Venerdì 5 giugno 2026
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Umberto Veronesi candidato per il Partito Democratico. Le accuse dei cattolicisti: troppo laico

U.E. - ITALIA
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'La mia riflessione e' che e' un dovere morale, dopo una vita dedicata alla salute e alla ricerca scientifica, mettere la mia esperienza al servizio del futuro Ministro della sanita' per l'intero Paese'. Cosi' il professor Umberto Veronesi spiega le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la candidatura nel Pd alle elezioni del 13-14 aprile, sottolineando che suoi obiettivi sono il miglioramento della sanita' e lo sviluppo della ricerca scientifica. 'Ho deciso di accettare l'invito di Walter Veltroni, dopo una iniziale perplessita' perche' credo che in questo momento di sfiducia degli italiani non solo nei partiti, ma nella stessa democrazia, sia necessario l'impegno culturale di tutti coloro che sentono di poter dare un contributo alla vita pubblica'. Veronesi chiarisce quindi quali siano i suoi obiettivi: 'Migliorare la sanita' e sviluppare la ricerca scientifica, non solo biomedica. Il nostro sistema sanitario e' molto buono, fra i migliori del mondo ma molto puo' essere fatto sopratutto a livello di struttura e organizzazione degli ospedali. La nostra ricerca e' molto creativa, ma necessita di una rete di Centri in grado di richiamare i nostri ricercatori dall'estero, di trattenere i nostri giovani e di attirare gli studiosi di altri Paesi. Occorre ovviamente per questo riportare il livello dei finanziamenti alla ricerca a quello dei Paesi avanzati, vale a dire circa l'1,5% del Pil'. Ma Veronesi afferma anche di voler 'far rientrare nell' attivita' parlamentare pure i grandi temi etici oggi dimenticati come il disarmo (bisognerebbe riprendere le Conferenze Internazionali sul disarmo) e la fame nel mondo. Io sono un pacifista: e' mia intenzione rafforzare nel PD la tendenza a stabilire una dialettica politica di dialogo e uno stile di rapporti basati su una serena discussione dei fatti e dei dati, e non sugli attacchi personali'.   
Veronesi ha dedicato la vita a combattere i tumori. Ma non si e' mai tirato indietro nemmeno dal dibattito politico, specialmente quando erano in ballo i diritti dei malati o il progresso della scienza.
Una delle sue prime battaglie e' stata quella intrapresa nel 1995, per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere, al fine di raggiungere una regolamentazione dei derivati della canapa indiana (marijuana). Questo, per gli usi terapeutici della cannabis nella terapia del dolore. Piu' recentemente, si e' dichiarato favorevole alle 'stanze del buco', una sorta di centri controllati dallo Stato per seguire i tossicodipendenti.
Da sempre orientato politicamente a sinistra, dal 2000 al 2001 e' stato ministro della Sanita' nel governo di Giuliano Amato, mandato durante il quale ha sostenuto fortemente la campagna anti-fumo (che ha portato alla successiva legge Sirchia). E' intervenuto piu' volte nei dibattiti sull'eutanasia, sostenendo il diritto dei malati incurabili alla 'dolce morte', argomento sul quale ha scritto nel 2005 anche un libro ('Il diritto di morire'). Ha inoltre sostenuto la proposta per rendere i notai depositari del testamento biologico, e si e' piu' volte schierato contro l'accanimento terapeutico.
E' stato piu' volte indicato come probabile candidato alla carica di sindaco di Milano, ma dopo l'esperienza di ministro, Veronesi ha sempre detto di non voler piu' assumere un altro incarico politico.(

"Ne sono veramente felice, saranno tante, tantissime le persone che voteranno per Umberto Veronesi". Mina Welby, raggiunta telefonicamente durante una pausa dei lavori di un incontro a Bolzano sui temi etici, apprende la notizia della scelta del celebre oncologo di correre come capolista per il Senato nelle fila del Partito democratico in Lombardia, ed esprime il suo entusiasmo. La vedova di Piergiorgio Welby ricorda quanto "il professor Veronesi, coraggiosamente, difese il dottor Mario Riccio", il medico che stacco' la spina a suo marito, nel dicembre del 2006. "Spero- prosegue- che la presenza di Veronesi in Parlamento serva a far si' che il provvedimento sul testamento biologico, in commissione Sanita' al Senato, non venga accantonato, ma venga, invece, ripreso li' dove si e' fermato" per la fine della legislatura. Per Mina Welby, infine, la candidatura dell'ex ministro della salute e l'accordo fra Partito democratico e Radicali rappresentano "le due belle notizie della giornata".    

'Qualunque sia l'esito della trattativa con il Pd, Pannella e' gia' riuscito a mettere Veltroni in un angolo. Le candidature proposte dai radicali hanno ciascuna un significato e un obiettivo preciso: Mina Welby, l'eutanasia, Maria Antonietta Coscioni, la ricerca fondata sulla distruzione di embrioni umani, Silvio Viale, l'aborto fai-da-te, Maurizio Turco, la campagna europea contro la Chiesa'. E' il giudizio di Eugenia Roccella, portavoce del Family Day e ora candidata del Pdl alle elezioni. 'Il tentativo del Pd di tenere i temi etici ai margini dalla campagna elettorale e' gia' fallito non e' la presenza dei Radicali a rendere la vita difficile ai cattolici del Pd, ma la volonta' politica di Pannella, evidente nella proposta delle candidature, di far entrare dalla finestra, attraverso i nomi dei candidati, le questioni che Veltroni ha cercato di chiudere fuori dalla porta'. 'A questo punto conta poco cosa sara' scritto nel programma: non credo che Mina Welby o Silvio Viale in Parlamento si occuperanno di liberalizzazioni'.   

"Dopo l'accordo con i radicali, oggi arriva l'inserimento nelle liste del Prof. Veronesi. Il Pd si candida ad essere il primo partito di stretta confessione laicista e relativista. Gli Italiani stiano bene attenti a votare una compagine che arruola i paladini della cultura della morte e della droga libera. Eutanasia, aborto, antiproibizionismo sono i temi che accomunano il Prof. Veronesi ed il movimento radicale. A questo punto la presenza dei cattolici nel Pd diventa sempre piu' scomoda, inspiegabile e irrilevante. Veltroni alla fine ha mostrato la sua vera faccia. Niente tutela dei valori, ma una pessima e deleteria scimmiottatura di Zapatero'. Lo ha detto Isabella Bertolini, vicepresidente dei Deputati di Forza Italia.   

Mentre si attende la conferma della presenza di esponenti del Partito Radicale nelle liste del Pd, dopo l'annuncio della candidatura di uno scienziato schierato a favore dell'eutanasia come Umberto Veronesi a capolista in Lombardia, l'Associazione "Scienza e Vita" scende in campo per chiedere alle forze politiche di assumere impegni precisi con gli elettori in difesa della vita umana "dal concepimento sino alla morte naturale". Una richiesta di chiarezza sui temi "sensibili" fatta anche "in considerazione del riassetto del sistema politico italiano, delle grandi novita' che stanno emergendo sulla scena pubblica e della sfida costituita dalle tecnoscienze". "Scienza e Vita - spiega una nota - chiede a tutte le forze politiche in campo, e in particolare ai due maggiori partiti, di esprimersi chiaramente sui temi che piu' stanno a cuore all'Associazione: legge 194, linee guida legge 40, pillola del giorno dopo, pillola RU486, disabilita', testamento biologico, trattamento sociale e sanitario del fine vita, identita' e genere". Sulla base delle risposte dei partiti, gli elettori potranno "giudicare e scegliere le singole forze politiche che forniranno sui temi indicati nel corso della campagna elettorale", ovviamente alla luce dei valori propri dell'Associazione presieduta dal genetista Bruno Dalla Piccola e dalla bioeticista Luisa Di Pietro. Elaborato da giuristi, filosofi e scienziati aderenti all'Associazione che promosse l'astensione nei referendum del 2005 sulla procreazione, il documento reso noto oggi sottolinea "la centralita' acquisita dalla questione antropologica e dai temi eticamente sensibili nel dibattito pubblico italiano", ed afferma che "le questioni etiche sono anche propriamente politiche e pertanto oggetto delle scelte partitiche e parlamentari e in quanto tali non sottraibili, in virtu' del semplice ricorso alla liberta' di coscienza, al confronto democratico che costitutivamente pubblico".   

"E ci preoccupiamo dell'intesa Pd-Radicali? La candidatura come capolista in Lombardia del professor Veronesi e' qualcosa di piu'. Intanto perche' non si spreca una carta del genere se - in un'ottica di successo elettorale - non vi e' una prospettiva di governo, o similare, nel ruolo congeniale al luminare: ministro della Salute (l'ha gia' fatto in un governo di centrosinistra) o, al peggio, presidente della Commissione sanita'. E poi perche', per se' e per il ruolo che avra', si puo' immaginare quali decisioni adottera' in tema di droga (libera), di eutanasia (si rileggano i suoi libri in materia), di tutela della vita nascente e di manipolazioni genetiche. Complimenti ai teodem e a chi pensa ancora che nel Pd ci sia spazio per i principi di diritto naturale!". Lo afferma il senatore di An Alfredo Mantovano.   


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