Unhcr (Onu) accusa l'Italia: Marina italiana respinge immigrati con la forza, ferite da manganelli elettrici
Respinti in Libia, con l'uso della forza e senza verificare se ci fossero richiedenti asilo: sul trattamento riservato a un gruppo di migranti, lo scorso primo luglio, dalla marina italiana, si riapre la polemica. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) accusa l'Italia e invia una lettera con richiesta di chiarimenti al governo che risponde: chiedeteci scusa.
L'Unhcr 'si vergogni' e 'chieda scusa all'Italia', dice il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, che afferma di aver letto 'con grande stupore la lettera con cui l'Unhcr lancia pesanti accuse al governo italiano'.
Ronchi parla di 'accuse avventate, false, demagogiche, offensive e ripugnanti che offendono le nostre Forze Armate' e si dice perplesso per il fatto che l'Alto Commissariato abbia diramato un comunicato 'senza procedere ad alcuna preventiva verifica con le autorita' italiane delle versioni raccolte'.
'Indignato' e' il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che critica la 'faciloneria' con cui l'Unhcr accusa 'i marinai italiani di essere ladri, affamatori e violenti'. Ma L'Unhcr precisa di aver inviato due diverse lettere a Palazzo Chigi, il 2 e il 7 luglio, rimaste senza risposta.
L'opposizione critica le scelte del governo in tema di immigrazione e chiede a sua volta chiarimenti. Per Anna Finocchiaro le 'preoccupazioni' dell'Unhcr sono 'le stesse' esposte dal Pd in passato, e i respingimenti dal punto di vista 'del diritto hanno violato addirittura la Bossi-Fini'.
E' il portavoce dell'Alto commissariato, Ron Redmond, a fare il punto sulla situazione, raccontando che il personale dell'Unhcr ha intervistato 82 persone - tra cui 9 donne e almeno sei bambini - intercettate dalla marina italiana a 30 chilometri da Lampedusa, trasbordate con la forza su una nave libica senza assistenza di tipo umanitario e quindi trasportate in Libia, dove sono state poste in centri di detenzione.
La ricostruzione di Christopher Hein, direttore del Centro italiano per i rifugiati, che in Libia ha parlato con alcuni migranti, e' dettagliata: 'Uno di essi (cittadino eritreo), detenuto nel centro di Zuwarah, ha addirittura riportato ferite alla testa - racconta Hein - provocate da bastoni elettrici, documentate anche fotograficamente'. La vicenda e' iniziata 'Non appena i migranti si sono resi conto che sarebbero stati consegnati alle forze libiche, hanno opposto resistenza e sono stati costretti con la forza al trasbordo'. A tutti sarebbero stati sequestrati cellulari, documenti personali e denaro.
All'Unhcr, - per il quale 'non e' tollerabile' che il Canale di Sicilia diventi 'una zona franca' in cui nessuna legge e' rispettata' - non risulta che le autorita' italiane a bordo della nave abbiano cercato di stabilire la nazionalita' delle persone coinvolte ne' tanto meno le motivazioni che le hanno spinte a fuggire dai propri Paesi.
Gia' nel maggio scorso era stato pesante lo scontro tra Unhcr e governo. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, aveva definito 'disumana o criminale', Laura Boldrini, portavoce italiana dell'Organizzazione, che aveva dichiarato la sua contrarieta' alla politica dei respingimenti. A raffreddare gli animi era intervenuto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni definendo 'incomprensibile' la polemica, mentre l'Alto Commissario, Antonio Guterres bollava come 'infondati' i commenti contro l'Unhcr.
L'Unhcr 'si vergogni' e 'chieda scusa all'Italia', dice il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, che afferma di aver letto 'con grande stupore la lettera con cui l'Unhcr lancia pesanti accuse al governo italiano'.
Ronchi parla di 'accuse avventate, false, demagogiche, offensive e ripugnanti che offendono le nostre Forze Armate' e si dice perplesso per il fatto che l'Alto Commissariato abbia diramato un comunicato 'senza procedere ad alcuna preventiva verifica con le autorita' italiane delle versioni raccolte'.
'Indignato' e' il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che critica la 'faciloneria' con cui l'Unhcr accusa 'i marinai italiani di essere ladri, affamatori e violenti'. Ma L'Unhcr precisa di aver inviato due diverse lettere a Palazzo Chigi, il 2 e il 7 luglio, rimaste senza risposta.
L'opposizione critica le scelte del governo in tema di immigrazione e chiede a sua volta chiarimenti. Per Anna Finocchiaro le 'preoccupazioni' dell'Unhcr sono 'le stesse' esposte dal Pd in passato, e i respingimenti dal punto di vista 'del diritto hanno violato addirittura la Bossi-Fini'.
E' il portavoce dell'Alto commissariato, Ron Redmond, a fare il punto sulla situazione, raccontando che il personale dell'Unhcr ha intervistato 82 persone - tra cui 9 donne e almeno sei bambini - intercettate dalla marina italiana a 30 chilometri da Lampedusa, trasbordate con la forza su una nave libica senza assistenza di tipo umanitario e quindi trasportate in Libia, dove sono state poste in centri di detenzione.
La ricostruzione di Christopher Hein, direttore del Centro italiano per i rifugiati, che in Libia ha parlato con alcuni migranti, e' dettagliata: 'Uno di essi (cittadino eritreo), detenuto nel centro di Zuwarah, ha addirittura riportato ferite alla testa - racconta Hein - provocate da bastoni elettrici, documentate anche fotograficamente'. La vicenda e' iniziata 'Non appena i migranti si sono resi conto che sarebbero stati consegnati alle forze libiche, hanno opposto resistenza e sono stati costretti con la forza al trasbordo'. A tutti sarebbero stati sequestrati cellulari, documenti personali e denaro.
All'Unhcr, - per il quale 'non e' tollerabile' che il Canale di Sicilia diventi 'una zona franca' in cui nessuna legge e' rispettata' - non risulta che le autorita' italiane a bordo della nave abbiano cercato di stabilire la nazionalita' delle persone coinvolte ne' tanto meno le motivazioni che le hanno spinte a fuggire dai propri Paesi.
Gia' nel maggio scorso era stato pesante lo scontro tra Unhcr e governo. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, aveva definito 'disumana o criminale', Laura Boldrini, portavoce italiana dell'Organizzazione, che aveva dichiarato la sua contrarieta' alla politica dei respingimenti. A raffreddare gli animi era intervenuto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni definendo 'incomprensibile' la polemica, mentre l'Alto Commissario, Antonio Guterres bollava come 'infondati' i commenti contro l'Unhcr.
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