bassoli ha deciso di ripartire da zero, riaprendo la discussione su gli otto ddl in materia, dimostrando come anche la sinistra si sia resa conto che una legge sul testamento biologico non trova non solo il nostro consenso ma quello di gran parte dell'opinione pubblica.
Un altro passo indietro della maggioranza, dopo quello sulle unioni di fatto, che proprio a causa di questi temi etici e' stata piu' volte bocciata dagli italiani'.
COMMENTI
'Il testamento biologico non e' la priorita' del paese, e' solamente frutto di un evento mediatico legato a Welby e alla mania di protagonismo del presidente Marino'. Lo ha dichiarato il capogruppo della Lega in commissione Sanita' del Senato Massimo Polledri secondo il quale 'altre sono le priorita' dei malati terminali e oncologici che chiedono dignita' umana, assistenza domiciliare e una adeguata terapia contro il dolore'. Per Polledri, oggi in Italia, 'siamo all' ultimo posto in Europa per l'uso appropriato di antidolorifici e derivati della morfina. Che poi parte della sinistra debba - ha concluso Polledri - a tutti i costi portare un risultato politico in nome di un laicismo e di un anticlericalismo di tendenza, questo e' un altro discorso'.
"Non saro' complice di un'altra legge mostro, come la 40". Lo afferma in una nota il senatore dei Verdi, Gianpaolo Silvestri, vicepresidente della commissione Sanita' di Palazzo Madama.
"La pretesa di chi, senza fede, vuole sostituire l'azione dello spirito con le leggi dello Stato, in nome di un'arrogante e presunta superiorita' etica - continua Silvestri - sta distruggendo dalle fondamenta il nascente Partito democratico. E' un problema per l'Unione, per la coalizione tutta e soprattutto per il Paese.
L'asservimento ai diktat integralisti teocratici, provenienti dai mercanti del Tempio d'Oltretevere, ha raggiunto un altro bersaglio: il testamento biologico. Riteniamo che spetti al Partito democratico chiarirsi velocemente le idee'.
'Nell'attesa ci dichiariamo, sin d'ora-conclude Silvestri- assolutamente indisponibili a qualsiasi soluzione che non abbia i seguenti principi di precauzione: salvaguardia della dignita' delle persone, non abbandono terapeutico, massima attenzione contro abusi economicisti-ideologici. Accanto a questo, e' fondamentale la piena autodeterminazione del paziente, assicurata dall'articolo 32 della Costituzione, e un 'no' deciso all'accanimento terapeutico".
"La legge sul testamento biologico non procede nel suo iter parlamentare a causa delle divisioni interne alla maggioranza. La sinistra la smetta con le sue farneticanti dietrologie". E' questo il commento di Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
"Nessuna falsa leggenda, ne' tantomeno improbabili diktat teocratici sono alla base dell'affossamento del provvedimento in Parlamento. Detto questo - continua - siamo di fronte a una proposta dannosa, pericolosa e dagli esiti incerti. Per questo ci battiamo contro l'approvazione di un testo che potrebbe costituire il cavallo di troia attraverso il quale introdurre l'eutanasia nel nostro ordinamento. Questo e' quanto e' successo in tutte le nazioni dove e' stato approvato il testamento biologico. Siamo decisamente contrari e faremo sentire in Parlamento la nostra voce, approfittando in tutti i modi delle spaccature interne alla maggioranza".
'La procedura scelta di dare corso ad una discussione generale sull'insieme dei disegni di legge relativi al testamento biologico anziche' su un testo base o su un testo presentato dalla relatrice, rischia di far adottare tempi biblici nell'esame di questo provvedimento'. Lo afferma, in una nota, il senatore Antonio Del Pennino, a nome del Pri, e sottolinea: 'E' necessario che nelle prossime sedute si cambi registro'.
'Questa procedura - prosegue - e' frutto dei contrasti interni alla maggioranza che non riesce a trovare un accordo sui punti piu' controversi come quelli relativi all'idratazione e all'alimentazione artificiale e all'obiezione di coscienza, dopo l'ultimatum della senatrice Binetti'. Secondo Del Pennino, 'Occorre che la relatrice presenti un testo base su cui sia possibile la discussione e la presentazione degli emendamenti, se non si vuole affossare il provvedimento'.
'Sarebbe opportuno - suggerisce il parlamentare - che la relatrice riproponesse il testo approvato all'unanimita' dalla Commissione Igiene e Sanita' del Senato nel corso della passata legislatura. Su quel testo ci fu un consenso bipartisan e credo sarebbe difficile per tutti proporre oggi emendamenti che lo stravolgessero'.
'Nessuno puo' sorprendersi del tentativo in atto di deragliare il processo di approvazione del testamento biologico. Pezzotta ne ha fatto l'obiettivo esplicito del movimento dei soggetti promotori del Family day, finanziati anche con l'8 per mille alla Chiesa cattolica. I teo-dem della Margherita sono oggi mobilitati con lo stesso obiettivo. I Democratici di Sinistra si sono finora allineati in tre modi: con la rinuncia di Fiorenza Bassoli a portare un testo in discussione che possa quantomeno far emergere con chiarezza i punti controversi e far avanzare l'esame del provvedimento; con il lavorio di corridoio e di mediazione al ribasso condotto da Anna Serafini; con il silenzio del Segretario Piero Fassino'. La denuncia e' del radicale Marco Cappato, secondo il quale 'fino a che i Ds non decideranno di investire con una grande campagna di informazione sul patrimonio favorevole di opinione pubblica, anche di centro-destra, e sul consenso massiccio del provvedimento presso il proprio elettorato, l'approvazione di un provvedimento minimo di civilta' e rispetto dei diritti della persona continuera' a rimanere ostaggio di quelle manovre ricattatorie perpetrate, finora con successo, innanzitutto ai danni dei propri elettori'.
'Non essendo quelli del "tanto peggio tanto meglio", continuiamo a rivolgerci con speranza a Piero Fassino, senza pero', dobbiamo pur dirlo, molta fiducia nella possibilita' che ci si corrisponda altro rispetto a quell'infastidita insofferenza propria di chi, di tutta evidenza, ritiene conveniente essere in tutt'altre "faccende" affaccendato', conclude.
'Se il fine del testamento biologico non e' quello di introdurre l'eutanasia, ma e' pensato come il mezzo per escludere l'accanimento terapeutico, ci si deve chiedere perche' tale scopo debba essere attuato per scelta, per esplicita richiesta e non possa invece, come e' avvenuto nel codice deontologico della professione medica, essere posto come norma del comportamento medico'. Lo afferma l'onorevole Riccardo Pedrizzi (An), intervenendo nel dibattito su una legge in materia di testamento biologico.
'Dal punto di vista pratico, il living will rischia di depotenziare la prassi del pronto soccorso, impedendo al medico, per esempio nei casi di incidenti, di agire tempestivamente per salvare la vita all'infortunato, poiche' dovrebbe considerare i possibili esiti del suo intervento in ordine alle disposizioni esplicite del paziente. Ma salvare la vita a qualcuno costituisce un dovere che non trova di per se' limitazioni: persino qualora ci si trovasse di fronte ad un aspirante suicida, il restituirlo all'esistenza non significherebbe condannarlo alla vita, ma permettergli, ancora una volta, di poter disporre di se'. Per questo non c'e' simmetria tra il 'condannare' a vivere e il condannare a morte: nel secondo caso, infatti, si sottrae il soggetto alla sua stessa volonta', mentre nel primo gli si fornisce un'ulteriore possibilita' di trasformare la sua precedente decisione'.
"La linea di ridiscutere tutti i DDl sulla materia del testamento biologico, come ha deciso di fare ieri in Commissione la relatrice, sono convinta che favorira' la mia tesi secondo la quale una legge su di una materia cosi' delicata non puo' che aprire la strada ad una visione sconcertante e pessimistica del nostro futuro e quindi deve essere accantonata". A sostenerlo la senatrice Laura Bianconi capo gruppo di Forza Italia in Commissione Igiene e Sanita'.
"Ribadisco il mio convinto no ad una legge che agevoli la fine della vita - afferma la parlamentare - non possiamo incrementare posizioni di abbandono e solitudine nelle persone spesso gia' afflitte da molte sofferenze, occupiamoci invece di agevolare le cure palliative e l'assistenza sia morale che materiale di questi malati e delle loro famiglie, piuttosto che pensare a strumenti che incentivano la fine della vita e alterano il rapporto medico-paziente, costringendo il primo a diventare un mero esecutore. Promuovere il culto del valore della vita limitato ad uno stato fisico e mentale ottimale, come accadrebbe con il testamento biologico, e' contro ogni logica. Pensiamo piu' spesso che la dignita' di ogni uomo si misura anche nel suo coraggio di amare la vita al di la' di tutte le difficolta' quotidiane. Credo -precisa la senatrice Bianconi - che ieri in Commissione sanita' la maggioranza abbia fatto quel passo in dietro che chiedevo da tempo".
Il Movimento per la vita, attraverso una nota, "si compiace della pausa di riflessione che la Commissione Igiene e Sanità del Senato sembra essersi presa" sul testamento biologico. "Condividiamo infatti - prosegue il comunicato - quanto dichiarato dalla senatrice Binetti: è necessario 'riflettere sul valore della vita dell`essere umano anche quando non è più in grado di intendere e volere'".
"Questa riflessione - commenta Carlo Casini, presidente del Mpv - non può essere disgiunta da una meditazione sulla dignità umana e deve finalmente essere liberata dai ricatti emotivi della cultura radicale. Si vedrà allora con tutta evidenza che la spinta all`introduzione del cosiddetto Testamento biologico arriva solo da una concezione corrotta della libertà".
"Il modo serio di intendere il consenso informato - aggiunge - e l`alleanza terapeutica tra medico e paziente è contraddetto dalla riduzione del medico a mero esecutore di ordini altrui anche se in contrasto con la sua scienza e coscienza".
"E` per questo - conclude Casini - che riteniamo non auspicabile l`approvazione di una legge. Il parere del Comitato nazionale di Bioetica che esclude ogni obbligatorietà nei confronti del medico, rappresenta il limite estremo oltre cui non si può e non si deve andare".
"La scelta fatta dalla commissione Sanita' del Senato di dilatare i tempi di discussione delle proposte su eutanasia e testamento biologico e' stata possibile grazie all'intelligente contributo dei gruppi di opposizione, e all'impegno continuo di Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi". E' quanto afferma il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'. La scelta, secondo il parlamentare, "coglie a pieno tutta la delicatezza della materia su temi sensibili che riguardano la sofferenza e la fine della vita umana".
Apprezziamo, continua l'esponente centrista, "il lungimirante lavoro dei senatori, che vogliono perseguire con oculatezza e in perfetto ossequio degli inviti frequentemente rivolti dal Capo dello Stato e dal presidente del Senato, la piu' ampia condivisione possibile dell'eventuale testo base sull'argomento".
Il presidente della Commissione, Ignazio Marino, si e' detto sorpreso delle polemiche, "so soltanto che oggi c'e' stata la relazione della senatrice Bassoli che ha indicato un percorso e su questo percorso bisognera' arrivare ad un testo condiviso. Non sono al corrente di una richiesta di intervento alla senarice Finocchiaro. Certo, il fatto che il ddl della senatrice Emprin sia firmato anche da alcuni senatori provenienti dal gruppo dei Democratici di sinistra, che adesso sono al gruppo dell'Ulivo, e' chiaro che evidenzia il disagio di alcuni".
Marino si e' detto certo "che tutto potra' essere ricomposto", ricordando che esiste un vuoto legislativo e come gli stessi cittadini, nell'80% dei sondaggi, si siano dichiarati favorevoli a nuove norme. "Anche il presidente della Repubblica Napolitano e' tornato piu' volte su questo argomento, su cui si e' espresso anche il presidente del Senato".
"La discussione e' iniziata oggi -ha spiegato la relatrice dei ddl Fiorenza Bassoli- e ho scelto il metodo della ricerca della massima condivisone sui punti comuni del ddl presentato, per evitare il muro contro muro che si e' verificato in altre occasioni come con i Dico. Oggi ho fatto una proposta, se tra qualche settimana vedo che si sta ragionando a vuoto sono pronta a cambiare".
Per la Bassoli, la prima cosa di buonsenso e' quella di cercare, su questioni cosi' delicate, un'ampia maggioranza".
La senatrice dei teodem Paola Binetti ha sottolineato: "La maggioranza, sul testamento biologico, e' sicuramente divisa, come lo e' anche l'opposizione, in quanto le posizioni della senatrice forzista, Bianconi, non sono omologabili a quelle dei colleghi Tomassini e Massidda. Ed e' giusto che sia cosi', in quanto un tema che tocca cosi' profondamente le coscienze non puo' essere omologato subito alle appartenenze". La senatrice respinge le accuse rivolte ai senatori cattolici di presentare "un muro di gomma" spiegando che e' necessario un ddl con norme certe e trasparenti.
"Dopo il fallimento sulle unioni di fatto, la maggioranza incassa un'altra sonora sconfitta sul testamento biologico". Ad affermarlo, in una nota, e' Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
"Non riescono a legiferare su nulla - continua - nemmeno sulle proposte di legge che piu' gli interessano. La cosa non puo' che farci piacere, vista la nostra ferma contrarieta'. A questo punto, le divisioni e le indecisioni della maggioranza, unite alle nostre forti perplessita', rendono quantomai opportuno l'accantonamento definitivo di un provvedimento pericoloso e ambiguo, che rischia di legittimare una surrettizia introduzione dell'eutanasia nel nostro ordinamento".
'Il totale marasma di questo pomeriggio in Commissione Igiene e Sanita' sul testamento biologico e' un evidente segnale di come anche il centrosinistra sia nel caos piu' totale'. A sostenerlo la senatrice Laura bianconi capogruppo di Forza Italia in commissione.
'La relatrice Bassoli ha deciso di ripartire da zero, riaprendo la discussione su gli otto ddl in materia, dimostrando come anche la sinistra si sia resa conto che una legge sul testamento biologico non trova non solo il nostro consenso ma quello di gran parte dell'opinione pubblica.
Un altro passo indietro della maggioranza, dopo quello sulle unioni di fatto, che proprio a causa di questi temi etici e' stata piu' volte bocciata dagli italiani'.
COMMENTI
'Il testamento biologico non e' la priorita' del paese, e' solamente frutto di un evento mediatico legato a Welby e alla mania di protagonismo del presidente Marino'. Lo ha dichiarato il capogruppo della Lega in commissione Sanita' del Senato Massimo Polledri secondo il quale 'altre sono le priorita' dei malati terminali e oncologici che chiedono dignita' umana, assistenza domiciliare e una adeguata terapia contro il dolore'. Per Polledri, oggi in Italia, 'siamo all' ultimo posto in Europa per l'uso appropriato di antidolorifici e derivati della morfina. Che poi parte della sinistra debba - ha concluso Polledri - a tutti i costi portare un risultato politico in nome di un laicismo e di un anticlericalismo di tendenza, questo e' un altro discorso'.
"Non saro' complice di un'altra legge mostro, come la 40". Lo afferma in una nota il senatore dei Verdi, Gianpaolo Silvestri, vicepresidente della commissione Sanita' di Palazzo Madama.
"La pretesa di chi, senza fede, vuole sostituire l'azione dello spirito con le leggi dello Stato, in nome di un'arrogante e presunta superiorita' etica - continua Silvestri - sta distruggendo dalle fondamenta il nascente Partito democratico. E' un problema per l'Unione, per la coalizione tutta e soprattutto per il Paese.
L'asservimento ai diktat integralisti teocratici, provenienti dai mercanti del Tempio d'Oltretevere, ha raggiunto un altro bersaglio: il testamento biologico. Riteniamo che spetti al Partito democratico chiarirsi velocemente le idee'.
'Nell'attesa ci dichiariamo, sin d'ora-conclude Silvestri- assolutamente indisponibili a qualsiasi soluzione che non abbia i seguenti principi di precauzione: salvaguardia della dignita' delle persone, non abbandono terapeutico, massima attenzione contro abusi economicisti-ideologici. Accanto a questo, e' fondamentale la piena autodeterminazione del paziente, assicurata dall'articolo 32 della Costituzione, e un 'no' deciso all'accanimento terapeutico".
"La legge sul testamento biologico non procede nel suo iter parlamentare a causa delle divisioni interne alla maggioranza. La sinistra la smetta con le sue farneticanti dietrologie". E' questo il commento di Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
"Nessuna falsa leggenda, ne' tantomeno improbabili diktat teocratici sono alla base dell'affossamento del provvedimento in Parlamento. Detto questo - continua - siamo di fronte a una proposta dannosa, pericolosa e dagli esiti incerti. Per questo ci battiamo contro l'approvazione di un testo che potrebbe costituire il cavallo di troia attraverso il quale introdurre l'eutanasia nel nostro ordinamento. Questo e' quanto e' successo in tutte le nazioni dove e' stato approvato il testamento biologico. Siamo decisamente contrari e faremo sentire in Parlamento la nostra voce, approfittando in tutti i modi delle spaccature interne alla maggioranza".
'La procedura scelta di dare corso ad una discussione generale sull'insieme dei disegni di legge relativi al testamento biologico anziche' su un testo base o su un testo presentato dalla relatrice, rischia di far adottare tempi biblici nell'esame di questo provvedimento'. Lo afferma, in una nota, il senatore Antonio Del Pennino, a nome del Pri, e sottolinea: 'E' necessario che nelle prossime sedute si cambi registro'.
'Questa procedura - prosegue - e' frutto dei contrasti interni alla maggioranza che non riesce a trovare un accordo sui punti piu' controversi come quelli relativi all'idratazione e all'alimentazione artificiale e all'obiezione di coscienza, dopo l'ultimatum della senatrice Binetti'. Secondo Del Pennino, 'Occorre che la relatrice presenti un testo base su cui sia possibile la discussione e la presentazione degli emendamenti, se non si vuole affossare il provvedimento'.
'Sarebbe opportuno - suggerisce il parlamentare - che la relatrice riproponesse il testo approvato all'unanimita' dalla Commissione Igiene e Sanita' del Senato nel corso della passata legislatura. Su quel testo ci fu un consenso bipartisan e credo sarebbe difficile per tutti proporre oggi emendamenti che lo stravolgessero'.
'Nessuno puo' sorprendersi del tentativo in atto di deragliare il processo di approvazione del testamento biologico. Pezzotta ne ha fatto l'obiettivo esplicito del movimento dei soggetti promotori del Family day, finanziati anche con l'8 per mille alla Chiesa cattolica. I teo-dem della Margherita sono oggi mobilitati con lo stesso obiettivo. I Democratici di Sinistra si sono finora allineati in tre modi: con la rinuncia di Fiorenza Bassoli a portare un testo in discussione che possa quantomeno far emergere con chiarezza i punti controversi e far avanzare l'esame del provvedimento; con il lavorio di corridoio e di mediazione al ribasso condotto da Anna Serafini; con il silenzio del Segretario Piero Fassino'. La denuncia e' del radicale Marco Cappato, secondo il quale 'fino a che i Ds non decideranno di investire con una grande campagna di informazione sul patrimonio favorevole di opinione pubblica, anche di centro-destra, e sul consenso massiccio del provvedimento presso il proprio elettorato, l'approvazione di un provvedimento minimo di civilta' e rispetto dei diritti della persona continuera' a rimanere ostaggio di quelle manovre ricattatorie perpetrate, finora con successo, innanzitutto ai danni dei propri elettori'.
'Non essendo quelli del "tanto peggio tanto meglio", continuiamo a rivolgerci con speranza a Piero Fassino, senza pero', dobbiamo pur dirlo, molta fiducia nella possibilita' che ci si corrisponda altro rispetto a quell'infastidita insofferenza propria di chi, di tutta evidenza, ritiene conveniente essere in tutt'altre "faccende" affaccendato', conclude.
'Se il fine del testamento biologico non e' quello di introdurre l'eutanasia, ma e' pensato come il mezzo per escludere l'accanimento terapeutico, ci si deve chiedere perche' tale scopo debba essere attuato per scelta, per esplicita richiesta e non possa invece, come e' avvenuto nel codice deontologico della professione medica, essere posto come norma del comportamento medico'. Lo afferma l'onorevole Riccardo Pedrizzi (An), intervenendo nel dibattito su una legge in materia di testamento biologico.
'Dal punto di vista pratico, il living will rischia di depotenziare la prassi del pronto soccorso, impedendo al medico, per esempio nei casi di incidenti, di agire tempestivamente per salvare la vita all'infortunato, poiche' dovrebbe considerare i possibili esiti del suo intervento in ordine alle disposizioni esplicite del paziente. Ma salvare la vita a qualcuno costituisce un dovere che non trova di per se' limitazioni: persino qualora ci si trovasse di fronte ad un aspirante suicida, il restituirlo all'esistenza non significherebbe condannarlo alla vita, ma permettergli, ancora una volta, di poter disporre di se'. Per questo non c'e' simmetria tra il 'condannare' a vivere e il condannare a morte: nel secondo caso, infatti, si sottrae il soggetto alla sua stessa volonta', mentre nel primo gli si fornisce un'ulteriore possibilita' di trasformare la sua precedente decisione'.
"La linea di ridiscutere tutti i DDl sulla materia del testamento biologico, come ha deciso di fare ieri in Commissione la relatrice, sono convinta che favorira' la mia tesi secondo la quale una legge su di una materia cosi' delicata non puo' che aprire la strada ad una visione sconcertante e pessimistica del nostro futuro e quindi deve essere accantonata". A sostenerlo la senatrice Laura Bianconi capo gruppo di Forza Italia in Commissione Igiene e Sanita'.
"Ribadisco il mio convinto no ad una legge che agevoli la fine della vita - afferma la parlamentare - non possiamo incrementare posizioni di abbandono e solitudine nelle persone spesso gia' afflitte da molte sofferenze, occupiamoci invece di agevolare le cure palliative e l'assistenza sia morale che materiale di questi malati e delle loro famiglie, piuttosto che pensare a strumenti che incentivano la fine della vita e alterano il rapporto medico-paziente, costringendo il primo a diventare un mero esecutore. Promuovere il culto del valore della vita limitato ad uno stato fisico e mentale ottimale, come accadrebbe con il testamento biologico, e' contro ogni logica. Pensiamo piu' spesso che la dignita' di ogni uomo si misura anche nel suo coraggio di amare la vita al di la' di tutte le difficolta' quotidiane. Credo -precisa la senatrice Bianconi - che ieri in Commissione sanita' la maggioranza abbia fatto quel passo in dietro che chiedevo da tempo".
Il Movimento per la vita, attraverso una nota, "si compiace della pausa di riflessione che la Commissione Igiene e Sanità del Senato sembra essersi presa" sul testamento biologico. "Condividiamo infatti - prosegue il comunicato - quanto dichiarato dalla senatrice Binetti: è necessario 'riflettere sul valore della vita dell`essere umano anche quando non è più in grado di intendere e volere'".
"Questa riflessione - commenta Carlo Casini, presidente del Mpv - non può essere disgiunta da una meditazione sulla dignità umana e deve finalmente essere liberata dai ricatti emotivi della cultura radicale. Si vedrà allora con tutta evidenza che la spinta all`introduzione del cosiddetto Testamento biologico arriva solo da una concezione corrotta della libertà".
"Il modo serio di intendere il consenso informato - aggiunge - e l`alleanza terapeutica tra medico e paziente è contraddetto dalla riduzione del medico a mero esecutore di ordini altrui anche se in contrasto con la sua scienza e coscienza".
"E` per questo - conclude Casini - che riteniamo non auspicabile l`approvazione di una legge. Il parere del Comitato nazionale di Bioetica che esclude ogni obbligatorietà nei confronti del medico, rappresenta il limite estremo oltre cui non si può e non si deve andare".
"La scelta fatta dalla commissione Sanita' del Senato di dilatare i tempi di discussione delle proposte su eutanasia e testamento biologico e' stata possibile grazie all'intelligente contributo dei gruppi di opposizione, e all'impegno continuo di Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi". E' quanto afferma il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'. La scelta, secondo il parlamentare, "coglie a pieno tutta la delicatezza della materia su temi sensibili che riguardano la sofferenza e la fine della vita umana".
Apprezziamo, continua l'esponente centrista, "il lungimirante lavoro dei senatori, che vogliono perseguire con oculatezza e in perfetto ossequio degli inviti frequentemente rivolti dal Capo dello Stato e dal presidente del Senato, la piu' ampia condivisione possibile dell'eventuale testo base sull'argomento".
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