UNGASS 2016. Documento degli ex-presidenti brasiliano, colombiano e messicano
In vista della riunione speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul tema delle droghe (UNGASS 2016, tre ex-presidenti, di Colombia, Messico e Brasile, hanno sollecitato riforme politiche sostanziali a fronte della guerra fallita contro le droghe illegali. Il documento e' stato firmato dall'ex-presidente brasiliano Fernando Henrique Cardoso (1995-2003); il colombiano César Gaviria (1990-1994) e il messicano Ernesto Zedillo (1994-2000). L'articolo e' comparso in forma di editoriale sul quotidiano Los Angeles Times. I tre ex-presidenti hanno esordito mettendo in evidenza che la politica sulle droghe a livello mondiale ha provocato violenza, sovraccarico dei sistemi giudiziari penali, ha fomentato corruzione e detronizzato istituzioni; in pratica, un disastro assoluto.
Per quasi un decennio e' stato sollecitato in modo urgente a governi ed organismi internazionali la promozione di un accerchiamento sempre piu' ampio, umano e indirizzato a combattere gli stupefacenti illegali. I leader politici sostengono che UNGASS 2016, il primo evento del genere in 18 anni, potrebbe essere un fiasco se non lo si imposta come un dibattito aperto, onesto e basato sui dati delle politiche sulle droghe, mentre e' stato concepito come un incontro strettamente a porte chiuse. Inoltre essi sostengono che il progetto di dichiarazione rappresenta un passo indietro piuttosto che un passo in avanti, se non viene riconosciuto il fallimento globale del sistema di controllo delle droghe per ridurre domanda ed offerta. Invece, la definizione di produttori e consumatori continua. La dichiarazione propone solo alcune soluzioni pratiche per migliorare i diritti umani o la salute pubblica. Se l'ONU ha intenzione di affrontare seriamente il problema delle droghe in modo che realmente promuova il benessere dell'umanita', i diplomatici si devono confrontare con l'evidente fallimento della maggior parte delle leggi che si sono occupate delle droghe e che sono tutt'oggi in vigore. L'unico modo di lottare contro il traffico di droghe del crimine organizzato, ridurre la violenza e frenare la corruzione, e' che i governi controllino e regolamentino le droghe.
Per quasi un decennio e' stato sollecitato in modo urgente a governi ed organismi internazionali la promozione di un accerchiamento sempre piu' ampio, umano e indirizzato a combattere gli stupefacenti illegali. I leader politici sostengono che UNGASS 2016, il primo evento del genere in 18 anni, potrebbe essere un fiasco se non lo si imposta come un dibattito aperto, onesto e basato sui dati delle politiche sulle droghe, mentre e' stato concepito come un incontro strettamente a porte chiuse. Inoltre essi sostengono che il progetto di dichiarazione rappresenta un passo indietro piuttosto che un passo in avanti, se non viene riconosciuto il fallimento globale del sistema di controllo delle droghe per ridurre domanda ed offerta. Invece, la definizione di produttori e consumatori continua. La dichiarazione propone solo alcune soluzioni pratiche per migliorare i diritti umani o la salute pubblica. Se l'ONU ha intenzione di affrontare seriamente il problema delle droghe in modo che realmente promuova il benessere dell'umanita', i diplomatici si devono confrontare con l'evidente fallimento della maggior parte delle leggi che si sono occupate delle droghe e che sono tutt'oggi in vigore. L'unico modo di lottare contro il traffico di droghe del crimine organizzato, ridurre la violenza e frenare la corruzione, e' che i governi controllino e regolamentino le droghe.
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