Un ulteriore studio conferma che vietare il fumo preserva il cuore dei non fumatori
"I risultati sono evidenti", dice Thomas Frieden, presidente dell'organo sanitario CDC. "I divieti di fumo non danneggiano le aziende, in compenso proteggono i non fumatori da infarto cardiaco". Questo il suo commento allo studio presentato il 15 ottobre da Institute of Medicine (IOM), un'organizzazione indipendente delle Accademie nazionali, incaricata dal Congresso di consigliare il Governo. La responsabile della ricerca, Lynn Goldman della John Opkins University, spiega che il fumatore passivo, costretto a stare in un ambiente impregnato di fumo, ha statisticamente le stesse probabilità d'avere un infarto di una persona che fumi nove sigarette al giorno. Sempre secondo IOM, il 41% dei cittadini statunitensi sono protetti dal fumo negli spazi aperti. Ma si può fare di più, sostengono i ricercatori. Anche perché le conseguenze positive sono visibili già dopo poco tempo. Così, nella città di Helena (Montana) i ricoveri ospedalieri per infarto sono scesi del 16% rispetto all'anno prima già sei mesi dopo il divieto di fumo, quando negli Stati vicini senza divieto gli infarti sono continuamente aumentati. Ancora, a Pueblo (Colorado), nei tre anni seguiti al divieto di fumare sul posto di lavoro c'e' stato un calo del 41%.