Lunedì 8 giugno 2026
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Unicef: cambiamenti climatici hanno effetti tragici sull'infanzia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' allarme per le 'tragiche conseguenze' dei cambiamenti climatici sull'infanzia. A lanciarlo, un nuovo rapporto dell'UNICEF-Regno Unito presentato ieri a Londra: a 10 anni dalla firma del Protocollo di Kyoto, rivela che i bambini piu' poveri e vulnerabili del mondo sono quelli che piu' sono colpiti dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. Il rapporto 'Il nostro clima, i nostri bambini' rivela dunque che i cambiamenti climatici stanno avendo un 'grave impatto sui bambini e i loro diritti': i piu' piccoli, soprattutto in Africa e Asia, andranno infatti incontro a un futuro in cui disastri, violenze e malattie saranno sempre piu' frequenti ed intensi; le scorte idriche e di cibo diminuiranno; il reddito e la produttivita' crolleranno. Il rapporto elenca quindi le conseguenze dei cambiamenti climatici nel contesto dei diritti dell'infanzia: Innanzitutto, aumentera' la poverta' ed i cambiamenti climatici potrebbero causare ulteriori 40.000-160.000 decessi infantili all'anno in Asia meridionale e nell'Africa Sub-sahariana a causa delle sole perdite di Prodotto Nazionale Lordo. Ed ancora: con un aumento di 2 gradi centigradi della temperatura, afferma il Rapporto Unicef, tra 30 e 200 milioni di persone saranno a rischio per fame in tutto il mondo, con il pericolo che salgano a 550 milioni se l'aumento di temperatura dovesse essere di 3 gradi centigradi. Inoltre, un numero inferiore di bambini avra' la possibilita' di andare a scuola, con le bambine maggiormente colpite, ed aumenteranno le malattie infantili. Qualche esempio: i cambiamenti climatici potrebbero implicare un ritorno della malaria - che oggi uccide 800.000 bambini ogni anno - in aree prima fuori dal raggio d'azione delle zanzare che ne sono veicolo, come ad esempio gli altopiani del Kenya o la Giamaica. Il cambiamento del clima, ancora, aumentera' nei paesi a basso e medio reddito il peso delle malattie diarroiche dal 2 al 5% e le stime suggeriscono, inoltre, che la popolazione a rischio di contrarre la grave infezione da Dengue potrebbe raggiungere i 3,5 milioni nel 2080 (contro gli 1,5 milioni attuali).    


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